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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Beato Abilio della Croce (Abilio Ramos y Ramos) Condividi su Facebook

Beato Abilio della Croce (Abilio Ramos y Ramos) Chierico passionista, martire

Festa: 23 luglio

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Resoba, Spagna, 22 febbraio 1917 - Manzanares, Spagna, 23 luglio 1936

Abilio della Croce, al secolo Abilio Ramos y Ramos, fu un giovane religioso passionista morto a soli diciannove anni durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. La sua vicenda si inserisce nella storia dei martiri passionisti di Daimiel, gruppo di ventisei membri della Congregazione della Passione di Gesù Cristo che tra il luglio e l'ottobre del 1936 furono uccisi in odio alla fede. Nato in un piccolo paese della provincia di Palencia, Abilio manifestò fin dall'adolescenza una forte inclinazione religiosa. Entrato ancora giovanissimo nella vita consacrata, aderì alla spiritualità passionista caratterizzata dalla meditazione della Croce e dalla partecipazione alla sofferenza di Cristo. Dopo il noviziato e la professione religiosa, si preparava al sacerdozio quando gli eventi drammatici della Spagna degli anni Trenta interruppero il suo cammino. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 la comunità passionista di Daimiel fu costretta ad abbandonare il convento. Nei giorni successivi i religiosi furono catturati e divisi in vari gruppi. Abilio fu fucilato a Manzanares il 23 luglio insieme ad altri cinque compagni. La Chiesa ha riconosciuto nel suo sacrificio una testimonianza di fedeltà cristiana fino alla morte, proclamandolo beato nel 1989. 

Etimologia: Abilio deriva dal latino Abilius, probabilmente collegato al greco ábelos o a un antico nome di origine incerta.

Emblema: Abito passionista, croce, palma del martirio.


Abilio Ramos y Ramos nacque il 22 febbraio 1917 a Resoba, piccolo centro della provincia di Palencia, nella regione spagnola di Castiglia e León. La sua famiglia apparteneva all'ambiente rurale della zona, profondamente segnato dalla tradizione cattolica.
Le fonti agiografiche ricordano in lui fin dall'infanzia un carattere mite, riflessivo e orientato alla vita spirituale. Manifestò presto interesse per lo studio e per la preghiera, mostrando una particolare sensibilità religiosa.
Secondo le testimonianze raccolte nella tradizione passionista, soffrì anche di una precoce difficoltà uditiva, ma questa condizione non gli impedì di proseguire il cammino formativo e di dedicarsi con impegno alla vocazione religiosa.

La vocazione religiosa
Ancora adolescente Abilio lasciò la famiglia per entrare nel percorso di formazione ecclesiastica. A tredici anni iniziò gli studi in vista della vita consacrata, seguendo un itinerario che lo avrebbe portato successivamente alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo, fondata da san Paolo della Croce.
Nel 1931 entrò nella comunità passionista di Zaragoza. Successivamente svolse il noviziato a Corella, in Navarra, ambiente nel quale maturò la propria scelta religiosa.
La spiritualità passionista, centrata sulla contemplazione della Passione di Cristo, influenzò profondamente la sua formazione. Per Abilio la Croce non rappresentava soltanto un simbolo religioso, ma il modello concreto di una vita offerta a Dio e agli altri.

Il nome religioso e la formazione passionista
Nel corso della formazione religiosa assunse il nome di Abilio della Croce. Il 23 ottobre 1935 emise la professione religiosa, entrando ufficialmente nella Congregazione della Passione come giovane passionista.
Era destinato agli studi ecclesiastici in preparazione al sacerdozio. La sua formazione fu però interrotta dalla situazione politica e sociale che investì la Spagna nella seconda metà degli anni Trenta.
Le testimonianze conservate dalla famiglia religiosa lo descrivono come un giovane religioso semplice, diligente e profondamente legato alla preghiera. Alcune lettere indirizzate ai familiari mostrano il suo entusiasmo per la vocazione e il desiderio di vivere pienamente la consacrazione religiosa.

Il contesto storico: la persecuzione religiosa in Spagna
Gli anni Trenta furono segnati in Spagna da fortissime tensioni politiche e sociali. Con lo scoppio della guerra civile nel luglio 1936, numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici furono vittime di violenze e persecuzioni.
La comunità passionista di Daimiel, nella provincia di Ciudad Real, comprendeva il superiore provinciale padre Niceforo di Gesù e Maria e numerosi religiosi giovani impegnati negli studi e nella formazione.
Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 il convento venne assalito e i religiosi furono obbligati ad allontanarsi. Non furono accusati di specifiche azioni politiche: la loro appartenenza religiosa fu considerata motivo sufficiente per la persecuzione.

L'arresto e il martirio
Dopo l'espulsione dal convento, i passionisti cercarono rifugio presso alcune famiglie e successivamente furono catturati.
Abilio della Croce venne arrestato insieme ad altri confratelli. Il 23 luglio 1936 fu condotto a Manzanares, dove venne fucilato con il gruppo guidato dal superiore provinciale Niceforo di Gesù e Maria.
Con lui morirono:
- Beato Niceforo di Gesù e Maria Díez Tejerina;
- Beato Epifanio di San Michele;
- Beato Giuseppe dei Sacri Cuori;
- Beato Zaccaria del Santissimo Sacramento;
- Beato Fulgenzio del Cuore di Maria.
Aveva appena diciannove anni.
La tradizione passionista riferisce che i religiosi affrontarono la morte con spirito di perdono e affidamento a Dio. La Chiesa ha riconosciuto il loro sacrificio come martirio in odio alla fede.

Il culto e la beatificazione
Dopo la fine della guerra civile, le spoglie dei martiri passionisti furono ricercate e nel 1942 vennero esumate e trasferite a Daimiel, nella cripta della chiesa passionista.
La causa di beatificazione riguardò il gruppo dei 26 martiri passionisti di Spagna. Papa Giovanni Paolo II li proclamò beati il 1 ottobre 1989 in Vaticano.
La memoria liturgica del gruppo viene celebrata il 23 luglio, data del martirio di Niceforo e dei suoi compagni di Manzanares.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-16

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