Questi mariti hanno vissuto, alla luce del Vangelo e con grande intensità umana, l'amore coniugale e il servizio alla vita. Si sono assunti con piena responsabilità il compito di collaborare con Dio nella procreazione, dedicandosi generosamente ai loro figli, educandoli, guidandoli e orientandoli verso la scoperta del loro piano d'amore e dimostrando con la loro vita nel martirio la testimonianza della consegna assoluta a Dio. I mariti benedetti hanno vissuto una vita ordinaria in modo straordinario. Tra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, sono riusciti a forgiare un'esistenza straordinariamente ricca di spiritualità. L'Eucaristia quotidiana era al centro dell'attenzione, a cui si aggiungeva la devozione filiale alla Vergine Maria, invocata con la preghiera del Rosario ogni sera, e il riferimento a saggi consiglieri spirituali come il fratello stesso della Beata Teresa Basulto che era vescovo, il Beato Manuel Stronzo. La ricchezza della fede e dell'amore dei mariti Teresa Basulto Jiménez e Mariano Martin Portella è una viva dimostrazione di quanto affermato dal Concilio Vaticano II riguardo alla vocazione di tutti i fedeli alla santità. Questa precisa indicazione del Concilio trova oggi la sua piena applicazione con la beatificazione di un matrimonio martire: per loro, la fedeltà al Vangelo e l'eroismo delle loro virtù sono stati osservati dalla loro esperienza di mariti e padri fino alla loro consegna nel martirio. Entrambi i mariti sono nati ad Adanero, in provincia di Ávila. Teresa Basulto è nata il 27 gennaio 1872. Mariano Martin, il 21 maggio 1871. Teresa Basulto era la sorella del beato Manuel Basulto, nato poco più di due anni prima di lei, e che era Vescovo di Jaén, martirizzato nel 1936, nello stesso luogo e ora di questa sorella e di suo marito. Teresa e Mariano si sposarono il 27 gennaio 1895 nella parrocchia di Adanero. Ha partecipato al matrimonio come presbitero celebrante, il fratello di lei Manuel. Da questo matrimonio è nata almeno una figlia, che appare nella fotografia. Quando iniziò la guerra civile, nel 1936, il beato Manuel Basulto era vescovo di Jaén. E con lui risiedevano, nel palazzo del vescovato, sua sorella Teresa e suo marito. Il Matrimonio Martin Basulto erano laici, senza accuse politiche o militari, il cui legame con la Chiesa è stato il motivo diretto del loro arresto. Dopo lo scoppio della guerra civile, il vescovo Manuel Basulto è stato arrestato a Jaén insieme a sacerdoti, seminaristi e diversi laici vicini, tra cui sua sorella Teresa e suo cognato Mariano. Tutti loro sono stati inizialmente reclusi nella cattedrale e successivamente in altri luoghi di detenzione abilitati improvvisamente. La documentazione storica conferma che il matrimonio è rimasto unito al gruppo del vescovo durante tutto il processo di incarcerazione, condividendo le stesse condizioni di detenzione e lo stesso destino. Non risulta che siano state mosse accuse concrete, al di là della loro identificazione come persone religiose. Il 12 agosto 1936, Teresa Basulto Jiménez e Mariano Martin Portella furono inclusi in una delle spedizioni di prigionieri conosciute come il "treno della morte" partito da Jaén per Madrid. Questo convoglio trasportava decine di detenuti, soprattutto ecclesiastici e laici cattolici. Una volta arrivati nella capitale, i prigionieri furono trasferiti nella zona di Vallecas, in particolare nelle vicinanze del Pozzo di Zio Raimundo, luogo tristemente noto per le esecuzioni extragiudiziali di quei giorni. Sono stati uccisi lì senza un processo preliminare. Le fonti storiche concordano nel segnalare che l'assassinio del vescovo Manuel Basulto, di sua sorella Teresa e degli altri membri del gruppo è avvenuto lo stesso giorno del loro arrivo a Madrid. Teresa Basulto Jimenez è morta violentamente insieme al marito Mariano Martin Portella, culminando così un itinerario di detenzione e deportazione motivato esclusivamente dalla sua fede e dalla sua vicinanza alla Chiesa. La sua morte si iscrive nel contesto documentato di violenza anticlericale sistematica che ha colpito numerosi matrimoni e famiglie cristiane durante i primi mesi della guerra. Questi coniugi sono stati beatificati nella Cattedrale di Jaen il 13 dicembre 2025 sotto il pontificato di Papa Leone XIV.
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