Beata Elvira della Natività di Nostra Signora Torrentallé Paraire
Vergine e martire
Festa: 19 agosto
Nascita-morte: Balsareny, Spanga, 19 giugno 1889 - El Saler, Spagna, 19 agosto 1936
Nascita - morte:
Balsareny, Spanga, 19 giugno 1889 - El Saler, Spagna, 19 agosto 1936
Festa:
19 agosto
Categoria: I santi che iniziano con la lettera E
Calendario: I santi del 19 agosto
Gruppo: Beate Martiri Spagnole delle Suore Carmelitane della Carità (Comunità di Cullera)
Martirologio Romano
Faceva parte dell'Istituto delle Suore Carmelitane della Carità. Era la superiora della comunità. Nacque il 19 giugno 1889 a Balsareny (Barcellona) ed entrò nel noviziato dell'istituto a Vic il 9 settembre 1906. Le sue destinazioni furono Cullerà, il collegio del Sacro Cuore di Valenza e di nuovo Cullerà. Devota, modesta e operosa, uno dei suoi grandi amori fu l'Eucaristia. Andando verso la salina, luogo del martirio, incoraggiava le altre suore. Chiese di morire per ultima, e intonò il popolarissimo inno eucaristico Cantemos al amor de los amores, e lo cantò fino all'ultimo respiro. Insieme alle otto consorelle sue compagne di martirio è stata beatificata l'11 marzo 2001 dal Papa San Giovanni Paolo II.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Elvira Torrentallé Paraire, in religione Elvira della Natività di Nostra Signora, era la superiora della comunità. Il Vaticano indica come data di nascita il 29 giugno 1883 a Balsareny, nella provincia di Barcellona; la stessa data è riportata da diverse fonti spagnole e dal materiale collegato alla causa di beatificazione. Una precedente scheda di Santi e Beati riportava invece il 19 giugno 1889: dato il contrasto, per questa scheda si privilegia la documentazione vaticana relativa alla beatificazione.
Entrò nel noviziato di Vic nel 1906 e nel 1908 fu destinata alla casa di Cullera, dove emise la professione perpetua. Dopo un periodo presso il Collegio del Sacro Cuore di Valencia, nel 1933 tornò a Cullera come superiora della comunità.
Le fonti dell'Istituto la descrivono come una donna operosa, modesta e particolarmente dedita alla carità. La sua spiritualità aveva un forte centro eucaristico.
Quando nel 1936 la situazione divenne pericolosa, anche la famiglia cercò di convincerla a mettersi in salvo. Elvira non volle però separarsi dalle altre religiose e dalle giovani affidate alla comunità. La sua figura divenne così il punto di riferimento delle compagne negli ultimi giorni.
