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Beato Angelo Cantador Gonzalez Padre di famiglia, martire

Festa: 26 luglio

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Belalcázar, Cordova, Spagna, 1886 - Pedroche, Cordova, Spagna, 26 luglio 1936

Non sacerdote né religioso, ma marito, padre di cinque figli e lavoratore, visse una fede profondamente inserita nella quotidianità. Orologiaio di professione, prestava gratuitamente il proprio servizio come sagrestano e organista della parrocchia di El Salvador a Pedroche, contribuendo anche alla formazione musicale del paese impartendo lezioni di pianoforte. Durante l'estate del 1936, quando la persecuzione anticristiana investì molte regioni della Spagna, la sua vicinanza alla Chiesa e l'impegno pubblico nella comunità cattolica lo resero uno dei primi bersagli delle milizie rivoluzionarie. Arrestato insieme al figlio Angelo, affrontò la morte professando apertamente la propria fede con l'invocazione 'Viva Cristo Re! Viva il Sacro Cuore di Gesù!'. Fu beatificato nel 2021 insieme ad altri martiri della diocesi di Cordova.

Etimologia: Angelo deriva dal greco ángelos, ossia 'messaggero', 'inviato'.

Emblema: Abiti civili, rosario, organo o armonium, palma del martirio, croce.


Angelo Cantador Gonzalez nacque nel 1886 a Belalcázar, nella provincia andalusa di Cordova. Era figlio di Bartolomeo Cantador e Maria de la Encarnación Gonzalez, appartenenti a una famiglia profondamente cristiana che educò i figli alla pratica religiosa. Anche uno dei suoi fratelli, Bartolomeo, sarà annoverato tra i martiri della medesima persecuzione.

Il matrimonio e la vita familiare
Sposò Rosario Fernández Cubero. Dalla loro unione nacquero cinque figli maschi. La famiglia lasciò Belalcázar per trasferirsi a Pedroche, probabilmente alla ricerca di migliori condizioni economiche.
La loro esistenza fu segnata da continue difficoltà materiali. I redditi erano modesti e, in alcuni periodi, ricevettero persino l'aiuto di alcuni compaesani. Nonostante ciò, la famiglia rimase unita e fedele alla pratica religiosa, partecipando abitualmente alla Messa domenicale.

L'orologiaio e la parrocchia
La professione principale di Angelo era quella di orologiaio, mestiere che esercitava con competenza e precisione.
Accanto al lavoro svolgeva gratuitamente diversi servizi ecclesiali:
- sagrestano della parrocchia;
- organista durante le celebrazioni;
- insegnante di pianoforte per integrare il reddito familiare.
Era particolarmente legato al parroco, il Beato Antonio Cabrera Calero, con il quale condivideva la passione per la musica liturgica e il servizio alla comunità cristiana.

Un laico impegnato
La sua figura rappresenta quella del laico cattolico impegnato nella vita della Chiesa.
Frequentava assiduamente i sacramenti e apparteneva ad Azione Popolare, formazione cattolica presente nella Spagna della Seconda Repubblica.
La sua fede non rimaneva confinata alla sfera privata, ma si manifestava attraverso il servizio ecclesiale e la partecipazione alla vita della comunità. Questa esposizione pubblica contribuì purtroppo a renderlo facilmente identificabile durante la persecuzione religiosa del 1936.

La persecuzione del luglio 1936
Lo scoppio della guerra civile spagnola diede origine, in numerose aree controllate dalle milizie rivoluzionarie, a una vasta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e fedeli laici.
A Pedroche la situazione precipitò il 26 luglio 1936, quando gruppi armati provenienti dai paesi vicini e dai bacini minerari occuparono il paese.
La chiesa parrocchiale fu devastata, gli arredi sacri distrutti e iniziarono arresti sistematici contro le persone considerate vicine alla Chiesa cattolica. Complessivamente, nei giorni successivi, furono uccise sessantanove persone.

Il martirio
Angelo Cantador fu arrestato nella propria abitazione insieme al figlio Angelo Cantador Fernández, appena ventenne.
I due vennero condotti in quella che oggi è chiamata Calle Los Mártires e fucilati senza alcun processo.
Secondo le testimonianze raccolte successivamente, affrontò l'esecuzione proclamando:
'Viva Cristo Re! Viva il Sacro Cuore di Gesù!'
L'inchiesta della Causa General avviata dopo la guerra concluse che il motivo dell'uccisione era direttamente collegato alla sua appartenenza alla Chiesa, al servizio come sagrestano e alla sua pubblica testimonianza cristiana.

Il culto
Per decenni la memoria di Angelo Cantador rimase viva soprattutto nella diocesi di Cordova e nelle comunità locali che conservarono il ricordo dei martiri del 1936.
La Chiesa riconobbe ufficialmente il suo martirio in odium fidei.
Il 16 ottobre 2021 è stato beatificato nella cattedrale di Cordova insieme ad altri 126 martiri della diocesi, durante una celebrazione autorizzata da Papa Francesco.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-21

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