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Antonino Zichichi

Festa: Testimoni

Trapani, 15 ottobre 1929 - Losanna, Svizzera, 9 febbraio 2026

Professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna e autore di importanti scoperte nel campo della fisica delle particelle elementari. Aveva fondato nel 1963 il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana ed era stato promotore, nel 1982, della Dichiarazione di Erice per la Pace. Aveva inoltre ideato i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), di cui è stato presidente, aveva scoperto l’antideutone al CERN di Ginevra ed era stato presidente e fondatore del Centro Fermi. Aveva tre figli, cinque nipoti e una pronipote. Cattolico fervente, Zichichi ha legato il proprio nome non solo ad importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede. Contemporaneamente alla ricerca scientifica, Zichichi ha svolto un’intensa azione di carattere apologetico, ed un’altra, che potremmo chiamare “filosofica”, tesa a mostrare la sinergia fra Fede e Ragione.



Fisico di fama internazionale e protagonista della ricerca italiana nel campo delle particelle elementari. Figura di grande rilievo nel panorama scientifico del secondo Novecento, Zichichi ha legato il proprio nome non solo a importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede.

Una vita nella ricerca e nelle istituzioni scientifiche
Nato a Trapani nel 1929, si laureò in fisica all’Università di Palermo e avviò presto una carriera che lo portò nei principali centri di ricerca mondiali. Lavorò al CERN di Ginevra e al Fermilab di Chicago; nel 1965 guidò il gruppo che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria nucleare, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della fisica subnucleare. Professore ordinario all’Università di Bologna dal 1965 al 2006, di cui fu poi emerito, è autore di oltre cinquecento pubblicazioni scientifiche.
Dal 1986 è stato a capo del World Lab, un’associazione che sostiene i progetti scientifici nei Paesi in via di sviluppo, fondata da Zichichi stesso insieme al fisico Isidor Isaac Rabi; è stato presidente dell’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), dell’Eps (European Physical Society), del Comitato Nato per il Disarmo (nucleare, chimico, batteriologico e convenzionale) e della Wfs (World Federation of Scientists). Ha ricevuto lauree honoris causa e onorificenze in molti paesi tra cui Cina, Germania, Polonia, Stati Uniti d’America, Argentina, Romania, Georgia, Ucraina. Promotore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, avviati nel 1980, a Erice, in Sicilia, fondò il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, concepito come luogo di confronto internazionale tra scienziati, punto di riferimento per generazioni di ricercatori.

Il dibattito culturale e il metodo scientifico
Accanto all’attività scientifica, svolse un’intensa opera di divulgazione, convinto della necessità di difendere il metodo scientifico da superstizioni e semplificazioni. Alcune sue posizioni, espresse soprattutto negli ultimi decenni, suscitarono ampio dibattito: in particolare le riserve avanzate nei confronti della teoria darwiniana dell’evoluzione e le critiche ai modelli matematici utilizzati nello studio dei cambiamenti climatici. Zichichi le presentò sempre come questioni di metodo e di rigore scientifico, rivendicando la libertà della ricerca e del confronto, pur consapevole della distanza crescente rispetto al consenso prevalente nella comunità scientifica.

L’impegno per la pace e il dialogo con la Chiesa
Un capitolo centrale del suo impegno pubblico fu quello per la pace e il disarmo nucleare. A partire dagli anni Ottanta promosse a Erice i seminari internazionali di “Scienza per la Pace”, riunendo scienziati di fama mondiale per riflettere sui rischi di una guerra nucleare e sulle responsabilità etiche della ricerca. Da questi incontri nacque il Manifesto di Erice, sottoscritto anche da figure come Paul Dirac e Piotr Kapitza. Zichichi presiedette inoltre il Comitato NATO per le tecnologie di disarmo e rappresentò la Comunità Europea nel Comitato scientifico del Centro Internazionale di Scienza e Tecnologia di Mosca.
Dal 2000 membro attivo della Pontificia Accademia delle Scienze, profondamente legato alla Chiesa cattolica, Zichichi considerava scienza e fede come due dimensioni non in conflitto ma chiamate a illuminarsi reciprocamente. Intrattenne rapporti di stima e collaborazione con diversi Pontefici, in particolare con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sostenendo con convinzione la necessità di superare antiche contrapposizioni, a partire dal caso Galileo. Memorabile la visita di Papa Wojtyla al Centro “Ettore Majorana” di Erice l'8 maggio del 1993, segno concreto di un’alleanza possibile tra ricerca scientifica e riflessione spirituale.
Zichichi difese pubblicamente Benedetto XVI contro le critiche per la programmata visita del Pontefice all'Università di Roma Sapienza nel 2008, definendole un atto di "cultura pre-aristotelica" e lodando la visione del Papa sulla ragione come fulcro della cultura moderna. Elogiò il pensiero ratzingeriano su Galileo Galilei, vedendovi un'unione ideale tra scienza e fede.
Anche negli anni più recenti, sotto il pontificato di Papa Francesco, il suo contributo al dialogo tra scienza, coscienza etica e responsabilità globale è stato riconosciuto come parte di un percorso coerente, segnato dalla convinzione che il progresso scientifico debba sempre misurarsi con il bene dell’umanità.
La figura di Antonino Zichichi resta così legata a una visione della scienza come servizio, chiamata a interrogarsi non solo sul “come”, ma anche sul “perché” delle proprie scoperte, in un orizzonte che unisce conoscenza, responsabilità e apertura al trascendente.


Autore:
Fabio Colagrande


Fonte:
www.vaticannews.va

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Aggiunto/modificato il 2026-02-11

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