Carlo Tromellini nacque a Galliate (Novara) il 20 ottobre 1963. Fin da bambino si distingueva per il suo carattere solare, generoso e sensibile. Legatissimo al fratello Cesare, trascorreva con lui giornate giocose e spensierate. Vivace ed estroverso, possedeva una bontà rara: preferiva subire un rimprovero ingiusto piuttosto che accusare gli altri. Aveva un forte senso della giustizia e soffriva quando vedeva qualcuno trattato male. Tra le sue passioni, una occupava un posto speciale: il servizio all’Altare. Partecipava con entusiasmo alla S. Messa e si offriva sempre come ministrante. Fin da piccolo sviluppò una profonda amicizia con Gesù, imparando a trasformare ogni difficoltà in un’offerta d’amore. Quando la madre gli suggerì di offrire a Gesù le sue sofferenze e i suoi dispiaceri come “fioretti”, Carlo accolse quel consiglio con tale convinzione da farne uno stile di vita. A soli nove anni, un dolore alla gamba cambiò improvvisamente la sua esistenza. Gli esami rivelarono un osteosarcoma, una forma molto aggressiva di tumore osseo. Per tentare di salvargli la vita, fu necessario amputargli una gamba in un ospedale di New York. Nonostante la prova durissima, Carlo affrontò tutto con una serenità sorprendente. Nel 1974, durante un pellegrinaggio a Lourdes, pronunciò spontaneamente una preghiera che sarebbe diventata il cuore della sua testimonianza: offrì la propria vita per la conversione dei peccatori e perché le mamme dei bambini malati non dovessero più piangere. Poco dopo, la malattia si ripresentò con maggiore aggressività, costringendolo a nuove cure e a sofferenze sempre più pesanti. Anche nei momenti più difficili, Carlo non perse mai la serenità. Raccontò alla madre di aver sognato Gesù che gli chiedeva aiuto per portare la Croce, e lui aveva risposto con un convinto “sì”. Persino quando la chemioterapia ad altissime dosi gli procurò la perdita della vista, continuò a vivere con pace, dolcezza e abbandono totale alla volontà di Dio. Il 17 gennaio 1975, a soli dodici anni, Carlo concluse il suo cammino terreno.
Autore: Sr. Ch. Cristiana Scandura osc
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