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† Lione, Francia, 10 settembre 2025
Ancora non si conoscono autore e motivazioni dell’aggressione costata la vita il 10 settembre, a Lione, ad Ashur Sarnaya, un cristiano assiro di origine irachena. La sera del 10 settembre Ashur Sarnaya era uscito di casa e, come altre volte, aveva iniziato una diretta su Tik Tok quando, stando alle testimonianze raccolte, è stato avvicinato da un uomo che lo ha accoltellato alla gola uccidendolo per poi darsi alla fuga. Secondo altre versioni, ad aspettarlo e aggredirlo sarebbero state tre persone che sono state descritte come vestite di nero e incappucciate. Ashur Sarnaya aveva 45 anni. Godeva di discreto seguito in quanto influencer. Su Tik Tok parlava della sua fede, predicava il Vangelo e spesso criticava l’islam radicale, motivo per cui sembra che avesse più volte ricevuto minacce di morte. La matrice più probabile dell’aggressione mortale sembra quindi essere islamica, ma non si escludono altre ipotesi. Ashur Sarnaya, che era disabile e si spostava su una sedia a rotelle, era nato ad Ankawa, un sobborgo di Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno. Con la sua famiglia ne era fuggito all’epoca del Califfato instaurato dall’Isis, lo Stato Islamico, nel 2014. Da anni viveva con una sorella a Lione. Il presidente dell’Associazione Assiro-Caldea di Lione, George Shamoun Ishaq, lo ha descritto come “una persona molto gentile, discreta, profondamente credente, a cui piaceva parlare della fede cristiana”. Unanime è la condanna dell’aggressione che desta preoccupazione perché in Francia si registra da tempo un aumento di atti ostili contro i cristiani: per lo più atti vandalici contro chiese, cimiteri e luoghi di culto, ma anche attacchi a fedeli.L’associazione cattolica Oeuvres d’Orient ha dichiarato: “è essenziale che i cristiani del Medio Oriente possano testimoniare la loro fede in sicurezza e vivere con dignità”. Un’altra associazione, SOS Chrétiens d’Orient, ha espresso vivo rammarico e ha commentato: “è inimmaginabile che un cristiano in fuga dalla persecuzione venga assassinato in Francia”.
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Un cristiano iracheno di 45 anni, fuggito dal suo Paese natale per sfuggire alla persecuzione islamista, è stato ucciso a coltellate a Lione, nel sud della Francia, la notte del 10 settembre. Secondo quanto riportato, stava trasmettendo in diretta su TikTok un video in cui parlava della sua fede. L’attacco ha sconvolto le comunità cristiane locali e ha suscitato richieste di chiarire i motivi dietro l’omicidio. Secondo il quotidiano locale Le Progrès, la vittima, identificata come Ashur Sarnaya —disabile e costretto sulla sedia a rotelle— stava tornando al suo edificio quando un uomo, apparentemente ad attenderlo, lo ha colpito al collo con un coltello. I servizi di emergenza, allertati poco prima delle 22:30, lo hanno trovato in arresto cardiaco e non sono riusciti a rianimarlo. Nato nel 1979, Sarnaya aveva vissuto nell’edificio insieme alla sorella per oltre un decennio, dopo essere fuggito dall’avanzata dello Stato Islamico in Iraq nel 2014. I vicini lo descrivono come “una persona vulnerabile che non camminava e non ha mai creato problemi”.
Un possibile omicidio anticristiano? I familiari hanno detto ai media locali che Sarnaya, cristiano assiro, trasmetteva spesso sessioni serali in diretta su TikTok parlando del cristianesimo. In un video che circolava ancora online la mattina seguente, appariva con il volto coperto di sangue che gli usciva da naso e bocca. “Era una persona normale. Faceva video in diretta su TikTok per diffondere la parola di Dio. Non aveva nemici, non aveva problemi con nessuno”, ha raccontato la sorella a RMC-BFM Lyon, ricordando che furono amici che guardavano la diretta a metterla in allerta al momento dell’attacco. “Quando sono arrivata, era già morto. Era a terra, c’era molta gente, la polizia, i vigili del fuoco”. Sui suoi social, Sarnaya condivideva spesso testimonianze di fede in arabo. In un post citato da Aleteia Francia, lamentava che i suoi contenuti venivano spesso bloccati o sospesi a causa di segnalazioni da parte di utenti musulmani. A marzo aveva affermato di essere stato aggredito fisicamente da musulmani. Il presidente dell’Associazione Assiro-Caldea di Lione, Georges Shamoun Ishaq, ha dichiarato ai media cattolici che Sarnaya era “una persona molto gentile, discreta, profondamente credente, che amava parlare della fede cristiana”. La procura di Lione ha aperto un’inchiesta per omicidio, affidata alla Divisione Crimine Organizzato e Specializzato. In questa fase, gli investigatori non danno priorità a nessuna ipotesi: criminale, politica, religiosa o legata alla droga. Secondo AFP, circola un video di un uomo vestito di nero e con il volto coperto che fugge dalla scena, identificato come il presunto aggressore.
Reazioni delle organizzazioni cattoliche Diverse organizzazioni cattoliche in Francia hanno espresso forte preoccupazione. Œuvre d’Orient ha condannato “con la massima fermezza l’omicidio di un cristiano iracheno vulnerabile”, sottolineando che “è essenziale che i cristiani del Medio Oriente possano testimoniare la propria fede in sicurezza e vivere con dignità”. SOS Chrétiens d’Orient ha ricordato che Sarnaya era fuggito dalla persecuzione dell’ISIS in Iraq. “È inconcepibile che un cristiano fuggito dalla persecuzione venga ucciso in Francia”, ha affermato l’organizzazione, chiedendo preghiere per il riposo della sua anima e per la sua famiglia. I familiari hanno reso omaggio a Sarnaya anche sui social. Un cugino lo ha descritto come martire su Facebook: “Predicava in diretta quando la sua vita è stata tragicamente strappata”, scrivendo che la sua fede sarà sempre un’ispirazione. Le reazioni dei leader politici sono state limitate. Marine Le Pen, leader del partito di destra Rassemblement National, ha affermato su X che Sarnaya “è stato barbaramente accoltellato a Lione da un islamista. Concedere asilo ai perseguitati è legittimo, ma la nostra politica migratoria fuori controllo ci porta ora ad accogliere i loro carnefici”. L’influencer lionese Verlaine ha reso omaggio alla vittima su X, evidenziando la sua marcata presenza sui social, “dove condivideva soprattutto la sua fede cattolica…”, suggerendo che questa fosse la ragione del suo omicidio. “Riposi in pace, signore”, ha scritto.
Aumento degli atti anticristiani in Francia L’omicidio di Sarnaya avviene in un contesto di crescente preoccupazione per gli incidenti anticristiani in Francia. Diverse associazioni hanno ripetutamente segnalato l’aumento di attacchi contro chiese, cimiteri e credenti negli ultimi anni. Il 7 agosto, il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha chiesto ai prefetti di rafforzare la protezione dei luoghi di culto cristiani, soprattutto in occasione della festa dell’Assunzione. Secondo dati ufficiali, tra gennaio e giugno si sono registrati 401 atti anticristiani, un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024, per lo più vandalismo e profanazioni di chiese. L’8 settembre, appena due giorni prima dell’omicidio, una statua della Vergine con il Bambino è stata incendiata intenzionalmente durante la Messa nella basilica di Notre-Dame de Bon-Secours a Guingamp (Bretagna). La stessa statua era già stata oggetto di attacchi incendiari nel 2015 e nel 2021. Il 25 luglio, anche la chiesa di Notre-Dame des Champs, nel sesto arrondissement di Parigi, è stata vittima di un attacco incendiario. Un anno fa, un incendio doloso aveva devastato una chiesa storica nel nord della Francia, provocando una forte eco nazionale. La relativa scarsa copertura mediatica degli atti anticristiani —che si contano a centinaia ogni anno— ha suscitato preoccupazione tra osservatori cattolici, temendo un peggioramento del fenomeno se non affrontato con maggiore serietà.
Autore: Solène Tadié
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