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† Pozo del Tío Raimundo, Spagna, 12 agosto 1936
La loro vicenda si inserisce nella persecuzione religiosa che accompagnò la Guerra Civile Spagnola del 1936, durante la quale migliaia di vescovi, sacerdoti, religiosi e laici furono uccisi in odio alla fede. Pur non ricoprendo incarichi ecclesiastici, vissero il matrimonio come autentica vocazione cristiana, fondando la vita familiare sulla partecipazione quotidiana all'Eucaristia, sulla preghiera del Rosario e sull'educazione cristiana dei figli. Arrestati unicamente per il loro stretto legame con il vescovo di Jaén, il beato Manuel Basulto Jiménez, fratello di Teresa, condivisero con lui la prigionia e il tragico viaggio del cosiddetto "treno della morte" diretto verso Madrid. Furono assassinati il 12 agosto 1936 presso il Pozo del Tío Raimundo. La loro beatificazione ha posto in evidenza come anche la santità coniugale possa raggiungere il culmine nella testimonianza del martirio.
Emblema: Abiti civili, Rosario, croce, palma del martirio, talvolta raffigurati insieme come coppia cristiana.
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Entrambi nacquero ad Adanero, nella provincia di Ávila, in una Spagna profondamente segnata dalla tradizione cattolica. Teresa apparteneva a una famiglia nella quale maturarono numerose vocazioni ecclesiastiche; il fratello maggiore, Manuel Basulto Jiménez, sarebbe divenuto vescovo di Jaén e avrebbe condiviso con lei il destino del martirio. Mariano proveniva anch'egli da un ambiente familiare di solide radici cristiane.
Il matrimonio e la vita familiare I due si sposarono il 27 gennaio 1895 nella chiesa parrocchiale di Adanero. A celebrare il matrimonio fu proprio il fratello di Teresa, allora giovane sacerdote. La loro esistenza si svolse nella normalità della vita familiare. Ebbero almeno una figlia e si dedicarono con responsabilità all'educazione cristiana della famiglia. Le testimonianze raccolte nel processo di beatificazione descrivono una casa nella quale la fede scandiva il ritmo quotidiano: la partecipazione alla Messa, la recita del Rosario e la pratica della carità costituivano gli elementi fondamentali della loro spiritualità.
Accanto al vescovo di Jaén Negli anni precedenti la Guerra Civile si trasferirono a Jaén, dove vivevano presso il palazzo vescovile insieme al fratello di Teresa, mons. Manuel Basulto, allora vescovo della diocesi. La loro presenza non era dettata da incarichi ufficiali, ma dal legame familiare e dal desiderio di offrire sostegno alla vita del presule. Erano semplici laici e non risultano coinvolti in alcuna attività politica o militare. Questo rende ancora più evidente come la persecuzione che li colpì fosse motivata esclusivamente dalla loro appartenenza alla Chiesa e dalla vicinanza al vescovo.
L'arresto Dopo l'inizio della Guerra Civile Spagnola, il 2 agosto 1936 il palazzo vescovile fu occupato dalle milizie repubblicane. Il vescovo Basulto venne arrestato insieme a sacerdoti, seminaristi, collaboratori e ai due coniugi. Seguirono giorni di detenzione in condizioni sempre più dure. Le fonti concordano nell'affermare che Mariano e Teresa rimasero costantemente uniti, condividendo con serenità cristiana la sorte degli altri prigionieri. Nessuna imputazione specifica fu loro contestata se non quella di appartenere all'ambiente ecclesiale.
Il "treno della morte" L'11 agosto 1936 i prigionieri furono caricati su un convoglio ferroviario destinato ufficialmente a Madrid. Quel trasporto è passato alla storia come il "treno della morte di Jaén". Giunti nei pressi del Pozo del Tío Raimundo, nella periferia orientale di Madrid, i detenuti furono fatti scendere a gruppi e fucilati senza alcun processo. Le testimonianze coeve ricordano che Teresa fu l'unica donna del convoglio. Alcune fonti riportano che venne uccisa separatamente da una miliziana, mentre Mariano cadde insieme agli altri prigionieri. Pur con alcune differenze nei particolari della dinamica dell'esecuzione, gli studiosi concordano sull'origine religiosa della loro uccisione e sul carattere propriamente martiriale della morte.
Il riconoscimento del martirio Il loro sacrificio rimase vivo nella memoria della diocesi di Jaén e delle comunità cristiane spagnole. L'iter canonico ha riconosciuto che furono uccisi in odio alla fede e che affrontarono serenamente la morte mantenendo la fedeltà a Cristo. Il 13 dicembre 2025 sono stati beatificati nella cattedrale di Jaén durante una solenne celebrazione, diventando una delle pochissime coppie di sposi elevate insieme agli onori degli altari in quanto martiri.
