Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione Testimoni > Don Egidio Viganò Condividi su Facebook

Don Egidio Viganò Salesiano

Festa: Testimoni

Sondrio, 26 luglio 1920 – Roma, 23 giugno 1995

Il 23 giugno 1995 Don Egidio Viganò, VII Successore di Don Bosco, lasciava questa terra e raggiungeva la Casa del Padre. Oggi, ad oltre trent’anni dalla sua scomparsa, la Famiglia Salesiana lo ricorda con gratitudine e con una rinnovata consapevolezza della perenne attualità del suo insegnamento e della sua testimonianza. Ha concluso il suo pellegrinaggio terreno circondato dalla preghiera e dall’affetto dei suoi confratelli, della Famiglia Salesiana e di numerosi amici che hanno riconosciuto in lui una guida paterna, un teologo profondamente radicato nella Chiesa e un interprete fedele e creativo del carisma di Don Bosco per il mondo contemporaneo.



Radici in Italia, cuore in America Latina
Nato a Sondrio, nel nord Italia, nel 1920 in una famiglia numerosa e profondamente cristiana, Egidio Viganò incontrò Don Bosco in tenera età e abbracciò la vocazione salesiana con convinzione e generosità. Da giovane salesiano fu inviato come missionario in Cile, dove avrebbe trascorso più di tre decenni di intensa attività apostolica e accademica. La sua identificazione con il continente era così profonda che arrivò a considerare l’America Latina come la sua “seconda patria” ed era universalmente considerato “latinoamericano d’adozione”.
In Cile coniugò lo zelo pastorale con una solida formazione teologica, conseguendo il dottorato in teologia presso l’Università Cattolica di Santiago, dove in seguito ricoprì i ruoli di professore e decano della Facoltà. La sua lucidità intellettuale e la sua fedeltà ecclesiale indussero i vescovi cileni a nominarlo esperto teologico (peritus) durante il Concilio Vaticano II. In quella sede seguì da vicino gli sviluppi dottrinali e il rinnovamento pastorale del Concilio, un’esperienza che avrebbe plasmato la sua visione per il resto della vita. In seguito si sarebbe dedicato a “condividere il pane del Concilio” con la Famiglia Salesiana attraverso le sue lettere e la sua animazione.

Rettore Maggiore e guida negli anni postconciliari
Eletto Rettore Maggiore durante il Capitolo Generale del 1977, Don Viganò fu riconfermato per tre mandati consecutivi, guidando la Congregazione per quasi diciotto anni. In un periodo segnato dal rinnovamento postconciliare e da profondi cambiamenti culturali, ha aiutato i salesiani a vivere il carisma di Don Bosco in profonda fedeltà alla Chiesa, pur rimanendo aperti alle sfide dei tempi moderni, specialmente negli anni che hanno preceduto il Grande Giubileo del 2000.
Il suo magistero come Rettore Maggiore è ricordato in particolare attraverso le sue Strenne annuali e le sue ricche lettere circolari. Con profondità intellettuale e sensibilità pastorale, ha insistito sul sentire cum Ecclesia – sentire e pensare con la Chiesa in obbedienza e amore per il Papa. Ha costantemente esortato la Famiglia Salesiana a rinnovarsi nella fedeltà, a riscoprire la ricchezza spirituale e pedagogica del Sistema Preventivo e a porre i giovani – specialmente i più poveri – al centro di ogni opera e progetto.

Al servizio della Chiesa universale
La stima di cui godeva don Viganò si estendeva ben oltre il mondo salesiano. Papa San Giovanni Paolo II gli affidò numerose responsabilità consultive, riconoscendo in lui un lucido interprete della vita consacrata e un educatore appassionato, attento alle questioni urgenti del mondo contemporaneo. Ha ricoperto il ruolo di membro o consultore di diversi organismi pontifici, tra cui il Pontificio Consiglio per i Laici, il Pontificio Consiglio per la Famiglia e la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Tra il 1980 e il 1994 ha partecipato, su nomina papale, a vari Sinodi dei Vescovi, offrendo preziosi contributi su temi quali l’evangelizzazione, la famiglia, i laici e la vita consacrata. Nel 1986 fu invitato a tenere gli esercizi spirituali per il Papa e la Curia Romana – un segno eloquente della fiducia riposta nella sua profondità spirituale e nella sua solidità dottrinale. Molti lo descrivevano come “un Don Bosco latinoamericano”, sottolineando la sua capacità di unire rigore teologico, creatività pastorale e vicinanza alle persone, specialmente ai giovani e ai poveri.

Una vita offerta nella sofferenza e nella speranza
Gli ultimi anni di vita di Don Viganò furono segnati dalla malattia, vissuta con serenità e abbandono alla volontà di Dio. Pur progressivamente indebolito dal cancro, non smise mai di accompagnare la Congregazione con la preghiera e il consiglio finché le forze glielo permisero. Il 23 giugno 1995 morì a Roma, assistito dai suoi confratelli e spiritualmente circondato dall’intera Famiglia Salesiana sparsa in tutto il mondo.
La notizia della sua scomparsa fu accolta con profonda commozione nelle presenze salesiane di tutti i continenti, tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, i collaboratori laici e i numerosi giovani che lo avevano incontrato attraverso le sue visite, i suoi scritti e la sua guida paterna. Nella tradizione salesiana, la sua morte fu vissuta non solo come un momento di lutto, ma come un invito a una rinnovata fedeltà a Don Bosco nella Chiesa di oggi.

Un’eredità che parla ancora oggi
Don Egidio Viganò lascia in eredità un ricco patrimonio di riflessione teologica e spirituale, in particolare attraverso le sue lettere come Rettore Maggiore, che continuano a nutrire l’identità e la missione della Famiglia Salesiana. In esse ha proposto percorsi di rinnovamento radicati nel Concilio Vaticano II, ha insistito sulla centralità di Cristo e dell’Eucaristia e ha costantemente indicato Maria Ausiliatrice come Madre e Maestra dei discepoli di Don Bosco. Le sue riflessioni sul ruolo del Direttore salesiano, sulla comunità come luogo di formazione e missione e sulla corresponsabilità dei laici all’interno del carisma rimangono di straordinaria attualità.
Ricordarlo oggi non è solo un atto di memoria storica, ma un invito a riscoprire la sintesi che egli incarnava: fedeltà a Don Bosco, alle Costituzioni e alla Chiesa; e la creatività nel rispondere alle nuove sfide culturali ed ecclesiali. In occasione di questo anniversario, la Congregazione rinnova il proprio impegno a una fedeltà coraggiosa e gioiosa, fiduciosa che lo spirito che animava Don Viganò continui a portare frutto nella missione a favore dei giovani in tutto il mondo.


Fonte:
www.infoans.org

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-06-23

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati