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L’Escala, Spagna, 14 marzo 1904 - Tarragona, Spagna, 26 agosto 1936
Nacque a L'Escala, in Catalogna, il 14 marzo 1904. Entrato ancora adolescente nell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dedicò la sua vita all'educazione cristiana dei giovani e all'insegnamento nelle scuole lasalliane. Vestì l'abito religioso il 7 settembre 1919 e svolse il suo apostolato soprattutto a Berga, Barcellona e Tarragona. A Barcellona fu impegnato nella scuola della Bonanova, dove divenne direttore della scuola gratuita, destinata in particolare ai ragazzi delle famiglie meno abbienti. Nel 1933, le restrizioni imposte alle congregazioni religiose dalla legislazione della Seconda Repubblica lo portarono a proseguire la sua attività a Tarragona, dove rimase fino allo scoppio della persecuzione religiosa. La sua vita fu bruscamente interrotta nell'estate del 1936. Dopo l'inizio della guerra civile e l'aggravarsi della persecuzione contro sacerdoti e religiosi, Fausto Lluís fu arrestato e rinchiuso sulla nave-prigione Rio Segre, ancorata nel porto di Tarragona. Il 25 agosto venne prelevato insieme ad altri prigionieri. Il mattino seguente fu condotto sulle rive del Francolí e fucilato insieme ai confratelli Benildo Josep e Elm Miquel. Aveva 32 anni. Il 28 giugno 2012 Benedetto XVI riconobbe ufficialmente il suo martirio in odium fidei e il 13 ottobre 2013 fu beatificato a Tarragona insieme agli altri martiri della causa.
Etimologia: Dal latino Faustus e significa 'favorevole', 'fortunato', 'propizio'.
Emblema: Abito religioso, crocifisso, palma del martirio.
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Josep Maria Tolaguera Oliva nacque a L'Escala, nell'odierna provincia di Girona, in un ambiente catalano nel quale l'attività educativa dei Fratelli delle Scuole Cristiane aveva assunto una notevole importanza. Nel 1919, a quindici anni, iniziò il percorso di formazione nell'Istituto. Il 7 settembre di quell'anno vestì l'abito religioso e assunse il nome di Fratello Fausto Lluís. La sua professione religiosa definitiva risaliva al 1929, secondo la documentazione biografica utilizzata in occasione della beatificazione; nel complesso aveva trascorso circa quindici anni nella vita religiosa e sette nella professione perpetua al momento della morte. La formazione lasalliana lo preparò a una missione nella quale educazione e vita cristiana erano strettamente unite. Per i Fratelli delle Scuole Cristiane l'insegnamento non consisteva soltanto nella trasmissione delle conoscenze, ma comprendeva la formazione morale e religiosa degli alunni. Questo ideale educativo avrebbe caratterizzato anche il breve ministero di Fausto.
L'apostolato nelle scuole I primi incarichi lo portarono a Berga, dove rimase dal 1922 al 1924. Successivamente fu trasferito a Barcellona, prima alla scuola della Bonanova e poi a quella del Carmen. Tra il 1929 e il 1933 tornò alla Bonanova, assumendo la responsabilità della scuola gratuita. Nel 1933 passò infine a Tarragona, dove continuò a dedicarsi all'educazione dei giovani fino alla persecuzione del 1936. La sua attività si collocò in un momento particolarmente difficile per le istituzioni educative cattoliche spagnole. La Ley de Confesiones y Congregaciones Religiosas del 2 giugno 1933 stabilì infatti severe limitazioni all'attività scolastica degli ordini e delle congregazioni religiose, prevedendo la cessazione dell'insegnamento esercitato dalle congregazioni. La normativa colpì direttamente il sistema scolastico nel quale i Fratelli delle Scuole Cristiane erano impegnati. Il trasferimento di Fausto a Tarragona nel 1933 si inserisce in questo contesto. La sua opera educativa proseguì quindi in una situazione nella quale l'identità religiosa del docente costituiva già un elemento di particolare esposizione.
Un educatore vicino ai giovani Le testimonianze biografiche conservate dalla tradizione lasalliana ricordano Fausto Lluís soprattutto come educatore. La sua attività alla Bonanova lo mise a stretto contatto con bambini e adolescenti, ai quali trasmetteva non soltanto una formazione scolastica, ma anche i contenuti della fede cristiana. È ricordato inoltre per la partecipazione alle processioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini insieme ai suoi alunni, durante le quali cantava con loro gli inni religiosi. Questo particolare, riportato dalle fonti biografiche della causa e dalla tradizione lasalliana, mostra quanto fosse visibile il carattere cristiano della sua opera educativa. Non emergono dagli studi disponibili scritti teologici o opere letterarie di particolare rilievo attribuibili a Fausto Lluís. La sua eredità va quindi ricercata soprattutto nell'attività quotidiana di educatore e nella fedeltà alla vocazione lasalliana.
La persecuzione e l'arresto Nel luglio 1936, con l'inizio della guerra civile, la situazione dei religiosi in Catalogna precipitò rapidamente. Le comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane furono costrette ad abbandonare scuole e case religiose e molti religiosi cercarono rifugio presso famiglie o in luoghi ritenuti più sicuri. Anche Fausto Lluís fu costretto a lasciare il normale ambiente di vita. Secondo la documentazione biografica relativa alla causa, venne arrestato il 20 luglio 1936 e trasferito sulla nave-prigione Rio Segre, utilizzata a Tarragona come luogo di detenzione per numerosi prigionieri. La nave divenne uno dei luoghi più drammatici della persecuzione nella città: da essa diversi gruppi di detenuti venivano condotti verso i luoghi dell'esecuzione. La persecuzione non colpì Fausto per un'attività politica. Il procedimento canonico lo riconobbe come martire in quanto vittima della persecuzione religiosa e ucciso in odio alla fede. Il decreto pontificio del 28 giugno 2012 inserì infatti il suo nome nella causa di Emanuele Borràs Ferré, Agapito Modesto e 145 compagni, riconoscendone il martirio.
