Il 24 agosto 1725 arrivò a Carrara il corpo di San Celestino mandato da Mons. Camillo Cybo (creato quattro anni dopo Cardinale di Santa Romana Chiesa) per essere conservato presso la chiesa di San Giacomo dove, secondo il cronista massese Volpini, "vi è un superbo deposito dove ponere detto santo". La posizione attuale del corpo santo è ancora quella originale: il santo deposto su un lato, ha vicino ai piedi il vasetto vitreo con il sangue, la testa reclinata e coronata da una corona di fiori, con la spada appoggiata vicino al corpo. Lo scheletro è completamente rivestito con una veste cucita addosso e sontuosamente ricamata. Precedentemente il 3 agosto 1725, il corpo santo era arrivato alla spiaggia di Avenza assieme a quello di Santa Settimina, spediti entrambi dal cardinale Camillo Cybo. Santa Settimina era destinata, secondo il testamento del cardinale, alla chiesa del convento di Santa Chiara, in Massa. Dalle fotografie presenti nel fascicolo redatto da mons. Berti, conservato nell’Archivio Diocesano, pare evidente che prima della trasformazione dello scheletro, grazie anche all’intervento dello scultore Rossi (1965), il corpo di Santa Settimina era ancora deposto nell’urna originale con cui, secondo i cronisti massesi -Volpini e Rocca- era arrivato da Roma. Mettendo a confronto le fotografie del corpo di Santa Settimina prima della trasformazione e il corpo di San Celestino ancora conservato nella teca sotto l’altare della chiesa di San Giacomo, appare evidente che i due scheletri fossero disposti in modo analogo (sul fianco) entro cassa lignea a vista, con tre parti in vetro, e rivestita all’interno dallo stesso damasco giallo. Gli abiti, le scarpe e i decori floreali sono realizzati con le stesse tecniche e analoghi materiali.
Autore: Barbara Sisti
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