Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beato Mariano Alcalá Pérez Condividi su Facebook

Beato Mariano Alcalá Pérez Sacerdote mercedario, martire

Festa: 15 settembre

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Andorra, Spagna, 11 maggio 1867 - Andorra, Spagna, 15 settembre 1936

Nacque ad Andorra, nella provincia di Teruel, l'11 maggio 1867. Ancora adolescente entrò nel convento mercedario di Santa Maria del Olivar, uno dei centri della rinascita dell'Ordine della Mercede nella provincia d'Aragona dopo le soppressioni religiose dell'Ottocento. Ordinato sacerdote a Roma nel 1889, completò la propria formazione teologica alla Pontificia Università Gregoriana e tornò in Spagna, dove fu insegnante, predicatore, formatore e direttore spirituale. Nel 1903 divenne Provinciale d'Aragona e nel 1911 fu scelto come Maestro generale dell'Ordine della Mercede, incarico che lasciò dopo un periodo segnato da forti tensioni interne. Tornato alla vita conventuale, si dedicò soprattutto al ministero della confessione e della direzione spirituale, acquistando una vasta fama di sacerdote prudente, riservato e particolarmente attento alle coscienze. Nel marzo 1936, ormai anziano e malato, si trasferì nella natia Andorra. Durante la persecuzione religiosa scoppiata con la guerra civile spagnola fu arrestato e il 15 settembre venne condotto presso il cimitero del paese e fucilato. Il processo ecclesiastico riconobbe nel suo caso, insieme a quello di diciotto confratelli, un vero martirio per la fede. Benedetto XVI promulgò il decreto sul martirio nel 2011; il gruppo fu beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013 durante il pontificato di papa Francesco.

Etimologia: Dal latino Marianus, è un nome riferito alla tradizione onomastica legata a Maria.

Emblema: Abito mercedario, veste sacerdotale, croce e palma del martirio


Mariano Alcalá Pérez nacque ad Andorra, nella provincia di Teruel, nell'arcidiocesi di Saragozza, l'11 maggio 1867. Era figlio di Tommaso Alcalá e Vincenza Pérez e, secondo le fonti mercedarie, era il dodicesimo figlio della famiglia. Fu battezzato il giorno successivo alla nascita. La sua adolescenza coincise con una fase decisiva per la storia dell'Ordine della Mercede in Aragona: dopo le soppressioni e le difficoltà dell'Ottocento, i religiosi stavano ricostituendo le proprie comunità e il convento di Santa Maria del Olivar rappresentava uno dei centri principali di questa restaurazione.
A quattordici anni Alcalá entrò nel gruppo dei primi giovani che si unirono alla rinata comunità dell'Olivar. Il 24 settembre 1881 vestì l'abito mercedario. Emise i voti semplici il 23 maggio 1883 e quelli solenni il 3 giugno 1886. La sua formazione comprese filosofia e teologia e, dopo il passaggio della comunità mercedaria a Lérida, egli partecipò alla vita della nuova fondazione conventuale. La precocità della sua vocazione si inseriva dunque direttamente nel processo di ricostruzione dell'Ordine nella seconda metà dell'Ottocento.

Gli studi a Roma e il sacerdozio
Le sue capacità intellettuali furono presto riconosciute dai superiori. Nel 1888, mentre era ancora diacono, il Maestro generale Pedro Armengol Valenzuela lo condusse a Roma per perfezionare gli studi e collaborare alla formazione dei giovani mercedari. Alcalá frequentò la Pontificia Università Gregoriana, dove completò gli studi superiori di teologia. Il 21 dicembre 1889 fu ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano.
Dopo il ritorno in Spagna fu destinato al convento di San Juan de Poyo, in Galizia, dove insegnò filosofia ai religiosi in formazione. Nel 1892 ricevette la patente di lettore di filosofia e teologia. Successivamente passò a Lérida, dove iniziò a dedicarsi in modo più intenso alla predicazione e alla direzione spirituale. Le fonti ricordano anche il suo impegno nella vita delle comunità di San Ramón e dell'Olivar, oltre alla partecipazione alle iniziative per la presenza educativa mercedaria a Lérida.

Provinciale d'Aragona
Nel 1903 Alcalá fu scelto come Provinciale della Provincia d'Aragona, incarico che mantenne per otto anni. Durante questo periodo alternò responsabilità di governo, predicazione, formazione religiosa e attività pastorale. La sua provincia comprendeva diverse comunità e istituzioni mercedarie impegnate nella formazione dei religiosi e nell'apostolato. Le fonti lo ricordano anche per la sua attività di predicatore e per gli esercizi spirituali rivolti al clero e alle comunità religiose.
La sua figura acquistò così un rilievo crescente all'interno dell'Ordine. La preparazione teologica, l'esperienza di governo e la reputazione maturata nell'attività pastorale contribuirono alla sua elezione a Maestro generale.