La vigilia del martirio Il 25 agosto 1936 Fausto Lluís fu chiamato a uscire dalla nave insieme ad altri prigionieri destinati all'esecuzione. Una tradizione biografica riferisce che qualcuno cercò di alimentare in lui la speranza di essere liberato. Il Fratello avrebbe risposto con serenità, chiedendo di non privarlo della speranza di morire per Dio e per la fede. La formulazione della frase varia nelle diverse fonti, ma il nucleo della testimonianza è concorde nel presentare Fausto come consapevole della sorte che lo attendeva e non disposto ad accettare una falsa promessa di salvezza. Questa testimonianza va letta con la necessaria prudenza critica, perché appartiene alla memoria agiografica raccolta attorno ai martiri. Tuttavia è coerente con il riconoscimento ecclesiale del martirio e con la documentazione processuale che portò al decreto pontificio del 2012.
Il martirio sul Francolí La mattina del 26 agosto 1936 Fausto Lluís fu condotto fuori da Tarragona, presso le rive del fiume Francolí, nella zona vicina agli impianti della Campsa. Qui venne ucciso insieme a due confratelli lasalliani, Francesc Casademunt Ribas, Fratello Benildo Josep, e Pere Sisterna Torrent, Fratello Elm Miquel. I tre appartenevano alla stessa grande schiera di religiosi arrestati e detenuti nel Rio Segre. Fausto aveva appena trentadue anni. La documentazione della causa lo identifica come religioso professo e indica L'Escala come luogo di nascita e Tarragona come luogo del martirio. La Conferenza Episcopale Spagnola lo inserisce nell'elenco ufficiale dei martiri del XX secolo in Spagna beatificati il 13 ottobre 2013. La sua morte non avvenne dunque sul campo di battaglia e non fu conseguenza di un'azione militare. Il decreto pontificio ha riconosciuto il carattere religioso della sua uccisione, qualificandola come martirio in odio alla fede. È questo l'elemento decisivo che, nella prospettiva della Chiesa, distingue la sua morte da quella dei numerosi caduti e delle vittime politiche della guerra civile.
La causa di beatificazione La causa alla quale appartenne Fausto Lluís fu particolarmente ampia. Il processo diocesano celebrato a Tarragona iniziò il 28 aprile 1952 e si concluse il 2 luglio 1959. Comprendeva 147 Servi di Dio: il vescovo ausiliare Emanuele Borràs Ferré e 146 compagni, appartenenti al clero secolare e a diverse famiglie religiose. Fra essi figuravano 39 Fratelli delle Scuole Cristiane. Nel corso del processo furono ascoltati 984 testimoni in 354 sessioni; la Positio raggiunse quattro volumi per complessive 3.450 pagine. Il 28 giugno 2012 Benedetto XVI autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul martirio di Emanuele Borràs Ferré, Agapito Modesto e dei 145 compagni, riconoscendo che erano stati uccisi in odio alla fede in Spagna tra il 1936 e il 1939. Il riconoscimento del martirio rese superflua, secondo la disciplina canonica, la dimostrazione di un miracolo per la beatificazione. Il 13 ottobre 2013, a Tarragona, il cardinale Angelo Amato presiedette a nome di papa Francesco la solenne celebrazione nella quale Fausto Lluís e gli altri martiri furono proclamati beati. La cerimonia riguardò complessivamente 522 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
Il significato del suo martirio La figura di Fausto Lluís acquista un significato particolare soprattutto per il rapporto tra educazione e testimonianza cristiana. Non fu un fondatore, uno scrittore o un protagonista di grandi eventi ecclesiastici. Fu piuttosto un religioso educatore, inserito nella vita ordinaria delle scuole lasalliane e impegnato nella formazione dei giovani. Proprio questa dimensione quotidiana costituisce uno degli aspetti più significativi della sua vicenda. La sua vita religiosa si svolse nel servizio educativo; la sua morte avvenne quando quell'identità religiosa divenne motivo di persecuzione. Il riconoscimento ecclesiale del martirio ha così collegato idealmente i due momenti: la vocazione all'educazione cristiana e la fedeltà ad essa nel momento della prova. La sua vicenda appartiene inoltre alla più ampia storia dei Fratelli delle Scuole Cristiane perseguitati in Spagna nel 1936. I 39 Fratelli compresi nella causa di Tarragona furono uccisi in circostanze e luoghi diversi, ma con una caratteristica comune: avevano esercitato il loro apostolato nell'ambito dell'educazione e della formazione cristiana.
Culto e memoria Fausto Lluís viene ricordato liturgicamente insieme agli altri 522 martiri beatificati a Tarragona nel 2013 il 6 novembre. Il 26 agosto rimane invece la data anniversaria del suo martirio e costituisce la data con la quale è comunemente identificato nelle repertoriazioni agiografiche individuali. La memoria dei martiri lasalliani è legata anche alla loro sepoltura comune. La documentazione dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane indica San Martín de Sasgayolas come luogo di sepoltura attuale di Fausto Lluís e di diversi altri martiri lasalliani della medesima causa.
Autore: Giampietro Cattini
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