Una rara coppia di sposi martiri La loro beatificazione costituisce un evento di particolare rilievo nella storia della Chiesa contemporanea. Pur essendo numerosi i coniugi proclamati santi o beati, sono molto rare le coppie beatificate insieme proprio in quanto sposi e martiri. La loro testimonianza evidenzia come la vocazione matrimoniale possa essere vissuta fino al dono supremo della vita. Il rapporto con il beato Manuel Basulto Jiménez Teresa era sorella del beato Manuel Basulto Jiménez, vescovo di Jaén, anch'egli martirizzato il 12 agosto 1936 e beatificato nel 2013 insieme ad altri cinque martiri della diocesi. Il comune destino della famiglia Basulto testimonia la radicalità della persecuzione religiosa che colpì il clero e i laici cattolici nei primi mesi della Guerra Civile Spagnola. Autore: Giampietro Cattini
Questi mariti hanno vissuto, alla luce del Vangelo e con grande intensità umana, l'amore coniugale e il servizio alla vita. Si sono assunti con piena responsabilità il compito di collaborare con Dio nella procreazione, dedicandosi generosamente ai loro figli, educandoli, guidandoli e orientandoli verso la scoperta del loro piano d'amore e dimostrando con la loro vita nel martirio la testimonianza della consegna assoluta a Dio. I mariti benedetti hanno vissuto una vita ordinaria in modo straordinario. Tra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, sono riusciti a forgiare un'esistenza straordinariamente ricca di spiritualità. L'Eucaristia quotidiana era al centro dell'attenzione, a cui si aggiungeva la devozione filiale alla Vergine Maria, invocata con la preghiera del Rosario ogni sera, e il riferimento a saggi consiglieri spirituali come il fratello stesso della Beata Teresa Basulto che era vescovo, il Beato Manuel Stronzo. La ricchezza della fede e dell'amore dei mariti Teresa Basulto Jiménez e Mariano Martin Portella è una viva dimostrazione di quanto affermato dal Concilio Vaticano II riguardo alla vocazione di tutti i fedeli alla santità. Questa precisa indicazione del Concilio trova oggi la sua piena applicazione con la beatificazione di un matrimonio martire: per loro, la fedeltà al Vangelo e l'eroismo delle loro virtù sono stati osservati dalla loro esperienza di mariti e padri fino alla loro consegna nel martirio. Entrambi i mariti sono nati ad Adanero, in provincia di Ávila. Teresa Basulto è nata il 27 gennaio 1872. Mariano Martin, il 21 maggio 1871. Teresa Basulto era la sorella del beato Manuel Basulto, nato poco più di due anni prima di lei, e che era Vescovo di Jaén, martirizzato nel 1936, nello stesso luogo e ora di questa sorella e di suo marito. Teresa e Mariano si sposarono il 27 gennaio 1895 nella parrocchia di Adanero. Ha partecipato al matrimonio come presbitero celebrante, il fratello di lei Manuel. Da questo matrimonio è nata almeno una figlia, che appare nella fotografia. Quando iniziò la guerra civile, nel 1936, il beato Manuel Basulto era vescovo di Jaén. E con lui risiedevano, nel palazzo del vescovato, sua sorella Teresa e suo marito. Il Matrimonio Martin Basulto erano laici, senza accuse politiche o militari, il cui legame con la Chiesa è stato il motivo diretto del loro arresto. Dopo lo scoppio della guerra civile, il vescovo Manuel Basulto è stato arrestato a Jaén insieme a sacerdoti, seminaristi e diversi laici vicini, tra cui sua sorella Teresa e suo cognato Mariano. Tutti loro sono stati inizialmente reclusi nella cattedrale e successivamente in altri luoghi di detenzione abilitati improvvisamente. La documentazione storica conferma che il matrimonio è rimasto unito al gruppo del vescovo durante tutto il processo di incarcerazione, condividendo le stesse condizioni di detenzione e lo stesso destino. Non risulta che siano state mosse accuse concrete, al di là della loro identificazione come persone religiose. Il 12 agosto 1936, Teresa Basulto Jiménez e Mariano Martin Portella furono inclusi in una delle spedizioni di prigionieri conosciute come il "treno della morte" partito da Jaén per Madrid. Questo convoglio trasportava decine di detenuti, soprattutto ecclesiastici e laici cattolici. Una volta arrivati nella capitale, i prigionieri furono trasferiti nella zona di Vallecas, in particolare nelle vicinanze del Pozzo di Zio Raimundo, luogo tristemente noto per le esecuzioni extragiudiziali di quei giorni. Sono stati uccisi lì senza un processo preliminare. Le fonti storiche concordano nel segnalare che l'assassinio del vescovo Manuel Basulto, di sua sorella Teresa e degli altri membri del gruppo è avvenuto lo stesso giorno del loro arrivo a Madrid. Teresa Basulto Jimenez è morta violentamente insieme al marito Mariano Martin Portella, culminando così un itinerario di detenzione e deportazione motivato esclusivamente dalla sua fede e dalla sua vicinanza alla Chiesa. La sua morte si iscrive nel contesto documentato di violenza anticlericale sistematica che ha colpito numerosi matrimoni e famiglie cristiane durante i primi mesi della guerra. Questi coniugi sono stati beatificati nella Cattedrale di Jaen il 13 dicembre 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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