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Beato Paolo Maria (Pietro) Leoz y Portillo Religioso passionista, martire

Festa: 25 settembre

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Leoz, Navarra, Navarra, Spagna, 16 febbraio 1882 - Carrión de Calatrava, Ciudad Real, Castilla-La Mancha, Spagna, 25 settembre 1936

Fu un religioso fratello della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, nato a Leoz, in Navarra, nel 1882 e ucciso a Carrión de Calatrava il 25 settembre 1936, durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. La sua vicenda si collega direttamente a quella dei 26 Passionisti della comunità di Daimiel, espulsi dal convento nei giorni iniziali del conflitto e successivamente uccisi in località diverse. Paolo Maria non era sacerdote: dopo una vocazione maturata in età adulta, professò come fratello coadiutore e svolse soprattutto servizi umili all'interno delle comunità passioniste, tra cui quello di portinaio e di questuante. La documentazione sulla sua vita è in larga parte costituita da testimonianze raccolte nell'ambito della memoria passionista e del processo di beatificazione; per questo alcuni particolari della sua spiritualità personale devono essere distinti dai dati biografici più solidi. La Santa Sede lo annovera tra i 26 martiri passionisti beatificati da Giovanni Paolo II nel 1989 e riconosce il suo martirio nell'ambito della persecuzione contro la Chiesa.

Etimologia: Dal greco Pétros, 'pietra'; Paolo dal latino Paulus, 'piccolo'.

Emblema: Abito passionista, croce della Passione e palma del martirio.

Martirologio Romano: Nella cittadina di Carrión de Calatrava vicino a Ciudad Real sempre in Spagna, beati martiri Giovanni Pietro (Giuseppe) Bengoa Aranguren, sacerdote, e Paolo Maria (Pietro) Leoz y Portillo, religioso della Congregazione della Passione, e Gesù Hita Miranda, religioso della Società di Maria, che, durante la persecuzione, furono fucilati dai miliziani in odio alla Chiesa.


Pietro Leoz y Portillo nacque a Leoz, località della Navarra, il 16 febbraio 1882 secondo le principali biografie a stampa e le ricostruzioni dedicate al gruppo dei martiri. L'elenco ufficiale della Santa Sede relativo ai 26 Passionisti riporta invece il 17 febbraio, creando una piccola discrepanza cronologica che non riguarda l'identificazione della persona.
Le fonti biografiche lo descrivono come appartenente a una famiglia profondamente cattolica nella quale più figli seguirono la vita religiosa. Da giovane avrebbe considerato diverse possibilità per il proprio futuro. Secondo la tradizione biografica passionista, pensò anche di emigrare in America per cercare lavoro, prese in considerazione il matrimonio e provò attrazione per la vita certosina. Alla fine, tuttavia, maturò la decisione di entrare nella Congregazione della Passione, dove già si trovava un suo fratello. Questi particolari provengono soprattutto dalla tradizione biografica successiva e non devono essere confusi con una documentazione anagrafica indipendente.
La sua scelta è significativa anche per l'età. Le fonti passioniste lo presentano infatti come una vocazione relativamente tardiva rispetto a quella di molti giovani religiosi della comunità di Daimiel. Nel 1908, quando aveva circa ventisei anni, entrò nel noviziato passionista di Gaviria, nella provincia di Guipúzcoa.

La vita passionista
Con l'ingresso nella Congregazione assunse il nome religioso di Paolo Maria di San Giuseppe. La professione religiosa viene generalmente datata all'8 settembre 1909 e lo qualifica come fratello coadiutore, cioè religioso non sacerdote impegnato nella vita comunitaria e nei servizi necessari alla comunità.
La sua esistenza religiosa si svolse soprattutto in attività umili e quotidiane. Le fonti ricordano un primo lungo periodo a Corella, seguito da trasferimenti a Daimiel e a Zaragoza. Nel 1929 ritornò a Daimiel, dove esercitò l'incarico di portinaio e successivamente quello di questuante. Quest'ultimo servizio lo metteva a diretto contatto con la popolazione e con situazioni non sempre favorevoli. Le biografie passioniste raccontano che talvolta ricevette insulti durante le questue, ai quali avrebbe reagito con pazienza e senza risentimento. È un tratto che la tradizione della Congregazione considera caratteristico della sua vita religiosa, ma che va letto soprattutto come testimonianza della memoria spirituale conservata dai confratelli.
La sua figura appare quindi diversa da quella di molti altri martiri passionisti di Daimiel, giovani studenti destinati al sacerdozio. Paolo Maria era invece un fratello laico adulto, impegnato nei servizi pratici della comunità. La documentazione passionista del 2005 lo elenca esplicitamente come 'fratello laico, portinaio' e lo inserisce tra i quattro fratelli coadiutori compresi nel gruppo dei 26 martiri.

La comunità di Daimiel e la persecuzione
Nel luglio 1936 la comunità passionista di Daimiel si trovò coinvolta negli eventi della guerra civile spagnola. Il convento venne fatto evacuare nella notte tra il 21 e il 22 luglio. I religiosi ricevettero l'assoluzione e la comunione prima di lasciare la casa e furono costretti a disperdersi in piccoli gruppi. La persecuzione colpì successivamente i diversi membri della comunità in date e luoghi differenti.
Il gruppo complessivo riconosciuto dalla Chiesa comprende 26 religiosi: sacerdoti, studenti e fratelli coadiutori. Non morirono tutti nello stesso luogo né nello stesso giorno. Le esecuzioni si concentrarono tra il 23 luglio e il 23 ottobre 1936, con gruppi uccisi a Manzanares, Carabanchel Bajo, Urda, Ciudad Real e Carrión de Calatrava. La Santa Sede li presenta unitariamente come martiri della Congregazione della Passione.
Paolo Maria rimase insieme al sacerdote Giovanni Pietro di Sant'Antonio, al secolo José María Bengoa Aranguren. Dopo la dispersione della comunità, i due raggiunsero Ciudad Real e trovarono alloggio in una pensione. Nella stessa struttura si trovava anche il marianista Gesù Hita Miranda. Le fonti riferiscono che Paolo Maria si occupava della cucina e aiutava nelle necessità quotidiane.

L'arresto
La fase decisiva della sua vicenda ebbe luogo il 24 settembre 1936. Secondo le testimonianze raccolte dalla tradizione relativa ai tre religiosi di Carrión de Calatrava, miliziani si presentarono alla pensione di Ciudad Real dove si trovavano Paolo Maria e Giovanni Pietro. Furono arrestati e condotti nel seminario cittadino, allora trasformato in luogo di detenzione. In seguito vennero trasferiti verso Carrión de Calatrava.
Una testimonianza riportata nelle fonti narrative racconta che la proprietaria della pensione avrebbe tentato di salvare almeno Paolo Maria sostenendo che fosse un semplice calzolaio. I miliziani gli esaminarono le mani, ma non lo lasciarono libero. Il particolare appartiene alla tradizione testimoniale sulla sua cattura e non può essere trattato come un documento amministrativo indipendente; tuttavia si inserisce coerentemente nel quadro generale dell'arresto dei due religiosi.
Il trasferimento avvenne nella notte. Il Martirologio Romano identifica chiaramente il luogo del martirio nella cittadina di Carrión de Calatrava, presso Ciudad Real, e afferma che Paolo Maria, Giovanni Pietro e Gesù Hita furono fucilati dai miliziani durante la persecuzione contro la Chiesa.

Il martirio a Carrión de Calatrava
Paolo Maria fu ucciso il 25 settembre 1936, a Carrión de Calatrava. La data è costantemente associata al suo nome nelle fonti liturgiche e nei repertori dei martiri. La Santa Sede, nella propria documentazione, registra per lui la morte alla fine di settembre del 1936 e identifica Ciudad Real come luogo della morte; il Martirologio Romano specifica invece Carrión de Calatrava.
Le ricostruzioni locali e passioniste collocano l'esecuzione nelle prime ore del 25 settembre, presso il cimitero di Carrión de Calatrava. Secondo una tradizione testimoniale, i corpi furono poi gettati in una fossa comune insieme a numerose altre vittime della repressione. La documentazione ufficiale vaticana conferma il dato essenziale dell'impossibilità di identificare individualmente il corpo di Paolo Maria, specificando che fu sepolto in una fossa comune insieme ad altre vittime.
Alcune fonti narrative riferiscono anche che Giovanni Pietro avrebbe stretto al petto un crocifisso e pronunciato un'invocazione a Cristo prima della fucilazione. Il particolare è attribuito alla tradizione testimoniale relativa ai due passionisti e non può essere automaticamente esteso a Paolo Maria. È quindi opportuno non utilizzarlo come prova di un'ultima frase pronunciata personalmente da Leoz.

Il riconoscimento del martirio
La causa dei 26 Passionisti di Daimiel fu avviata nel dopoguerra. Il processo informativo ebbe inizio l'8 maggio 1948 e si concluse il 29 settembre 1951. La validità del procedimento fu riconosciuta nel 1984 e la Positio super martyrio venne trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi nel 1987. La commissione teologica esaminò la causa il 17 maggio 1988 e la Congregazione dei cardinali e vescovi il 18 ottobre dello stesso anno. Il decreto sul martirio fu promulgato il 28 novembre 1988.
La procedura ecclesiastica considerò il carattere religioso della persecuzione e il rapporto tra l'uccisione dei religiosi e la loro appartenenza alla Chiesa. La documentazione passionista sottolinea inoltre il significato spirituale attribuito al loro martirio alla luce del quarto voto proprio della Congregazione, riguardante la promozione della devozione alla Passione di Cristo. L'interpretazione spirituale appartiene però alla lettura ecclesiale del martirio e non deve essere confusa con la ricostruzione fattuale delle circostanze dell'uccisione.
Il 1° ottobre 1989 Giovanni Paolo II beatificò in piazza San Pietro a Roma Niceforo Díez Tejerina e i suoi 25 compagni, tra i quali Paolo Maria di San Giuseppe. L'elenco ufficiale delle beatificazioni del pontificato identifica esplicitamente il gruppo come 'Niceforo Díez Tejerina e 25 compagni, martiri passionisti'.

La memoria liturgica e il gruppo di Daimiel
La Santa Sede indica per il gruppo dei 26 martiri passionisti la memoria liturgica del 23 luglio, data scelta in relazione al primo grande gruppo di religiosi uccisi dopo l'espulsione dalla comunità di Daimiel. Paolo Maria, tuttavia, è commemorato individualmente il 25 settembre, anniversario del suo martirio insieme a Giovanni Pietro Bengoa Aranguren e al marianista Gesù Hita Miranda. Il Martirologio Romano inserisce i tre nello stesso elogio del 25 settembre.
Questa doppia collocazione liturgica permette di comprendere una caratteristica importante della sua memoria. Paolo Maria è contemporaneamente venerato come singolo martire, legato alla vicenda di Carrión de Calatrava, e come membro della comunità passionista di Daimiel, della quale 26 religiosi furono riconosciuti collettivamente martiri. La memoria individuale e quella comunitaria non sono quindi in concorrenza, ma appartengono a due diversi livelli della stessa storia.

