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Federico Bazzan Giovane laico

Festa: Testimoni

Rovigo, 3 luglio 1981 – Legnago, Verona, 3 agosto 2007

Federico Bazzan nasce a Rovigo il 3 luglio 1981, figlio maggiore di Valter Bazzan e Sandra Barattin. Fin da bambino vive i valori che gli trasmettono i genitori e alimenta la sua fede frequentando la parrocchia di San Pietro Apostolo a Granzette, frazione di Rovigo. Cresciuto, s’impegna in parrocchia e in oratorio come animatore, educatore, catechista e membro del coro. Trova nuove modalità per rendere ancora più concreto ciò in cui crede e che vive anche nel suo lavoro di bancario attraverso la Gioventù Francescana, il gruppo giovanile Pelli Sintetiche e fondando il gruppo di animazione e giocoleria Clown4. Sposa Sara Isolan il 10 settembre 2005, ma da un anno gli è stato diagnosticato un melanoma. Tra le terapie e le fatiche, Federico continua a seguire i ragazzi dei suoi gruppi. Ricoverato all’ospedale di Legnago, viene dichiarato morto al mattino del 3 agosto 2007, a ventisei anni. La sua tomba si trova nel cimitero cittadino di Oppeano.


Infanzia e famiglia
Federico Bazzan nasce il 3 luglio 1981 all’ospedale civile di Rovigo, figlio di Valter Bazzan, infermiere, e Sandra Barattin, operaia. Viene battezzato il 20 settembre 1981 nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo a Granzette.
A tre anni compiuti, viene iscritto alla scuola materna parrocchiale Medaglia Miracolosa, gestita dalle Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli, dove tra l’altro Valter è amministratore. La famiglia frequenta la parrocchia di San Pietro Apostolo, ma non vive particolari momenti di preghiera al di là della Messa domenicale. 
Federico cresce sotto lo sguardo affettuoso dei genitori, degli zii materni e delle nonne; in particolare, quella materna da un buon contributo alla sua educazione. Valter e Sandra gl’insegnano anzitutto a voler bene agli altri, principalmente con l’esempio concreto, ma questo non gl’impedisce di combinare qualche marachella, di cui si accorge il fratello minore Filippo. Per lui, più giovane di undici anni, si comporta come un vero fratello maggiore.
Nello stesso anno in cui comincia la scuola primaria, inizia anche il catechismo: riceve la Prima Comunione il 3 giugno 1990 e la Cresima il 2 ottobre 1994; in entrambi i casi, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo a Granzette.

La parrocchia, la scuola, lo sport
Nella prima adolescenza, Federico si assume i primi compiti di servizio agli altri: a quattordici anni diventa aiuto-animatore all’oratorio di San Pietro Apostolo. Affronta le fatiche dello studio sia alle elementari, sia alle medie, frequentate al conservatorio Francesco Venezze di Rovigo. 
Conclude la scuola dell’obbligo nel 1994, conseguendo il diploma con l’abilitazione all’insegnamento in teoria e solfeggio. La passione per la musica non lo abbandonerà, anzi, sarà uno dei suoi strumenti preferiti per l’educazione dei ragazzi: in parrocchia fonderà anche un coro, Gli Amici di Gesù.
Allo stesso tempo, lo sport fa parte della sua formazione: da piccolo gioca a calcio tra i Pulcini della Polisportiva Granzette, mentre da ragazzo pratica il karate, diventando cintura nera dopo soli quattro anni dall’inizio. 
Lascia quell’attività sportiva mentre frequenta il quarto anno di Ragioneria, anche perché, in quel periodo, inizia a lavorare come assicuratore. Dopo il diploma, s’iscrive all’università Cà Foscari di Venezia, ma solo per pochi mesi: accetta infatti un impiego nella banca Cari Verona, attualmente parte del gruppo Unicredit.

