Benedetto Pareto era un contadino della parrocchia di San Bartolomeo di Livellato, vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo, passato alla storia in quanto sarebbe stato testimone di un'apparizione della Vergine Maria, da cui ebbe origine il culto della Madonna della Guardia.
L'apparizione Secondo la tradizione, l'apparizione di Maria al contadino Pareto ebbe luogo il 29 agosto 1490 sul Monte Figogna. La storia della presunta apparizione è riportata in un memoriale notarile del 1530 da tre testimoni, verosimilmente tre contadini della Val Polcevera, che tra i primi accorsero all'appello del Pareto che cercava uomini e mezzi per la costruzione della primordiale Cappella. Il memoriale descrive il Pareto come un uomo umile e pio, che acconsentì con entusiasmo alla richiesta che la Madonna gli avrebbe fatto di dedicarle una cappella sulla vetta del Monte Figogna. Ma, lungo la strada di casa, venne dissuaso dalla moglie, la quale temeva per il danno alla reputazione che una storia così singolare avrebbe provocato tra la gente del paese. Questa inadempienza sarebbe costata al Pareto una grave caduta da un albero di fico. Ormai moribondo e giudicato spacciato, gli sarebbe stata offerta una nuova opportunità ed egli, in cambio della grazia della guarigione, si impegnò a mantenere la promessa fatta.
La casa del veggente Fonti storiche locali riferiscono che la sua famiglia viveva presso la località denominata ancora oggi dei Pareti, dove fino all'inizio del XX secolo erano ancora visibili i resti di un'abitazione a lui attribuita. Oggi in quel luogo sorge un complesso di due cappelle. La più grande venne edificata intorno al 1905, su commissione dell'allora parroco di Livellato don Eugenio Carossio, ed è stata affrescata tra il 1989 e il 1990 dal pittore e sacerdote genovese don Francesco Boccardo, con scene tratte dal racconto dell'apparizione o tratte dalla storia più recente del santuario, quali la visita di papa Giovanni Paolo II nel 1985. La seconda cappella, più piccola, custodisce una lapide del 1818, posta in quel luogo dall'Onorevole Masseria del Santuario, dove si legge: "In queste macerie vedi gli avanzi dell'abituro in cui soggiornava quel Benedetto Pareto al quale apparve la Regina del Cielo il 29 agosto 1490 e gli die' grazia di erigere in nome di Lei il tempio che torreggia in vetta al Figogna". Ogni anno, la seconda domenica di settembre, la cappella, detta della "II Apparizione", è meta di una solenne processione religiosa, organizzata dai parrocchiani di Livellato e dalla loro Confraternita. Nonostante l'umile origine, il cognome è attestato appartenere a nobile famiglia italiana originaria di Genova e Ovada.
Le notizie della tradizione orale Le notizie sulla vita del Pareto, al di là di quelle relative al presunto evento soprannaturale, sono poche e desunte soprattutto da fonti orali. Tra le scarse notizie, dall'iconografia tradizionale si desume che egli praticava la pastorizia, portando a pascolare il suo piccolo gregge lungo le pendici del monte Figogna; e dalla stessa sappiamo che presso la casa egli si prendeva cura di alcuni alberi da frutto, uno dei quali, un fico, gli provocò il drammatico incidente che la devozione attribuì al suo aver disatteso alla richiesta di Maria. La tradizione orale riporta i nomi della moglie, Teresa, e dei figli Bartolomeo e Pasquale, che forse realizzarono il primo piccolo albergo nei pressi della prima cappella. I loro discendenti edificarono intorno al 1651 un luogo di ristoro, nel bivio tra la strada per Livellato e l'appena realizzata direttrice per il Santuario.
La devozione dopo la sua morte Dopo la morte, la devozione popolare attribuì al Pareto l'appellativo di beato, utilizzato nonostante la mancanza del riconoscimento ufficiale della Chiesa.[1]. Una parte delle sue ossa fu conservata fino alla metà del XIX secolo in una cassetta di legno barocca, custodita nella chiesa di Livellato. Nel 1842, su decreto vescovile, venne rimossa e le ossa furono gettate in una fossa comune. Quelle custodite a tutt'oggi nell'oratorio di Livellato sono state riesumate all'inizio del XX secolo, ma recenti analisi scientifiche ne hanno rivelato la non autenticità. Nel 1998 furono riportate al santuario del Figogna alcune ossa ritenute di Benedetto Pareto, molto più numerose di quelle conservate a Livellato, e custodite per oltre settant'anni nel santuario della Madonna della Guardia di Tortona, fondato da don Luigi Orione. Le presunte reliquie, analizzate e ritenute non autentiche, sarebbero state cedute negli anni venti del XX secolo dall'allora rettore del Santuario mariano del Figogna, monsignor Clemente Malfatti, all'amico don Orione, in procinto di erigere a Tortona un grandioso santuario dedicato alla Madonna della Guardia.