Un martire tra i fratelli coadiutori
Paolo Maria occupa una posizione particolare all'interno del gruppo dei 26 martiri di Daimiel. La maggior parte dei religiosi era costituita da sacerdoti o giovani studenti in formazione, mentre egli apparteneva ai fratelli coadiutori. La documentazione passionista lo qualifica esplicitamente come fratello laico e portinaio.
La sua vicenda mostra quindi che il riconoscimento del martirio non riguardò soltanto chi esercitava il ministero sacerdotale. Nella stessa comunità furono riconosciuti martiri religiosi con ruoli differenti, accomunati dall'appartenenza alla Congregazione e dalle circostanze della loro morte.

La questione della data di nascita
Esiste una discrepanza da registrare con prudenza. Le biografie dedicate a Paolo Maria indicano il 16 febbraio 1882, mentre l'elenco della Santa Sede relativo ai 26 martiri passionisti riporta il 17 febbraio 1882. Anche studi storici sulla persecuzione religiosa in Spagna hanno ripreso la data del 16 febbraio.
Non essendo stata reperita in questa ricerca una riproduzione diretta dell'atto di nascita o di battesimo che permetta di risolvere definitivamente la questione, è preferibile segnalare la divergenza piuttosto che presentare una delle due date come assolutamente certa.

Una vicenda documentariamente diversa da quella degli altri martiri
La storia di Paolo Maria è relativamente ben documentata per quanto riguarda nascita, appartenenza religiosa, professione, incarichi e morte, ma presenta una lacuna importante: il corpo non fu identificato individualmente. La Santa Sede specifica infatti che, diversamente dalla maggior parte degli altri membri del gruppo, la sua sepoltura individuale non poté essere stabilita.
Questo elemento è particolarmente importante per evitare di confondere la memoria religiosa con la certezza materiale relativa alle reliquie. Le tradizioni posteriori possono indicare un luogo di conservazione dei resti dei martiri di Carrión, ma la documentazione ufficiale conserva una formulazione più cauta.

Curiosità
- Paolo Maria entrò nella Congregazione della Passione relativamente tardi, intorno ai ventisei anni, mentre molti dei suoi futuri confratelli martiri erano entrati ancora adolescenti.
- Il suo nome religioso completo era Paolo Maria di San Giuseppe, forma riportata anche nella documentazione della Santa Sede.
- Tra i 26 martiri passionisti di Daimiel figuravano sette sacerdoti, quindici studenti e quattro fratelli laici; Paolo Maria apparteneva a quest'ultimo gruppo.
- Paolo Maria e Giovanni Pietro Bengoa Aranguren furono gli unici due membri dei 26 martiri passionisti di Daimiel per i quali la Santa Sede indica l'impossibilità di una sepoltura individuale identificata.