Maestro generale della Mercede
Il 3 agosto 1911 la Santa Sede lo designò Maestro generale dell'Ordine della Mercede; prese possesso dell'incarico il 24 agosto. Era un momento delicato per la congregazione, che proveniva da un lungo periodo di governo e si confrontava con problemi di organizzazione interna e con diverse sensibilità circa il futuro dell'Ordine. Tra le iniziative del suo generalato vi fu la pubblicazione del Boletín oficial de la Orden de la Merced, il cui primo numero apparve nel 1912.
Il suo governo fu però accompagnato da contrasti. Alcuni religiosi si opposero alle riforme che egli intendeva promuovere e sorsero controversie riguardanti l'organizzazione della Curia e il governo dell'Ordine. La Santa Sede ritenne necessario intervenire attraverso una visita apostolica. Le fonti mercedarie riferiscono che Alcalá, di fronte al progressivo aggravarsi della situazione, rinunciò al generalato il 9 marzo 1913; il passaggio alla nuova configurazione di governo si completò nel marzo 1914, quando fu costituito Vicario generale padre Inocencio López Santamaría.
Questo episodio costituisce una delle parti più significative e meno semplici della sua biografia. La sua esperienza alla guida dell'Ordine non fu infatti un percorso lineare di successo istituzionale, ma una fase segnata da tensioni, incomprensioni e difficoltà. Le testimonianze raccolte nel processo sottolineano tuttavia la pazienza con cui affrontò quella situazione e il suo progressivo ritorno a una vita maggiormente appartata.

Il ritorno alla vita pastorale
Dopo il generalato Alcalá tornò nella Provincia d'Aragona. Dal 1915 la sua presenza si stabilizzò soprattutto a Lérida, dove si dedicò alla predicazione, alla confessione e alla direzione spirituale. Fu chiamato a seguire religiose e sacerdoti e divenne un punto di riferimento per numerose persone che ricorrevano a lui per il sacramento della riconciliazione e per il discernimento spirituale.
Le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione insistono soprattutto su alcuni tratti della sua personalità: riservatezza, prudenza, pazienza, capacità di ascolto e fermezza nella guida delle coscienze. Il confessionale divenne il centro della sua attività. Le fonti riferiscono che vi rimaneva a lungo, mettendosi a disposizione dei penitenti e interrompendo senza esitazione le altre occupazioni quando qualcuno chiedeva di confessarsi.
Il suo ministero non si limitò a Lérida. Si spostò in diverse località della Catalogna e dell'Aragona per predicare, confessare e accompagnare comunità religiose. Partecipò anche a capitoli provinciali e continuò a mantenere rapporti con la vita dell'Ordine, pur senza ricoprire nuovamente il governo generale.

Una spiritualità del silenzio e della pazienza
La documentazione processuale presenta Alcalá come un religioso particolarmente incline al raccoglimento. Le testimonianze lo descrivono come sacerdote di profonda vita interiore, prudente nel parlare e particolarmente attento alla direzione delle anime. Le sue devozioni comprendevano il Sacro Cuore di Gesù, lo Spirito Santo, la Vergine Maria, santa Teresa di Gesù Bambino, santa Gemma Galgani e l'angelo custode.
Particolarmente significativo fu il modo con cui affrontò le umiliazioni e le difficoltà personali. La documentazione della causa ricorda che fu oggetto di accuse e calunnie, alle quali non avrebbe reagito cercando vendetta o polemica. Una testimonianza riferisce che, quando gli fu comunicata una calunnia riguardante una religiosa, egli si limitò a invitare a pregare per lei. Si tratta di una testimonianza processuale, quindi da leggere nel contesto della documentazione agiografica, ma essa aiuta a comprendere il tratto di pazienza e riservatezza attribuito alla sua figura.
Negli ultimi anni la sua salute peggiorò progressivamente. Nel 1935 le fonti ricordano problemi respiratori e cardiaci e una crescente debolezza fisica. In una sua corrispondenza appare l'immagine di un religioso ormai anziano che interpreta le umiliazioni e le contrarietà della propria vita come una partecipazione alla passione di Cristo.

Il ritorno ad Andorra
L'8 marzo 1936, a causa delle precarie condizioni di salute, Alcalá lasciò Lérida e tornò ad Andorra, suo paese natale, ospite dei familiari. Il decreto pontificio sul martirio conferma che il trasferimento fu motivato dalla necessità di recuperare le forze dopo una lunga malattia e, nel contesto della crescente ostilità contro la Chiesa, anche dal desiderio di sottrarsi alla persecuzione.
Dopo lo scoppio della guerra civile spagnola nel luglio 1936, la situazione degli ecclesiastici divenne rapidamente pericolosa. Alcalá non lasciò il paese. Rimase nascosto presso alcuni parenti, che furono sottoposti a pressioni affinché consegnassero il religioso alle autorità rivoluzionarie locali. Il 26 agosto fu condotto davanti al comitato locale, ma venne temporaneamente rilasciato. Le testimonianze processuali raccontano che affrontò anche questo momento pregando e cercando di rassicurare i familiari.

