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Kendrick Castillo Giovane laico

Festa: Testimoni

Denver, Stati Uniti d'America, 14 marzo 2001 - Highlands Ranch, Stati Uniti d'America, 7 maggio 2019


Ha dato la vita per i suoi amici. Come Gesù. E oggi c’è chi lo vorrebbe santo. Lui è Kendrick Castillo e aveva solo 18 anni quando è morto per fermare un compagno armato che voleva compiere una strage nella sua scuola. Era l’ultimo giorno di lezione, il il 7 maggio 2019, alla STEM School Highlands Ranch, in Colorado, quando due studenti armati di pistole fanno irruzione nelle aule e aprono il fuoco contro i compagni. È un attimo. E Kendrick non esita, immediatamente si scaglia contro uno di loro, consentendo ai compagni di mettersi al riparo, poi ferma il secondo. Otto studenti rimangono feriti, ma grazie al suo intervento nessuno muore. Tranne lui.
Figlio unico di una famiglia ispanica cattolica, appassionato di robotica, era impegnato nella parrocchia e attivo come volontario. Suo padre, John Castillo, ha rimarcato che Kendrick sapeva bene chi era e in cosa credeva. E che quel gesto, per quanto istintivo, è stato pienamente consapevole: «Era preparato a dare la vita per gli altri. Ne avevamo parlato, più e più volte. La sua fede era profonda». L’allora presidente Donald Trump ha elogiato il suo gesto, numerose istituzioni, religiose e civili, ne hanno celebrato la memoria. È stato insignito postumo del Premio alla Medaglia Civica del Congresso e di altri riconoscimenti locali. Il suo funerale, celebrato il 15 maggio 2019, ha visto riunite migliaia di persone. Il vescovo ausiliare di Denver, Jorge Rodríguez, lo ha definito «un testimone autentico dell’amore cristiano».
Cinque anni dopo, la sua comunità non ha dimenticato. Anzi, ha deciso di fare di più: ha presentato una petizione formale alla diocesi di Colorado Springs per aprire una causa di beatificazione. L’iniziativa è partita dalla parrocchia di St. Mark, dove diversi sacerdoti hanno raccolto testimonianze e prove per sostenere che Kendrick abbia vissuto la fede in modo eroico. Il vescovo James Golka ha confermato di aver ricevuto la richiesta, e ora la diocesi valuterà se avviare formalmente l’iter. «Tutto ciò che sappiamo su di lui parla di una persona straordinaria, con Dio nel cuore», ha detto. Don Patrick DiLoreto, uno dei promotori della causa di beatificazione, lo ha spiegato chiaramente: «Ha donato la sua vita perché altri potessero vivere, ha imitato Cristo». C’è forse un amore più grande?


Autore:
Raffaella Frullone


Fonte:
www.iltimone.org

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Aggiunto/modificato il 2025-08-09

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