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San Giovanni prima della Porta Latina

Festa: 6 maggio

Il Messale Romano del 1962 (Vetus Ordo) riporta al 6 maggio tra le Messe "per alcuni luoghi" la festa di "Sanctis Ioannis Apost. et Evang. ante Portam Latinam".


L'amato discepolo Giovanni, che abbiamo visto in piedi vicino alla culla del Bambino di Betlemme, viene di nuovo davanti a noi oggi; e questa volta, rende il suo gradito omaggio al glorioso conquistatore della morte e dell'inferno. Come Filippo e Giacomo, anche lui è vestito nella veste scarlatta del martirio. Il mese di maggio, così ricco di santi, doveva essere onorato con la palma di San Giovanni.
Salomè un giorno presentò i suoi due figli a Gesù e, con l'ambizione di una madre, gli aveva chiesto di concedere loro i posti più alti del suo regno. Il Salvatore, nella Sua risposta, ha parlato del Calice che Lui stesso doveva bere, e ha predetto che anche questi due Discepoli ne avrebbero bevuto. L'anziano, Giacomo il Grande, fu il primo a dare al suo Maestro questa prova del suo amore; celebreremo la sua vittoria quando il sole sarà in Leone; è oggi che Giovanni, il fratello minore, ha offerto la sua vita a testimonianza della divinità di Gesù.
Ma il martirio di un simile apostolo ha chiesto una scena degna dell'evento. L'Asia Minore, che il suo zelo aveva evangelizzato, non era una terra sufficientemente gloriosa per un tale combattimento. Roma, dove Pietro aveva trasferito la cattedra e dove morì sulla croce, e dove Paolo aveva chinato la sua venerabile testa sotto la spada, Roma da sola meritava l'onore di vedere l'Amato Discepolo marciare verso il martirio, con quella dignità e dolcezza che sono le caratteristiche di questo veterano del Collegio Apostolico.
Domiziano era allora imperatore, il tiranno su Roma e sul mondo. Sia che Giovanni abbia intrapreso questo viaggio di sua libera scelta, e dal desiderio di visitare la Chiesa Madre, o che sia stato condotto lì legato con catene, in obbedienza ad un editto imperiale, Giovanni, l'agosto fondatore delle Sette Chiese dell'Asia Minore, apparve prima del Tribunale di Roma pagana. Fu condannato per aver propagato, in una vasta provincia dell'Impero, il culto di un ebreo crocifisso sotto Ponzio Pilato. Era un vecchio superstizioso e ribelle, ed era ora di liberare l'Asia dalla sua presenza. Fu quindi condannato a morte ignobile e crudele. Era in qualche modo sfuggito al potere di Nerone; ma non dovrebbe sfuggire alla vendetta di Cesare Domiziano!
Un enorme calderone di olio bollente si prepara davanti alla porta latina. La sentenza ordina che il predicatore di Cristo sia immerso in questo bagno. È giunta l'ora che il secondo figlio di Salomè partecipi del calice del suo maestro. Il cuore di Giovanni balza di gioia, al pensiero che lui, il più caro a Gesù, eppure l'unico Apostolo che non ha sofferto la morte per lui, è finalmente permesso di dargli questa serietà del suo amore. Dopo averlo crudelmente flagellato, i carnefici prendono il vecchio e lo gettano nel calderone; ma ecco! il liquido bollente ha perso tutto il suo calore; l'Apostolo non sente scalpore; al contrario, quando lo tirano fuori di nuovo, sente restituitogli tutto il vigore dei suoi anni di gioventù. La crudeltà del pretore è sventata, e Giovanni, il martire nel desiderio, deve essere lasciato alla Chiesa ancora per alcuni anni. Un decreto imperiale lo bandisce nell'aspra isola di Patmos, dove Dio gli rivela il futuro della Chiesa, fino alla fine dei tempi.
La Chiesa di Roma, che conta la dimora e il martirio di San Giovanni come uno dei suoi ricordi più gloriosi, ha segnato, con una basilica, il luogo dove l'apostolo portava la sua nobile testimonianza della fede cristiana. Questa basilica si trova vicino alla Porta Latina e dà un titolo a uno dei cardinali.
In onore del grande apostolo dell'amore, diamo la seguente Sequenza, composta da Adamo di San Vittore.

Sequenza
Il felice regno della grazia, (dove il Re della gloria è visto dal ken senza limiti dell'anima,) dona l'unione con il suo Dio, e l'uguaglianza con gli Angeli, a Giovanni, le cui rivelazioni hanno reso noti agli uomini i misteri del cielo.
Beveva le acque vive che sorgono in vita eterna, quando si chinò sul petto del suo Signore. I meravigliosi miracoli che ha compiuto lo hanno fatto brillare come una luce luminosa nella Chiesa. Ha spezzato il calore dell'olio bollente.
Gli uomini sanno che i tormenti per lui sono crudeli oltre misura; eppure si chiedono dentro di sé, come un uomo possa essere un Martire, e non provare dolore?
O martire, o Vergine, o guardiana della Vergine per la quale il mondo ha ricevuto Colui Che ne è la gloria! prega per noi questo Gesù, da Chi, da Chi e da Chi, sono tutte le cose.
O tu che sei stato amato sopra gli altri! --per la tua intercessione e le tue preghiere, rendici propizio Gesù, dal Quale sei stato amato.
Guidaci alla Fontana, tu che sei un ruscello! , Guidaci alla montagna, tu che sei una collina! O tu, che la grazia ha reso così pura, prega per noi affinché possiamo vedere l'Amato.


Autore:
Dom Prosper Gueranger


Fonte:
L'anno liturgico

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Aggiunto/modificato il 2026-05-06

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