Il martirio
Il 15 settembre 1936 giunse il momento dell'arresto definitivo. Nel tardo pomeriggio alcuni miliziani si presentarono presso l'abitazione dei parenti. Alcalá si consegnò senza opporre resistenza e fu condotto alla sede del comitato. Successivamente venne caricato su un camion insieme ad altri prigionieri e trasportato verso il cimitero di Andorra.
Una testimonianza raccolta nel processo riferisce di averlo riconosciuto sul camion e di averlo visto muovere le labbra in preghiera. Giunto presso le mura del cimitero, fu fatto scendere con l'aiuto di alcuni uomini, poiché era ormai debilitato. Poco dopo furono esplosi i colpi di fucile. Le testimonianze successive attribuirono al sacerdote l'invocazione Viva Cristo Rey. La stessa documentazione, tuttavia, registra una diversa precisione nelle testimonianze sull'ultima frase pronunciata, motivo per cui è opportuno presentare tale dettaglio come testimonianza processuale e non come dato assolutamente certo.
Alcalá fu sepolto inizialmente nel cimitero di Andorra insieme agli altri uccisi. Nel 2013, in occasione della beatificazione, le sue spoglie furono trasferite dalla tomba di Andorra al convento di Santa Maria del Olivar, dove furono deposte nella cappella dedicata ai martiri mercedari.

La causa di beatificazione
La fama di martirio dei diciannove religiosi mercedari della Provincia d'Aragona portò all'apertura del processo diocesano a Lérida nel 1957. L'inchiesta fu conclusa nel 1959 e la validità giuridica degli atti fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 9 giugno 1995. Il 30 settembre 2009 i consultori teologi espressero un voto favorevole. Il 13 dicembre 2011 la Sessione ordinaria dei cardinali e vescovi riconobbe che i Servi di Dio erano stati uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa.
Il 19 dicembre 2011 Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva il martirio di Mariano Alcalá Pérez e dei suoi diciotto compagni, uccisi in odium fidei in diversi luoghi della diocesi di Lérida e in altri centri della Spagna tra il 1936 e il 1937. Per la beatificazione, trattandosi di martiri, non fu necessario il riconoscimento di un miracolo.
La beatificazione avvenne a Tarragona il 13 ottobre 2013, insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il rito fu presieduto dal cardinale Angelo Amato in rappresentanza di papa Francesco, che nello stesso giorno ricordò all'Angelus i circa cinquecento martiri proclamati Beati a Tarragona.

Il gruppo dei 19 martiri mercedari
Mariano Alcalá è il principale componente di un gruppo formato da diciannove religiosi della Provincia mercedaria d'Aragona: dodici sacerdoti e sette fratelli. Essi appartenevano alle comunità di Barcellona, Lérida, El Olivar e San Ramón e furono uccisi in diversi luoghi durante la persecuzione religiosa del 1936-1937. Il gruppo comprende Tomás Carbonell Miquel, Francisco Gargallo Gascón, Manuel Sancho Aguilar, Mariano Pina Turón, Pedro Armengol Esteban Hernández, Antonio Lahoz Gan, José Trallero Lou, Jaime Codina Casellas, José Reñé Prenafeta, Antonio González Penín, Tomás Campo Marín, Francisco Llagostera Bonet, Serapio Sanz Iranzo, Enrique Morante Chic, Jesús Eduardo Massanet Flaquer, Amancio Marín Mínguez, Lorenzo Moreno Nicolás e Francisco Mitjà Mitjà.
La loro vicenda non può essere separata dal contesto della persecuzione religiosa verificatasi durante la guerra civile spagnola. Il decreto della Santa Sede non qualifica genericamente le loro morti come conseguenza della guerra, ma riconosce specificamente il martirio, cioè la morte subita per fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Questo elemento costituisce il fondamento giuridico e teologico della beatificazione.