San Francesco e Assisi come punti di riferimento
Nel suo impegno come educatore, Federico ha un punto di riferimento fondamentale in san Francesco d’Assisi. Visita i luoghi francescani da solo o con i suoi ragazzi, ai quali indica il Santo come un modello raggiungibile anche da loro.  È membro della Gioventù Francescana ed è legato da vera amicizia con molti religiosi e religiose francescani. Frequenta poi Pelli Sintetiche, un gruppo giovanile di evangelizzazione ispirato al francescanesimo.
Assisi è anche il luogo del Corso Bancari, una proposta pastorale partita da alcuni Frati Minori e Suore Francescane Alcantarine con trascorsi nel mondo bancario e dell’economia: Federico frequenta le varie edizioni del Corso per conto proprio, ma più spesso convince amici e colleghi ad accompagnarlo.

L’amore per Sara Isolan
Nell’agosto 2002, durante un camposcuola organizzato dai Frati Cappuccini a Posina, Federico conosce Sara Isolan, una ragazza di Oppeano, un paese in provincia e diocesi di Verona. Prova per lei una simpatia immediata, ma si rende conto, col tempo, di essere innamorato. 
Per qualche mese s’interroga sulla natura di quel sentimento, tanto più che, al tempo, è fidanzato con un’altra ragazza. Consigliato da un suo educatore, va in vacanza con la fidanzata, ma capisce che Sara, ormai, è al centro dei suoi pensieri.
Nel novembre 2002 organizza un viaggio ad Assisi per i suoi adolescenti, a cui si unisce anche Sara con i ragazzi che a sua volta segue. Il 2 novembre, nei pressi della chiesa di San Damiano, si scambiano il loro primo bacio.
Gli amici di entrambi sono felici di questo amore, ma rimangono sorpresi nell’apprendere che Federico, dopo aver molto riflettuto, ha deciso di trasferirsi a Oppeano, il paese di Sara: nell’ottobre 2004 firma il rogito per il loro futuro appartamento.

Il viaggio missionario in Zambia e la rappresentazione di «Forza venite gente»
Nel febbraio 2003, Federico e Sara partono per Ndola, in Zambia, ospiti della Casa Famiglia «Holy Family» della Comunità Papa Giovanni XXIII. Quando però torna a casa, lui scopre che l’allestimento del musical «Forza venite gente», che aveva impostato prima di partire con i giovani della parrocchia di San Pietro, è stato ampiamente rimaneggiato.
Superati conflitti e malumori, lo spettacolo va in scena il 29 giugno a Granzette, per la festa patronale: Federico interpreta il ruolo di san Francesco.

I Clown 4
Sempre nel 2003, a settembre, Federico e Sara, con gli amici Daniela Fattori e Carlo Alberto Menini, danno vita a Clown4 Oppeano (in breve, Clown4), un gruppo per insegnare agli adolescenti animazione e tecniche di giocoleria: portano i ragazzi in case di riposo, case-famiglia e ospedali.
Federico è praticamente il centro del gruppo: presenta gli spettacoli, fa da filo conduttore, non ha paura neanche di fare lo sputafuoco. Nel frattempo, ha iniziato a inserirsi nella comunità cristiana di Oppeano, diventando educatore degli adolescenti al fianco di Sara.

La scoperta del melanoma
Nell’ottobre 2004 la madre di Federico trova che le lenzuola del suo letto sono sporche di sangue. Lui minimizza, parlando di una crosticina caduta da un neo che ha sulla caviglia sinistra, ma si convince a chiedere accertamenti.
Il 7 dicembre arriva il referto, che Valter va a ritirare per conto del figlio, ma, al momento di presentarsi, gli viene indicato di parlare direttamente col primario: Federico ha un melanoma positivo, con una penetrazione di cinque millimetri.
Tornato dal lavoro, riceve la diagnosi dai genitori, ma non appare troppo sconvolto: commenta che è meglio che sia successo a lui che non a loro, o a Sara. Lo riferisce anche a Paolo Brenzan, suo professore delle superiori, con serenità: «Ma non preoccuparti: se Cristo vuole, io vado da Lui». 

