Nacque il 5 luglio 1884 a Roma, da Achille Dante e Zenaide Ingegni; aveva un fratello missionario in Brasile. Per fuggire dalla polizia austriaca, il padre si trasferì a Roma dove morì quando Enrico aveva otto anni. Compì gli studi secondari con i Padri di Sion a Parigi; dal 1901 si trasferì a Roma e risiedette all'Almo Collegio Capranica, studente alla Pontificia Università Gregoriana dove conseguì il dottorato in filosofia, teologia canonica e diritto civile; infine, allo "Studium" della Sacra Rota Romana, dove ottenne il titolo di avvocato rotale. Fu ordinato presbitero il 3 luglio 1910 nella chiesa di S. Apollinare a Roma dal Vicegerente della diocesi di Roma Giuseppe Ceppetelli, patriarca titolare di Costantinopoli dei Latini. Fu professore di filosofia al Pontificio Ateneo Urbano "De Propaganda Fide", fino al 1928 e di teologia dal 1928 al 1947. A servizio della Penitenzieria Apostolica nel 1913, divenne membro del Collegio dei Cerimonieri Pontifici dal 25 marzo 1914. Nel 1923 Papa Pio XI gli propose di riaprire la Nunziatura apostolica in Francia, ma rifiutò. Divenne membro supplente della Sacra Congregazione dei Riti il 26 ottobre 1923 e sostituto il 28 settembre 1930. Nominato da Pio XII Prelato domestico di Sua Santità il 15 maggio 1943, divenne sottosegretario della Sacra Congregazione del Cerimoniale il 27 maggio dello stesso anno. Il 13 giugno 1947 ricoprì l'incarico di Prefetto delle cerimonie pontificie fino al 1965 quando fu creato cardinale. Fu a servizio della Congregazione dei Riti dal 24 gennaio 1959 come pro-segretario e segretario dal 5 gennaio 1960. Esercitò il ministero pastorale ad Agro Romano e Torre Nova, nonché nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Decano del Capitolo della Chiesa di Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo a Roma, amministrò il sacramento della confessione per quarant'anni nella chiesa del Sacro Cuore al Suffragio. Era un atleta entusiasta e contribuì a costituire la squadra di calcio di Roma; era anche alpinista. Come cerimoniere papale partecipò al Conclave del 1914, 1922, 1939, 1958 e 1963 e all'incoronazione dei Papi Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. Fu il primo maestro del cerimoniale papale ad assistere il Papa nella consacrazione di un vescovo, Gabriel Acacius Coussa, futuro cardinale di rito bizantino. Il 28 agosto 1962 fu nominato da Giovanni XXIII arcivescovo titolare di Carpasia e consacrato il 21 settembre seguente, nella basilica patriarcale del Laterano dal Papa stesso; co-consacranti furono Francesco Carpino, arcivescovo titolare di Sardica, assessore della Sacra Congregazione Concistoriale e Pietro Parente, arcivescovo titolare di Tolemaide di Tebaide, assessore della Sacra Congregazione del Sant'Uffizio. Partecipò al Concilio Vaticano II dal 1962 al 1965; fu anche membro prima della Commissione Antepreparatoria e poi consigliere della Commissione Centrale preparatoria. Creato cardinale presbitero nel concistoro del 22 febbraio 1965, ricevette la berretta rossa e il titolo di Sant'Agata dei Goti, elevato a diaconia "pro illa vice", il 25 febbraio 1965. Quando fu ricoverato in ospedale, Papa Paolo VI lo visitò il 6 aprile 1967. Morì di cancro a Roma al mattino presto il 24 aprile dello stesso anno. È sepolto nella Chiesa di Sant'Agata dei Goti.
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