Cronologia
- 1882 - Nasce a Leoz, in Navarra; le fonti riportano il 16 febbraio, mentre l'elenco della Santa Sede indica il 17 febbraio.
- 1908 - Entra nel noviziato passionista di Gaviria, secondo la tradizione biografica.
- 8 settembre 1909 - Emette la professione religiosa come fratello coadiutore con il nome di Paolo Maria di San Giuseppe.
- 1909-1929 - Presta servizio nelle comunità passioniste di Corella, Daimiel e Zaragoza.
- 1929 - Ritorna a Daimiel, dove svolge gli incarichi di portinaio e questuante.
- 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene costretta ad abbandonare il convento e i religiosi si disperdono.
- 24 settembre 1936 - Paolo Maria e Giovanni Pietro Bengoa Aranguren vengono arrestati a Ciudad Real.
- 25 settembre 1936 - Viene fucilato a Carrión de Calatrava durante la persecuzione religiosa.
- 28 novembre 1988 - Viene promulgato il decreto sul martirio dei 26 Passionisti di Daimiel.
- 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II lo beatifica a Roma insieme a Niceforo Díez Tejerina e ai 25 compagni martiri.
- 25 settembre - Memoria liturgica individuale di Paolo Maria, associata alla memoria dei martiri di Carrión de Calatrava.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Paolo Maria di San Giuseppe con Pietro Leoz y Portillo è sicura: la documentazione ecclesiastica, passionista e i repertori dei martiri concordano sul nome civile, sul nome religioso, sull'appartenenza alla Congregazione della Passione e sulla morte nel 1936.
- La data del martirio, 25 settembre 1936, e il collegamento con Carrión de Calatrava sono solidamente attestati dal Martirologio Romano e dalla documentazione della Santa Sede.
- La data di nascita presenta invece una discrepanza: 16 febbraio secondo diverse fonti biografiche e studi storici, 17 febbraio nell'elenco ufficiale della Santa Sede. In assenza dell'atto originale reperito in questa ricerca, la differenza deve essere mantenuta esplicitamente.
- La ricostruzione della sua vita religiosa dipende in parte da fonti della Congregazione e da biografie posteriori. I dati relativi agli incarichi e alla professione sono coerenti tra loro, mentre particolari relativi alla sua interiorità, alle intenzioni giovanili e alle sue reazioni personali appartengono soprattutto alla tradizione biografica.
- La circostanza essenziale del martirio è documentata in modo particolarmente forte dal riconoscimento ecclesiale: il decreto sul martirio fu promulgato nel 1988 e il gruppo venne beatificato nel 1989.
- Non è corretto confondere la storia individuale di Paolo Maria con quella complessiva dei 26 Passionisti di Daimiel. Egli fu ucciso in un secondo momento, a Carrión de Calatrava, insieme a Giovanni Pietro Bengoa Aranguren, dopo la dispersione della comunità.
- La storia delle reliquie richiede particolare prudenza: la Santa Sede dichiara che il corpo di Paolo Maria non fu identificato individualmente e che fu deposto in una fossa comune. Le successive tradizioni sulla collocazione dei resti devono pertanto essere presentate distinguendole dall'identificazione materiale della sua salma.
- La qualifica di martire non deriva dalla sola tradizione passionista, ma dal riconoscimento ufficiale della Chiesa cattolica, culminato nella beatificazione del 1° ottobre 1989.

Fonti e bibliografia essenziale
- Congregazione delle Cause dei Santi, documentazione ufficiale relativa a Niceforo Díez Tejerina e 25 compagni martiri passionisti, in particolare elenco biografico dei martiri e riferimenti al decreto di beatificazione, presso la Pontificia Accademia Cultorum Martyrum.
- Martirologio Romano, memoria del 25 settembre: beati martiri Giovanni Pietro Bengoa Aranguren, Paolo Maria Leoz y Portillo e Gesù Hita Miranda, uccisi a Carrión de Calatrava nel 1936.
- Giovanni Paolo II, elenco ufficiale delle beatificazioni del pontificato, beatificazione di Niceforo Díez Tejerina e 25 compagni martiri passionisti, Roma, 1 ottobre 1989.
- Eric W. Steinhauer, 'Scuola di santità. Beati e Santi della Congregazione Passionista', La Sapienza della Croce, XX, 2005, pp. 291-307, in particolare la sezione dedicata ai 26 martiri della guerra civile spagnola.
- Lamberto de Echeverría, voce 'Juan Pedro Bengoa y Pablo María Leoz, Beatos', in Año Cristiano, BAC, 2005, riprodotta in versione digitale, con informazioni sulla vita religiosa, l'arresto e il martirio.
- Hispania Mártir, 'Madrugada del 25 de septiembre, en Carrión de Calatrava', scheda biografica dedicata a Paolo Maria Leoz y Portillo, utile soprattutto per la ricostruzione della sua vocazione e dei servizi svolti nella Congregazione.
- Vicente Cárcel Ortí, La persecución religiosa en España durante la Segunda República 1931-1939, studio storico sulla persecuzione religiosa, con dati biografici sui martiri di Carrión de Calatrava.
- Martyrologium Romanum, repertorio alfabetico che registra Pedro Leoz y Portillo, Paolo Maria di San Giuseppe, con memoria il 25 settembre e morte nel 1936.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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