La decisione di perseguire un sogno di santità
Quando anche Sara viene a conoscenza del melanoma, non pensa minimamente ad annullare il matrimonio, trovandosi in pieno accordo con Federico. Il 17 giugno 2005 i futuri sposi invitano i loro dieci testimoni di nozze a una Messa celebrata solo per loro nella cappella dell’allora Seminario dei Cappuccini di Rovigo e consegnano una lettera personalizzata per ciascuno di loro.
Poco dopo, si confrontano con padre Lucio Saggioro, uno dei religiosi loro amici, che li ha accompagnati nella preparazione al matrimonio, svolta anche attraverso i Corsi Vocazionali e il corso per fidanzati ad Assisi: la consapevolezza che mostrano in quella scelta li lascia senza parole.
Andando a trovare ad Assisi un altro francescano, fra Simone Ceccobao, Federico dichiara, alla presenza della sua futura sposa: «Tutti ci reputano dei matti, degli stupidi, perché continuiamo a perseguire il nostro sogno di un matrimonio cristiano, quando le mie aspettative di vita sono molto incerte. Però nessuno ha capito cos’è che ci sta più a cuore. E la cosa che ci sta più a cuore è diventare santi».

Il matrimonio
Né la diagnosi, che comunque gli da apprensione, né un’alluvione, che rovina le bomboniere fatte a mano da Sara, fermano il loro progetto: Federico, che è appena stato operato, si precipita nel garage per salvarne quante più possibile e si adopera, insieme alla fidanzata e alle amiche di lei, nel rimetterle a nuovo. Infine, quattro giorni prima della data, muore Sergio, nonno materno di Sara, ma a quel punto i due giovani non sono più intenzionati a rimandare.
Il 10 settembre, finalmente, viene celebrato il matrimonio, nella chiesa di Santa Maria Addolorata e San Giovanni Battista a Oppeano. Terminato il rito, i novelli sposi leggono insieme una lettera di ringraziamento per tutti gli invitati, che Federico ha scritto la sera precedente. 
I novelli sposi trascorrono una settimana in Sardegna per il viaggio di nozze, ma prima fanno tappa a Roma, per l’Udienza Generale del Santo Padre, il 14 settembre: avevano programmato di presentarsi davanti a papa Giovanni Paolo II, per ringraziarlo delle sue parole ai giovani, ma si ritrovano al cospetto di papa Benedetto XVI, eletto nel frattempo.

L’incontro con don Oreste Benzi
Tornato a casa, Federico continua le terapie, ma è sempre più prostrato dal male. Nonostante questo, pianifica gli incontri per i suoi ragazzi, compreso quello previsto per l’8 giugno 2006, con un testimone d’eccezione: don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Tuttavia, quel giorno, sta molto male. Don Oreste, avvisato dagli amici di Federico, si presenta a casa sua, gl’impone le mani e prega su di lui, deciso a farlo venire ugualmente all’incontro. Di lì a poco, il giovane riacquista le forze necessarie per presentarsi davanti ai ragazzi.

L’ultimo spettacolo
Dal gennaio 2007, Federico si aggrava nonostante i cicli di terapie. Il 3 luglio 2007, giorno del suo ventiseiesimo compleanno, i suoi ragazzi lo invitano a tutti i costi a uscire, anche se è molto stanco e affaticato. Arrivati davanti alla chiesa di Oppeano, lo vestono e lo truccano da clown; quindi, sui gradini della chiesa, mettono in scena «Le stagioni della felicità», uno spettacolo che lui aveva progettato, ma non visto dal vivo, per il Carnevale di Oppeano.
Mentre i ragazzi si apprestano a brindare e a mangiare la torta, sentono il loro educatore commentare: «Eh, ho firmato un contratto con il Signore, questo è il mio ultimo compleanno». Tutti credono che stia scherzando, ma Federico sa, invece, di essere prossimo alla fine; allo stesso tempo, si sente nelle mani di Dio.