Omelia del Card. Angelo Bagnasco (28 agosto 2013) Cari Fratelli e Sorelle Celebriamo la festa della Madonna della Guardia mentre l'Anno della Fede volge al termine, e questa sera vogliamo riflettere sulla fede alla luce del Santuario e della sua storia: vicenda che intreccia quattro figure: Maria Santissima, il Pareto, la moglie e il popolo. Nel 1490, la Madonna appare su questo monte e chiede la costruzione di una chiesa perché la gente possa venire in pellegrinaggio. Il messaggio è semplice e chiaro, direi scarno. Non succede questo nella fede? Quando Gesù chiama a seguirlo non dà molte spiegazioni, dice: "vieni e seguimi"; a chi gli domanda dove abiti, risponde asciutto: "venite e vedrete". Il Signore vuole che si muova il cuore non il calcolo se convenga seguirlo. E la nostra fede? Il nostro essere discepoli di Gesù? Non si crede per una serie di ragionamenti che rendono la fede evidente ¿ non crederemmo a Dio ma a noi stessi!-, e neppure per essere esonerati dalle sciagure della vita, ma perché ci fidiamo di Gesù e le sue parole scaldano il cuore, ci aprono alla libertà, all'amore, al destino: "La fede - scrive il Santo Padre Francesco - non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino" (Lumen fidei, 57). Ma Pareto - ecco il secondo personaggio - è un povero contadino, non ha mezzi, è sconosciuto, non conta nella società. Chi gli crederà? Come farà? Dio sceglie i piccoli per fare cose grandi, proprio perché appaia che è Lui all'opera attraverso la povertà dell'uomo. Il mondo, che poggia la propria sicurezza sul potere e la ricchezza, non prende in considerazione i poveri, neppure li vede: essi sono invisibili ai suoi occhi. Ma la storia, quella vera, passa, proprio attraverso di loro. Quante mamme e quanti papà, quanta gente umile fa onestamente il proprio dovere ogni giorno. Nessuno li conosce, non hanno i riflettori delle cronache, non vanno sui giornali, ma ci sono e sono loro che tengono insieme il tessuto sociale, sono punti di riferimento affidabili nei loro ambienti di vita, costruiscono reti di affetto di solidarietà, sono cemento buono per la coesione, aiutano e si aiutano a vivere con dignità e merito. Quando c'è qualche messaggio particolare da dare, la Madonna si mette in contatto con queste anime perché umili e semplici, aperte alla voce del Cielo. E noi, cari Amici, apparteniamo a questo popolo? Oppure invidiamo i potenti e i furbi che sembrano guidare la storia? Ma che cosa guidano in realtà? Solamente il bene rimane, tutto il resto fa danni ma non fa storia. La terza figura è la moglie del beato Pareto. Crede di sapere cosa c'è da fare; dissuade il marito dal prestare fede alla visione, lo consiglia di lasciar perdere perché gli altri non solo non gli crederanno, ma lo prenderanno in giro fino a considerarlo pazzo. Non è forse questo il modo di ragionare del mondo e a volte di alcuni cristiani? E non siamo tentati anche noi a fare lo stesso? Credere al Signore Gesù va bene, andare in Chiesa anche, essere onesti è doveroso, aiutare il prossimo è bello, ma tutto questo senza esagerare, con moderazione. "Sì ma non troppo", sembra essere il criterio per vivere la fede in un Dio che ci ama fino alla follia. Fuori da questa linea mediana, vista come equilibrio e saggezza, gli altri ci prenderebbero in giro ¿ pensiamo ¿ non ci capirebbero, direbbero che siamo degli esaltati, dei fanatici, che creiamo divisioni, che siamo intolleranti. Troveremo sempre qualcuno che ci consiglia che è meglio seguire la corrente, ché così non ci creiamo problemi: meglio pensare e fare come gli altri, secondo l'opinione comune e dominante. Il risultato sul Pareto è che si è fatto male ed stato costretto a letto per avere modo di riflettere sul suo comportamento debole e codardo. E noi? Il risultato della tiepidezza su di noi è l'insoddisfazione interiore e la noia della fede. Infatti, la mediocrità della vita non dà gioia a nessuno. Perché a volte vivere il cristianesimo sembra non riempire il cuore? Perché non si vive, ma si vivacchia la fede: "sì, ma non troppo!". Si vive forse l'amore quando si ha paura di amare troppo? Allora anche l'amore non soddisfa! Cari Amici, il quarto personaggio è il popolo. Ma su questo rifletteremo nella Messa di domani mattina con chi ci sarà. Ora chiediamo alla Madonna di aiutarci a credere veramente senza sconti, come Benedetto Pareto che, dopo la pausa dell'infortunio, supera ogni ostacolo e si fida di Dio. Cresceremo nella gioia. Chiediamo con il cuore la pace per il mondo, specialmente là dove è violenza e morte.
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