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San Stefan Brancoveanu Principe di Valacchia, martire
Festa:
16 agosto (Chiese Orientali)
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Bucarest o Târgoviște, Principato di Valacchia, fine del XVII sec. - Costantinopoli (oggi Istanbul, Turchia), 15 agosto 1714
Apparteneva alla dinastia che guidò il Principato di Valacchia in uno dei periodi più difficili della sua storia, segnato dall'equilibrio precario tra l'Impero Ottomano, la Russia e gli Asburgo. Secondogenito del voivoda san Costantino Brâncoveanu, condivise con il padre, i fratelli Costantino II, Radu e Matei e il consigliere Ianache Văcărescu il destino del martirio. Arrestati nel 1714 per ordine del sultano Ahmed III con l'accusa di tradimento e di aver nascosto immense ricchezze, furono sottoposti per mesi a prigionia, torture e continue pressioni affinché rinnegassero la fede cristiana e si convertissero all'islam. Il 15 agosto 1714, giorno del sessantesimo compleanno del padre, furono pubblicamente decapitati a Costantinopoli dopo aver rifiutato la conversione. La loro testimonianza divenne uno degli episodi più significativi della memoria cristiana romena. Nel 1992 la Chiesa Ortodossa Romena iscrisse l'intera famiglia nel catalogo dei santi martiri, riconoscendone il valore religioso, storico e identitario.
Etimologia: Dal greco stéphanos, cioè corona, ghirlanda, simbolo di vittoria.
Emblema: Abiti principeschi, palma del martirio, croce, talvolta raffigurato insieme al padre e ai fratelli davanti al luogo dell'esecuzione.
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Ștefan nacque nella famiglia del principe Costantino Brâncoveanu e della principessa Maria. Ricevette un'educazione degna di un erede dell'aristocrazia valacca, in un ambiente profondamente permeato dalla cultura bizantina e dalla spiritualità ortodossa. La corte dei Brâncoveanu rappresentava uno dei principali centri culturali dell'Europa sud-orientale, sostenendo scuole, monasteri, tipografie e attività artistiche. Sebbene le fonti conservino poche notizie specifiche sulla sua vita personale, è certo che condivise la formazione religiosa e umanistica ricevuta dai fratelli e partecipò alla vita della corte principesca.
La crisi politica Il lungo governo di Costantino Brâncoveanu fu caratterizzato da una difficile politica diplomatica. La Valacchia era formalmente soggetta all'Impero Ottomano, ma cercava di mantenere una certa autonomia attraverso rapporti con Vienna, Mosca e la Confederazione Polacco-Lituana. Questa politica di equilibrio suscitò crescenti sospetti presso la Sublime Porta. Nel 1714 il sultano Ahmed III ordinò la deposizione del principe e l'arresto dell'intera famiglia, accusata di tradimento e di aver accumulato enormi ricchezze sottraendole al tributo dovuto agli ottomani.
La prigionia Condotti a Costantinopoli, Ștefan e i suoi familiari furono rinchiusi nelle carceri imperiali. Per circa quattro mesi subirono interrogatori, privazioni e torture. Secondo le testimonianze coeve, gli ottomani offrirono ripetutamente la salvezza in cambio dell'abiura del cristianesimo e della conversione all'islam. Nessuno dei prigionieri accettò. Le principali fonti sulla vicenda derivano anche dalla relazione del segretario fiorentino Anton Maria Del Chiaro, testimone vicino alla corte dei Brâncoveanu.
Il martirio Il 15 agosto 1714 la famiglia fu condotta nel luogo dell'esecuzione, sulle rive del Bosforo. La tradizione riferisce che il padre Costantino rivolse ai figli un ultimo incoraggiamento, invitandoli a rimanere fedeli a Cristo anche a costo della vita. Ștefan affrontò la morte insieme ai fratelli e al consigliere Ianache Văcărescu. Tutti furono decapitati davanti al sultano, ai dignitari dell'Impero Ottomano e agli ambasciatori stranieri presenti a Costantinopoli. I corpi furono inizialmente gettati nel Bosforo, ma vennero recuperati da cristiani della città e sepolti con discrezione. Alcuni anni dopo la principessa Maria riuscì a trasferire segretamente le reliquie a Bucarest, nella chiesa di San Giorgio Nuovo, dove sono tuttora custodite.
Il culto La memoria dei Brâncoveanu rimase viva per oltre due secoli nella tradizione religiosa e nazionale romena. Il 20 giugno 1992 il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena proclamò santi martiri Costantino Brâncoveanu, i suoi quattro figli Costantino II, Ștefan, Radu e Matei e il consigliere Ianache Văcărescu. La loro festa liturgica ortodossa ricorre il 16 agosto, mentre la pagina di Santi e Beati riporta la commemorazione al 15 agosto, in riferimento al giorno storico del martirio.
Autore: Giampietro Cattini
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