Gli ultimi mesi
All’incirca in quello stesso periodo, pubblica sul forum online di Pelli Sintetiche un messaggio per consolare Julia, una di quei giovani, addolorata per la morte di un amico. 
Sul finale, scrive: «Sto vivendo un’esperienza che mi sta insegnando una cosa: puoi dire di avere un pizzico di fede solo nel momento in cui sai accettare serenamente tutti i momenti della vita, tutte le situazioni belle, tutte le situazioni brutte, la gioia della condivisione e del sorriso, ma anche la tristezza e la disperazione dei momenti bui… Non è facile ma io, come tutti, la sto cercando e mi aiuta tanto dire: “Jesus, Jesus, you are my life…”. Così mi capita di vederlo, Gesù, ogni giorno nella mia vita… attraverso gli occhi di mia moglie, attraverso le preoccupazioni dei miei genitori, attraverso l’entusiasmo dei miei adolescenti, attraverso il perdono dopo aver peccato, attraverso le lacrime che ogni tanto bagnano il viso… 
Preghiamo per il tuo amico e per tutti quelli che cercano quel “granello di senape”...».
Il 24 luglio va all’ospedale di Legnago per la chemioterapia, ma è così debilitato che viene ricoverato nel reparto di Malattie Infettive, a causa della scarsità di posti; quasi subito viene trasferito in Oncologia. 

La morte
Gli amici pregano per lui e vengono a trovarlo, mentre i genitori si alternano a Sara per stargli accanto. Il 31 luglio Federico riceve l’Unzione degli Infermi da un altro frate amico, fra Matteo Marcheselli, appena arrivato da Assisi. 
Lo stesso giorno dona alla sua sposa un ultimo messaggio: «Sara è arrivato il momento, io sono pronto ad accogliere la volontà del Padre, Sara ricordati che io sarò sempre con te, non ti lascerò mai... io ti aspetterò... per me quando tu verrai non mi accorgerò del tempo che è trascorso perché dove vado io non c’è tempo... ricordati Sara in qualunque posto dove sarai io ci sarò... non ti lascerò mai sola». 
Il 1° agosto 2007 cerca di consolare l’amico e collega Massimo Piovan: «Mamo, sono morto, ma sono carico!». Lo stesso giorno riceve la sua ultima Comunione: viene dichiarato morto quando è ormai giunta la mattina del 3 agosto. 
Ai suoi funerali, celebrati il 7 agosto nella chiesa parrocchiale di Oppeano, partecipano quasi tutti gli abitanti del paese, insieme a una nutrita rappresentanza da Granzette. La celebrazione è scandita dai canti degli Amici di Gesù e dalle percussioni suonate dai giovani di Pelli Sintetiche, mentre la bara, all’uscita dalla chiesa, è accompagnata dagli esercizi di giocoleria dei Clown4, che continuano finché il corpo è sepolto nel cimitero di Oppeano.

La sua eredità
Federico ha segnato tutti quelli che l’hanno intercettato, sia conoscendo lui direttamente, sia ascoltando i racconti di Sara e degli amici. Il suo sogno di aprire la propria abitazione all’accoglienza di tanti giovani, iniziato già negli ultimi tempi della malattia, è ora portato avanti da Sara, che ha fondato Casa Azzurra, un insieme di appartamenti dove alcune ragazze vivono un tempo di discernimento, scandito dalla preghiera e dalla carità.
Le testimonianze dei familiari, dei colleghi, dei suoi ex ragazzi e degli amici sono state raccolte in alcune pubblicazioni autoprodotte, che hanno costituito la base della sua prima biografia completa, «Le stagioni della felicità – Federico Bazzan», scritta da Emilia Flocchini e da Matteo Liut, pubblicata a maggio 2026 dalle Edizioni Ares.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2026-05-23

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