Nel settembre del 1996, a Mumbai, si spegneva all’età di 87 anni, don Aurelio Maschio, SDB, lasciando una straordinaria eredità come missionario, educatore, costruttore e padre spirituale. Considerato il patriarca dell’Ispettoria salesiana “San Francesco Saverio” di India-Mumbai (INB), la sua vita è stata un intreccio di sogni arditi, lavoro instancabile e profonda devozione a Don Bosco e ai giovani.
Origini e vocazione Nato il 12 febbraio 1909 a Vazzola, Treviso, sesto di undici figli di una famiglia di viticoltori, Aurelio mostrò fin da piccolo il desiderio di farsi sacerdote. A dieci anni entrò nell’istituto salesiano di Genova-Sampierdarena e nel 1923 nell’aspirantato di Penango. Nel 1924, a soli quindici anni, chiese di partire missionario: il 2 novembre salpò da Venezia per Bombay e raggiunse Shillong, dove iniziò il noviziato. Emise la prima professione il giorno di Natale del 1925. Dopo gli studi filosofici – durante i quali imparò così bene il khasi da essere incaricato della redazione di una rivista religiosa locale – e il tirocinio presso la scuola tecnica “Don Bosco” di Shillong, completò gli studi teologici e venne ordinato sacerdote il 29 aprile 1933.
Prime missioni Il suo primo incarico fu a Cherrapunjee, accanto al missionario don Carlo Mlekus. Alla morte di quest’ultimo, don Maschio assunse la guida della missione: acquistò terreni, ricostruì la residenza e invitò le Figlie di Maria Ausiliatrice a stabilirvisi. Già allora emersero le sue doti organizzative e di animatore instancabile.
Pioniere della presenza salesiana a Mumbai Nel 1937 gli fu affidata la guida dell’opera di Tardeo, allora in difficoltà. Cercò subito una sede stabile e individuò i terreni di Matunga, acquistati nel 1938, dove, nel 1941, vennero trasferiti la scuola e il convitto salesiani. Dopo l’esplosione del porto di Bombay (1944), recuperò le macerie per colmare il terreno e creare l’iconico campo sportivo della scuola. Nel 1952 si aggiunse il secondo blocco, e l’istituzione divenne in breve tempo un punto di riferimento educativo a livello nazionale.
“Don Bosco’s Madonna” e il Santuario Sin dal primo anno a Mumbai fondò un piccolo bollettino, “Don Bosco’s Madonna”, che divenne presto una rivista mensile diffusa in tutta l’India e all’estero, con tirature fino a 100.000 copie, strumento prezioso di evangelizzazione e devozione. Inoltre, ideò e costruì inoltre il Santuario di Maria Ausiliatrice a Matunga, modellato sulla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino: un segno di presenza salesiana e di amore mariano nel cuore della metropoli indiana.
Guida e lascito Fu Direttore della casa salesiana di Matunga per 16 anni, fino al 1953, e poi Rettore del Santuario. Dal suo ufficio di Rettore coordinava la raccolta fondi e i contatti con i benefattori, tra cui anche il celebre industriale e filantropo J.R.D Tata. Durante la Seconda guerra mondiale, mentre molti salesiani italiani furono internati, lui e i confratelli di Mumbai poterono restare, pur con restrizioni, a continuare il loro apostolato. Negli anni Settanta ricevette importanti riconoscimenti: il titolo di Cavaliere (1970) e Commendatore (1973) della Repubblica Italiana, e l’incarico da parte della Comunità Europea per la distribuzione di aiuti alimentari. Nel 1972 nacque ufficialmente l’Ispettoria di Mumbai, coronamento di un sogno da lui a lungo coltivato.
Il Premio e la Fondazione Maschio Don Maschio non fu solo costruttore di edifici, ma soprattutto di persone: la sua opera mirava alla formazione dei giovani, alla promozione dei poveri e al sostegno spirituale dei fedeli. Umile, lungimirante e di fede incrollabile, era un maestro nel raccogliere fondi senza alcun interesse personale: tutto quanto otteneva era destinato a scuole, chiese, ostelli e progetti sociali. Per onorare il suo esempio, nel 1993 nacque il “Fr. Maschio Humanitarian Award”, riconoscimento attribuito a persone che ne incarnano lo spirito di servizio (attribuito, tra gli altri, a Madre Teresa di Calcutta), e nel 1997 fu istituita la “Maschio Memorial Foundation” presso il “Don Bosco di Matunga”, per continuare la sua missione.
Ultimi anni e morte Attivo fino all’ultimo, fu sempre fonte di saggezza e incoraggiamento. Morì il 9 settembre 1996 a Mumbai e venne sepolto nel Santuario di Matunga. Missionario dalle straordinarie doti e lungimiranza, don Maschio resta scolpito nel ricordo di tanti come un costruttore di opere, ma soprattutto di cuori, padre dei giovani e autentico erede dello spirito di Don Bosco. Le istituzioni che fondò e le vite che toccò ne testimoniano ancora oggi il carisma.
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