Culto e memoria
La memoria liturgica dei diciannove martiri è fissata dall'Ordine della Mercede al 16 settembre, come memoria obbligatoria. La data non coincide con il giorno della morte di Mariano Alcalá, che fu il 15 settembre 1936. La differenza spiega perché alcune pubblicazioni, compresa la scheda individuale di Santi e Beati, riportino il 15 settembre come festa personale, mentre il calendario proprio mercedario celebri l'intero gruppo il 16 settembre.
Le reliquie di Mariano Alcalá, insieme a quelle di alcuni altri martiri del gruppo, sono oggi conservate presso il convento di Santa Maria del Olivar, a Estercuel, nella cappella dei Martiri. Il trasferimento avvenne nel 2013 dalla precedente sepoltura nel cimitero di Andorra.
La sua memoria è quindi legata soprattutto a tre aspetti: la rinascita dell'Ordine della Mercede nell'Aragona post-rivoluzionaria, il lungo ministero di direzione spirituale esercitato dopo il generalato e il martirio durante la persecuzione religiosa del 1936. La sua vicenda presenta inoltre una caratteristica non comune: prima di essere riconosciuto come martire, Alcalá aveva già avuto una significativa responsabilità istituzionale come Maestro generale dell'Ordine, per poi vivere gli ultimi decenni in una dimensione prevalentemente pastorale e spirituale.

Curiosità
- Fu uno dei primi giovani a entrare nel convento dell'Olivar dopo la restaurazione della presenza mercedaria nella Provincia d'Aragona.
- Studiò teologia a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana e fu ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano.
- Fu Provinciale d'Aragona dal 1903 al 1911 e Maestro generale dell'Ordine dal 1911 al periodo di transizione conclusosi nel marzo 1914.
- Durante il suo generalato fu avviata la pubblicazione del Boletín oficial de la Orden de la Merced.
- Dopo il generalato divenne soprattutto un direttore spirituale e confessore, attività nella quale maturò la fama di sacerdote particolarmente prudente e discreto.
- Le sue spoglie furono trasferite nel 2013 dal cimitero di Andorra al convento dell'Olivar.
- La beatificazione del gruppo dei diciannove martiri avvenne a Tarragona il 13 ottobre 2013, nell'ambito della grande celebrazione dei martiri spagnoli del XX secolo.

Cronologia
- 11 maggio 1867 - Nasce ad Andorra, nella provincia di Teruel.
- 24 settembre 1881 - Veste l'abito mercedario nel convento di Santa Maria del Olivar.
- 23 maggio 1883 - Emette i voti semplici.
- 3 giugno 1886 - Emette la professione solenne.
- 1888 - Si trasferisce a Roma per completare gli studi.
- 21 dicembre 1889 - È ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano.
- 1903 - Diventa Provinciale della Provincia mercedaria d'Aragona.
- 3 agosto 1911 - È designato Maestro generale dell'Ordine della Mercede.
- 1913-1914 - Si conclude il suo periodo di governo generale dell'Ordine.
- Dal 1915 - Si dedica prevalentemente alla predicazione, alla confessione e alla direzione spirituale, soprattutto a Lérida.
- 8 marzo 1936 - Torna ad Andorra per motivi di salute.
- 15 settembre 1936 - Viene fucilato presso il cimitero di Andorra.
- 19 dicembre 2011 - Benedetto XVI approva il decreto sul martirio di Mariano Alcalá e dei 18 compagni.
- 13 ottobre 2013 - È beatificato a Tarragona durante il pontificato di papa Francesco.
- 2013 - Le sue reliquie vengono trasferite da Andorra al convento di Santa Maria del Olivar.
- 16 settembre - Memoria liturgica dei Beati Mariano Alcalá e XVIII compagni martiri nell'Ordine della Mercede.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Figlio di Tommaso Alcalá e di Vincenza Pérez, nacque in Andorra (diocesi di Saragozza) in Spagna, l’11 maggio 1867; fu uno dei primi giovani ad entrare nell’antico Ordine della Mercede nella provincia d’Aragona, e nel convento dell’Olivar, da dove allora si iniziava la restaurazione dell’Ordine, dopo lo sconvolgimento delle leggi antireligiose dell’Ottocento, che avevano quasi annullato il secolare Ordine di cui erano rimasti solo una trentina di religiosi.
Mariano Alcalá vestì l’abito dei Mercedari il 24 settembre 1881 emettendo la professione solenne il 3 giugno 1886; studiò all’Università Gregoriana di Roma, venendo ordinato sacerdote il 21 dicembre 1889 nella Basilica di S. Giovanni in Laterano.
Ritornato in Spagna, trascorse vari anni nei conventi della sua provincia, diventando Padre Provinciale nel 1903 fino al 3 agosto 1911, quando la Santa Sede lo nominò Padre Generale dell’Ordine di S. Maria della Mercede, carica ricoperta fino al 14 marzo 1914.
Per oltre 20 anni operò nell’apostolato fra i fedeli della provincia d’Aragona; l’8 marzo 1936 andò nel suo paese natio Andorra, per rimettersi in salute perché ammalato e nel contempo per sfuggire alla persecuzione dei miliziani rossi, ma fu tutto inutile, perché scoppiata la Guerra Civile nel mese di luglio, fu scoperto, arrestato e fucilato il 15 settembre 1936.
Fu beatificato da Papa Benedetto XVI il 13 ottobre 2013.


Autore:
Antonio Borrelli

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-07

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati