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† Tyburn, Londra, Inghilterra, 10 dicembre 1591
Martirologio Romano: Sempre a Londra, santi Polidoro Plasden e Eustazio White, sacerdoti, e beati Brian Lacy, Giovanni Mason e Sidney Hodgson, martiri, che nel medesimo anno patirono gli stessi supplizi a Tyburn, alcuni perché entrati in Inghilterra da sacerdoti, altri per aver loro prestato aiuto.
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Nato a Louth, nell'Inghilterra centro-orientale nel 1559 in una famiglia protestante, nel 1584 si convertì al cattolicesimo. Per la rabbia, il padre lo diseredò e lo cacciò di casa. Eustachio chiese aiuto ad altri cattolici e riuscì ad iscriversi al Collegio inglese nella cittadina francese di Reims. Fu ordinato sacerdote il 16 aprile 1588. Nel novembre dello stesso anno decise di partire in missione nella natia Inghilterra. Nello stesso anno, però, lo Stato inglese inasprì la persecuzione contro i cattolici[2]. White partì lo stesso e svolse l'attività missionaria nel sud-ovest dell'isola. Nel settembre 1591, mentre viaggiava a cavallo da una contea a un'altra, nel Dorset conobbe un signore con cui intavolò una discussione. Parlò anche della sua fede cattolica. L'uomo era in realtà una spia protestante e lo denunciò alle autorità. White fu arrestato. Prima di essere inviato a Londra per il processo, ebbe una disputa con un pastore protestante. Il pastore diceva che un passo biblico citato da White non esistesse. Fu concordata una disputatio. Il contraddittorio avvenne il giorno dopo nella pubblica piazza, com'era d'uso a quei tempi. Il sacerdote protestante, però, rifiutò di aprire la sua Bibbia per verificare se il passo esistesse o meno. Dal pubblico venne l'idea di inviare una petizione alla regina affinché liberasse il sacerdote. Tutto ciò non avvenne: White fu condotto alla prigione di Bridewell e consegnato a Richard Topcliffe, uno dei più accaniti cacciatori di sacerdoti di tutto il Paese. Topcliffe, per costringere White a rivelare dove avesse celebrato Messa, lo sottopose a tortura: dapprima la cremagliera, poi il supplizio (simile alla crocifissione) di restare appeso per i polsi ammanettati. Fu lasciato languire in carcere in attesa di giudizio per tre mesi, durante i quali non gli fu portato da mangiare, come scrisse in una lettera inviata il 23 novembre al superiore dei Gesuiti inglesi. Il 4 dicembre fu processato insieme ad altri due sacerdoti, Edmund Gennings e Polydore Plasden, catturati entrambi a Londra da Topcliffe il 7 novembre. La giuria era già stata istruita sul verdetto che doveva emettere: impiccagione, sventramento e squartamento. La sentenza fu eseguita il 10 dicembre a Tyburn. Salito sul patibolo, a White fu concesso di rivolgersi alla folla prima dell'esecuzione: «Se avessi avuto tante vite, le avrei considerate pochissime da offrire ai vostri Tyburn in difesa della mia religione. Vorrei averne più di una, e voi le potreste prendere tutte, una dopo l'altra» White fu impiccato. Per crudeltà del suo carceriere, lo sventramento cominciò quando il sacerdote era ancora cosciente.
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