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> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Maria Teresa della Santissima Trinità (Theresia Ysseldijk) Condividi su Facebook

Venerabile Maria Teresa della Santissima Trinità (Theresia Ysseldijk) Vergine

Festa: .

Apeldoorn, Olanda, 13 novembre 1897 - St. Louis, Stati Uniti d’America, 10 marzo del 1926

Nata il 13 novembre 1897, ad Apeldoorn, in Olanda, Maria Teresa della Santissima Trinità, al secolo Theresia Ysseldijk, entra nel Carmelo del Cuore Divino di Gesù di Tilburg all’età di vent’anni. Spinta da un grande zelo per le missioni, si reca in America con altre sette consorelle nel dicembre 1919. Poco dopo il suo arrivo viene colpita da una grave malattia, scoperta troppo tardi dai medici. Affronta tutto con pazienza e sempre col sorriso sulle labbra, continuando a servire Dio nell'Ordine carmelitano e lavorando in un'unione silenziosa con Lui. Questo la contraddistingue insieme allo spirito missionario che caratterizza la sua scelta di vita. Muore il 10 marzo 1926 nell'ospedale di St. Mary a St. Louis. Papa Leone XIV l'ha dichiarata Venerabile il 27 aprile 2026.



Maria Teresia della Santissima Trinità (al secolo: Teresa Ysseldijk) nacque il 13 novembre 1897 ad Apeldoorn (Paesi Bassi), in una famiglia profondamente cattolica. Nei due anni successivi, in ragione del lavoro del padre, la famiglia si trasferì più volte: Amsterdam, Vaassen, Hengelo ed infine Ochtrup, in terra tedesca al confine con i Paesi Bassi. Qui nacquero due fratelli e due sorelle, dei quali due morirono in tenera età. Anche la salute di Teresa era molto precaria ed il suo piccolo corpo era sovente coperto di piaghe. All’età di sei anni entrò nella scuola elementare delle Suore della Provvidenza. In seguito ad un incidente sul lavoro, il padre morì nel 1906 e la madre rimase sola con tre figli: le venne in soccorso il fratello gemello, celibe; nei confronti dello zio Teresa nutrì sempre una profonda riconoscenza. Nel 1907 la madre passò a seconde nozze e fece quindi ritorno, insieme ai figli, in territorio olandese, a Enschede, centro di una industria tessile. Teresa ebbe un ottimo rapporto col nuovo marito della madre e lo considerò un secondo padre. Le nacquero tre fratelli e una sorella. A Enschede frequentò la scuola delle suore di Nostra Signora di Amersfoort.
Dopo la scuola, nel gennaio 1914 andò a lavorare in una fabbrica tessile e aiutava la mamma con i lavori di casa. Nell’ora libera che aveva a mezzogiorno si recava nella chiesa più vicina e nelle serate libere si dedicava all’apostolato di alcune associazioni cattoliche: la Associazione olandese degli operai tessili per promuovere fra le ragazze la pratica della vita cristiana; la associazione mariana De Sobrietas per la lotta contro l’alcolismo, molto diffuso in quel tempo; la Guardia d’onore del Santissimo Sacramento; la Confraternita del Sacratissimo Cuore di Gesù; l’Unione Voor Eer en Deugd, nella quale ragazzi e ragazze si impegnavano in una vita virtuosa sotto la protezione della Vergine Immacolata.
Avvertiva il desiderio di consacrare la vita a Dio ma non le fu accordato il permesso di entrare in convento perché doveva aiutare la mamma nell’accudimento dei figli; inoltre, essendo di famiglia molto povera, non era in grado di pagare la dote. Il nonno paterno l’aiutò. Il 2 ottobre 1917 fu ammessa nel convento di Tilburg delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù. Cinque giorni più tardi entrò nella clausura. Le venne affidato prima il compito di aiutare nella cura dei bambini e poi il ruolo di portinaia che le diede la possibilità di fare tanta carità per i poveri.
Nella vestizione prese il nome religioso di Suor Maria Teresa della Santissima Trinità. Nel 1919 fece la prima professione religiosa. Durante il noviziato fu chiesto chi fosse disponibile a partire in missione: ella si disse subito disposta ad andare nel nuovo mondo. Partita insieme ad altre sette suore olandesi, arrivarono a New York proseguendo per Hammond e da lì quattro di loro raggiunsero East Chicago.
Appena arrivò in America stette male, al punto che le consorelle temettero per la sua vita. Non si riuscì a individuare la causa del male. Arrivata a Milwakee, sulla sponda occidentale del Lago Michigan, si mise al servizio nel primo ricovero per anziani della Congregazione e collaborò alla fondazione di una nuova casa sempre a Kenosha. Pensando di giovare alla sua salute, la superiora decise di mandarla a Saint Charles, sobborgo di Saint Luis (Missouri), dove arrivò nell’ottobre 1921. In comunità si occupò della sacrestia. Finalmente a Saint Louis la malattia venne correttamente diagnosticata: nefropatia tubercolare. Un rene era già completamente in cancrena e l’altro era già infettato. Il 4 marzo 1923 fu sottoposta ad intervento chirurgico. Per molto tempo soffrì grandi dolori. Il 21 novembre 1924 fece la professione perpetua nella casa di Saint Charles.
A maggio dell’anno successivo le sue condizioni erano tanto compromesse, che non le fu permesso di svolgere alcun lavoro. Usciva dalla sua cella solo per andare a ricevere la Comunione e quando non riuscì più a fare le scale, le veniva portata in cella. Ebbe bisogno di assistenza continua, giorno e notte. Fu ricoverata al sanatorio Mount Saint Rose di Saint Louis, dove morì il 10 marzo 1926. Aveva appena 28 anni. Fu sepolta a Wauwatosa nell’Holy Cross Cemetery, dov’è tuttora.
La fama di santità iniziò a diffondersi in breve tempo nei Paesi Bassi, in Germania, negli Stati Uniti d’America. Nel 1938 morì la fondatrice delle Suore Carmelitane e del Divin Cuore di Gesù, la Beata Maria Teresa di San Giuseppe (al secolo: Anna Maria Tauscher van den Bosch), della quale fu avviata nel 1953 la Causa di canonizzazione. Il processo durò più di cinquanta anni. La beatificazione si celebrò il 13 maggio 2006. Per questo la congregazione diede priorità alla Causa della fondatrice e posticipò l’avvio della Causa della Venerabile Serva di Dio.
Negli anni 2000 alcuni fedeli laici si fecero promotori della sua Causa, interessando il vescovo di Roermond (Paesi Bassi), ma anche l’arcivescovo di Saint Louis, che diede il suo assenso al trasferimento della competenza in favore del primo.
Visse intensamente e in maniera alta le seguenti virtù dell’umiltà, la fede, la perseveranza e la speranza. Pur essendo giovane, ebbe una fede profonda e una grande fiducia in Dio, anche quando soffrì di cattiva salute; anche nel suo andare incontro alla morte, diede particolare testimonianza di speranza. Pur nella sofferenza, ha voluto rinnovare i voti mostrando un legame inscindibile fra la testimonianza di santità e l’esperienza della malattia. Diversi segni sono attribuiti alla sua intercessione.


Fonte:
www.causesanti.va

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Aggiunto/modificato il 2026-04-30

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