Dedicazione della Basilica Lateranense
Festa: 9 novembre — Festa
Nascita-morte: Dedicazione: 9 novembre 324
Nascita - morte:
Dedicazione: 9 novembre 324
Festa:
9 novembre — Festa
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 9 novembre
Martirologio Romano
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La Dedicazione commemora la consacrazione della cattedrale di Roma, l'Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La sua origine risale all'età di Costantino, quando, dopo il riconoscimento della libertà di culto cristiano nel 313, sorse un grande edificio destinato alle celebrazioni del vescovo di Roma. La tradizione liturgica attribuisce la dedicazione a papa Silvestro I, comunemente collocandola nel 324, benché la precisione della data antica non sia dimostrabile con la stessa sicurezza dell'esistenza della basilica costantiniana. Il Laterano è la cattedrale del papa in quanto vescovo di Roma, e per questo porta il titolo di 'madre e capo di tutte le chiese della città e del mondo'. La festa, estesa all'intero rito romano, non celebra la santità di una persona né un edificio isolato dalla comunità: richiama il valore della Chiesa riunita attorno al suo vescovo e la comunione delle Chiese con la sede romana. Secoli di concili, restauri, incendi e trasformazioni artistiche hanno fatto del complesso lateranense un documento fondamentale della storia del cristianesimo.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il Laterano prima della basilica
Il nome Laterano conserva la memoria di una famiglia dell'aristocrazia romana e di un'area urbana collocata sul margine sudorientale della città antica, presso il Celio. Prima dell'impianto cristiano il settore era occupato da proprietà residenziali e da strutture connesse all'organizzazione militare imperiale. La storia del luogo non può essere ricondotta senza residui a un unico palazzo donato da Costantino: scavi e ricerche topografiche hanno rivelato una stratificazione più articolata. In particolare, l'area della basilica interessò spazi già appartenuti agli equites singulares, la guardia a cavallo dell'imperatore, sciolta dopo la vittoria costantiniana su Massenzio nel 312.
La scelta del sito aveva un significato concreto. Consentiva di costruire un edificio monumentale su un terreno ormai disponibile all'autorità imperiale, evitando di intervenire nel centro cerimoniale tradizionale della Roma pagana. La vicinanza a proprietà imperiali favorì l'insediamento di una residenza episcopale, che nei secoli divenne il Patriarchio lateranense. Il nesso tra basilica, battistero e residenza del vescovo mostra fin dalle origini una concezione unitaria del complesso: non soltanto un luogo di preghiera, ma il centro della vita liturgica e amministrativa della Chiesa romana.
L'identificazione di singoli ambienti anteriori al IV secolo resta materia di studio archeologico. Non è corretto considerare ogni tradizione sulla casa dei Laterani o su Fausta, moglie di Costantino, una prova diretta della sequenza delle proprietà. Il quadro storico generale, tuttavia, è saldo: il cristianesimo romano acquisì qui, nella prima metà del IV secolo, uno spazio pubblico di dimensioni e dignità architettonica prima impensabili.
Costantino e la nascita della cattedrale
La vittoria di Costantino al ponte Milvio, nel 312, e gli accordi del 313 associati ai nomi di Costantino e Licinio segnarono una svolta nelle condizioni giuridiche delle comunità cristiane. Non significarono l'immediata scomparsa dei culti tradizionali, né l'istituzione del cristianesimo come religione esclusiva dell'impero. Aprirono però la possibilità di restituire beni confiscati e di sostenere pubblicamente edifici cristiani. La basilica lateranense appartiene a questa nuova stagione di patronato imperiale.
La costruzione è generalmente collocata nei primi decenni del IV secolo. Le fonti ecclesiastiche attribuiscono l'iniziativa a Costantino, mentre la tradizione liturgica lega la dedicazione a Silvestro I, vescovo di Roma dal 314 al 335. Alcune ricostruzioni ricordano anche il precedente pontificato di Milziade, morto nel 314, per le prime fasi dell'assegnazione dell'area. La data del 9 novembre 324, ripetuta in testi celebrativi e divulgativi, esprime la memoria ricevuta dalla liturgia: non va confusa con una data provata da un verbale contemporaneo di consacrazione.
Il primo edificio era una grande basilica a più navate, destinata a raccogliere una comunità numerosa e a rendere visibile il ministero del vescovo. Il suo impianto differiva dal tempio pagano classico: la forma basilicale, già nota all'architettura civile romana, si prestava a un'assemblea riunita per ascoltare la Parola e celebrare l'Eucaristia. La sede episcopale, con il suo presbiterio e la cattedra, dava all'edificio una precisa identità istituzionale.
La titolazione originaria al Santissimo Salvatore ricorda che il centro della dedicazione cristiana è Cristo. I nomi dei due Giovanni si aggiunsero nella storia successiva e si consolidarono progressivamente. Parlare semplicemente di 'San Giovanni in Laterano' è corretto nell'uso comune, ma il titolo completo conserva una successione di memorie religiose che non nacquero tutte contemporaneamente.
La dedicazione e il significato del 9 novembre
La dedicazione di una chiesa è un atto liturgico che destina stabilmente un edificio al culto divino. Nel cristianesimo antico il luogo consacrato non sostituiva la comunità dei battezzati: offriva a essa una sede riconoscibile, ordinata alla proclamazione della Scrittura, alla preghiera e alla celebrazione dei sacramenti. Per il Laterano tale funzione assumeva un rilievo particolare, perché vi si radunava la Chiesa di Roma intorno al proprio vescovo.
La memoria del 9 novembre collega l'edificio alle sue origini costantiniane. Le testimonianze posteriori trasmettono la dedicazione sotto Silvestro I; l'esatta cronologia della cerimonia primitiva non è altrettanto salda. Occorre distinguere la fondazione architettonica, la prima utilizzazione liturgica, la dedicazione tramandata e la formazione della festa annuale: sono aspetti connessi, ma non necessariamente coincidenti in un singolo giorno storicamente accertato.
La celebrazione fu dapprima legata alla città di Roma. La sua estensione al calendario del rito romano, ricordata dalle fonti pontificie in rapporto al XVI secolo, trasformò l'anniversario locale in un segno universale di comunione ecclesiale. L'attuale Martirologio Romano la presenta come festa della basilica costruita da Costantino in onore di Cristo Salvatore, sede dei vescovi di Roma, e interpreta la ricorrenza annuale come espressione di amore e unità con il Romano Pontefice.
La festa non coincide con una canonizzazione e non ha un santo individuale come protagonista. Per questa ragione termini quali nascita, morte, reliquie personali o patronato non possono essere applicati alla dedicazione come si farebbe per un martire. Il soggetto della commemorazione è un evento ecclesiale e il suo luogo storico, insieme alla comunità che esso rappresenta.
Il battistero e l'iniziazione cristiana
Accanto alla basilica si sviluppò il battistero lateranense, uno dei luoghi più importanti della storia dell'iniziazione cristiana occidentale. Il complesso battesimale, trasformato in più fasi, conserva la memoria dell'età tardoantica e della grande liturgia pasquale romana. La relazione tra cattedrale e battistero non è accessoria: attraverso il battesimo i nuovi fedeli entravano nella comunità che poi celebrava l'Eucaristia con il proprio vescovo.
L'edificio battesimale oggi visibile riflette in particolare interventi successivi alla prima fase costantiniana, fra cui quelli attribuiti al pontificato di Sisto III nel V secolo. La sua pianta ottagonale ha assunto nella tradizione cristiana un forte valore simbolico, legato all'ottavo giorno e alla vita nuova della risurrezione. È importante tuttavia distinguere il significato teologico attribuito alla forma dalla datazione materiale dei diversi elementi architettonici.
La presenza di oratori dedicati a santi e la successiva evoluzione delle intitolazioni contribuirono a formare la complessa identità del Laterano. Il rapporto con Giovanni Battista, figura eminentemente battesimale, risulta comprensibile in tale contesto, ma la storia precisa delle dediche richiede attenzione alle fonti di epoche differenti. La basilica e il battistero testimoniano così due dimensioni inseparabili: l'assemblea eucaristica e l'ingresso sacramentale nella Chiesa.
La cattedra del vescovo di Roma
Il Laterano è la cattedrale di Roma perché custodisce la sede liturgica del suo vescovo. Il titolo di cattedrale dipende dalla cattedra episcopale e non dalle dimensioni dell'edificio, dalla sua fama artistica o dalla presenza abituale del pontefice. La basilica di San Pietro in Vaticano, pur essendo centrale per la memoria dell'apostolo Pietro e per molte celebrazioni papali, non sostituisce questa qualifica propria del Laterano.
Il complesso lateranense fu per molti secoli il fulcro della vita dei papi. Il Patriarchio ospitava la corte pontificia, ambienti amministrativi e spazi cerimoniali. Le liturgie solenni, le ordinazioni, gli incontri ecclesiastici e le decisioni di governo si svolgevano in un contesto in cui la funzione religiosa e quella istituzionale erano strettamente intrecciate. La cattedrale era quindi il luogo nel quale l'identità della Chiesa romana prendeva forma visibile.
Il titolo latino 'Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput' esprime la posizione simbolica della cattedrale romana nell'orizzonte cattolico. Non significa che tutte le chiese del mondo derivino materialmente dalla costruzione lateranense, né che essa sia la più antica comunità cristiana. Richiama invece il ruolo della sede episcopale di Roma nella comunione ecclesiale. È un titolo storico ed ecclesiologico, non una descrizione archeologica.
Quando i pontefici trasferirono progressivamente la loro residenza in altri luoghi, il Laterano conservò la dignità di cattedrale. La distinzione tra residenza effettiva del papa e sede della sua cattedra permette di comprendere la continuità della sua funzione anche dopo la crisi del complesso medievale.
I concili lateranensi e la storia della Chiesa
La basilica e il palazzo lateranense furono teatro di riunioni ecclesiastiche di grande importanza. Cinque concili riconosciuti come ecumenici dalla Chiesa cattolica portano il nome di Lateranensi: quelli del 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512-1517. La loro storia non coincide con una serie omogenea di eventi: ciascuno rispose a conflitti e necessità proprie della sua epoca.
Il Lateranense I, celebrato sotto Callisto II nel 1123, intervenne nel contesto della soluzione della lotta per le investiture. Il Lateranense II del 1139 affrontò, tra l'altro, le conseguenze dello scisma che aveva contrapposto Innocenzo II e Anacleto II. Il Lateranense III, riunito nel 1179 sotto Alessandro III, fissò disposizioni importanti per l'elezione pontificia, fra cui la maggioranza dei due terzi dei cardinali elettori. Questi concili mostrarono come il Laterano fosse ancora il luogo naturale delle grandi assemblee della Chiesa latina medievale.
Il Lateranense IV, convocato da Innocenzo III nel 1215, ebbe una portata particolarmente vasta. Trattò questioni dottrinali, disciplinari e pastorali; il suo canone 21, noto dall'incipit 'Omnis utriusque sexus', disciplinò la confessione annuale dei fedeli giunti all'età della discrezione e la comunione pasquale. La sua influenza sulla vita religiosa dell'Occidente fu duratura. Le decisioni conciliari vanno però comprese anche nel loro contesto storico, compresi aspetti oggi oggetto di critica per le misure discriminatorie verso gruppi religiosi.
Il Lateranense V, aperto da Giulio II nel 1512 e concluso sotto Leone X nel 1517, appartiene ormai alla prima età moderna. La denominazione comune di questi concili documenta la permanenza del Laterano come riferimento istituzionale anche quando il papato aveva modificato le proprie sedi di residenza e le proprie forme di governo.
Crisi medievali, incendi e ricostruzioni
L'edificio costantiniano non è rimasto immutato. Guerre, terremoti, incendi, restauri e rifacimenti hanno alterato progressivamente la sua fisionomia. Nel Medioevo la basilica fu più volte riparata e arricchita. Le trasformazioni rispondevano sia a danni materiali sia a esigenze liturgiche, artistiche e rappresentative, in una città che mutava profondamente.
Particolarmente gravi furono gli incendi del 1307 e del 1361. Le testimonianze conservate dalla documentazione della basilica descrivono danni alle strutture, alle colonne e agli arredi. Il primo incendio intervenne alla vigilia del periodo in cui i papi risiedettero prevalentemente ad Avignone. La distanza della corte pontificia rese più difficile garantire la manutenzione di un complesso esteso e costoso. Non è però esatto immaginare un abbandono assoluto: restauri e interventi continuarono, seppure in condizioni difficili.
La residenza papale si spostò in seguito stabilmente verso il Vaticano. La cattedrale mantenne il suo rango, mentre l'antico Patriarchio perse la funzione di sede quotidiana del governo pontificio. La distinzione fra continuità istituzionale e discontinuità materiale è essenziale: il Laterano rimase la cattedrale romana anche quando l'aspetto architettonico e l'uso dei suoi edifici mutarono radicalmente.
Nel corso dei secoli, i restauri incorporarono elementi di epoche precedenti, ne sostituirono altri e produssero nuove stratificazioni. La basilica attuale è dunque un monumento composito, la cui identità storica deriva dalla continuità del luogo e della funzione più che dall'integrale sopravvivenza della fabbrica del IV secolo.
Il Rinascimento e il rinnovamento urbano
Nel tardo Medioevo e nel Rinascimento i pontefici promossero interventi che coinvolsero la basilica, il battistero, gli edifici adiacenti e il tessuto urbano circostante. La necessità di garantire accessi, percorsi cerimoniali e un'immagine adeguata alla cattedrale romana si accompagnò a programmi di sistemazione della città. Il Laterano non era un edificio isolato: dialogava con piazze, strade, residenze e altri santuari della Roma cristiana.
Sisto V, alla fine del XVI secolo, impresse al complesso una trasformazione urbanistica di particolare rilievo. Il nuovo palazzo lateranense, realizzato nell'ambito degli interventi diretti da Domenico Fontana, sostituì gran parte delle antiche strutture residenziali. Le grandi direttrici viarie e le sistemazioni monumentali del pontificato inserirono il Laterano in una rete di luoghi sacri connessi anche dai percorsi dei pellegrini.
L'architettura del periodo esprimeva un mutamento di linguaggio rispetto alla basilica paleocristiana, senza cancellare il significato della sua dedicazione. La centralità del Salvatore e della sede episcopale rimaneva il fondamento religioso, mentre il rinnovamento edilizio rispondeva a esigenze pratiche e rappresentative della Chiesa post-tridentina. Le trasformazioni del quartiere documentano il modo in cui ogni epoca ha reinterpretato il luogo senza poterlo ricondurre a una sola fase artistica.
Borromini e la basilica barocca
Nel XVII secolo, sotto Innocenzo X, Francesco Borromini ricevette l'incarico di rinnovare l'interno della basilica in vista del giubileo del 1650. L'intervento fu imponente e contribuì in misura decisiva all'immagine oggi riconoscibile delle navate. Borromini lavorò entro i vincoli di una fabbrica venerata per la sua antichità, cercando di conferire unità formale a strutture di epoche diverse.
La navata centrale fu articolata mediante grandi pilastri e nicchie, destinate in seguito a ospitare le statue monumentali degli apostoli. La soluzione barocca non equivale a una ricostruzione integrale ex novo: conserva e riorganizza elementi preesistenti, introducendo al tempo stesso un nuovo ordine architettonico. L'attenzione ai ritmi spaziali e alla luce trasformò la percezione dell'interno e il suo rapporto con le navate laterali.
Nel Settecento Alessandro Galilei realizzò la grande facciata, completata nel 1735, coronata da statue monumentali. La sua immagine solenne è divenuta uno dei segni più noti della basilica. Il fatto che l'esterno più celebre appartenga al XVIII secolo e l'origine dell'edificio al IV non costituisce una contraddizione: testimonia una continuità di culto attraverso mutamenti artistici profondi.
La lettura storica del Laterano richiede quindi di evitare due errori opposti: considerare ogni elemento attuale costantiniano, oppure pensare che i rifacimenti moderni abbiano cancellato il valore delle origini. La stratificazione stessa è parte della storia della cattedrale.
Altare, abside, mosaici e memoria apostolica
La basilica custodisce opere e arredi che riflettono epoche differenti. Il grande ciborio medievale dell'altare papale, connesso al rinnovamento del XIV secolo, è uno dei principali punti focali dello spazio liturgico. La tradizione delle reliquie delle teste degli apostoli Pietro e Paolo, custodite nel complesso del ciborio, appartiene alla storia cultuale della basilica: la venerazione ecclesiastica va distinta da una dimostrazione storico-scientifica dell'identità materiale dei resti.
L'abside conserva una complessa tradizione figurativa. Il mosaico medievale associato a Jacopo Torriti, realizzato alla fine del XIII secolo e poi coinvolto nei rifacimenti ottocenteschi dell'abside, presenta un programma teologico incentrato su Cristo, sulla croce e sulla Chiesa. I simboli delle acque vivificanti e della Gerusalemme celeste rinviano a una lettura biblica dell'edificio come spazio dell'assemblea dei credenti.
Anche il chiostro cosmatesco, realizzato dalla famiglia dei Vassalletto tra XII e XIII secolo, conserva un'importante testimonianza della cultura artistica medievale romana. Il pavimento e altri elementi decorativi documentano il rapporto fra liturgia, committenza pontificia e maestranze specializzate. Il valore della basilica non è quindi riducibile a un unico capolavoro: risiede nell'insieme di architettura, arredi, memoria storica e uso rituale.
La presenza di reliquie e immagini sacre spiega la forza devozionale del Laterano, ma la festa del 9 novembre rimane propriamente la commemorazione della dedicazione della cattedrale. I singoli oggetti venerati partecipano alla storia del luogo senza costituire il soggetto principale della ricorrenza.
La festa nel calendario della Chiesa
Nel calendario romano la Dedicazione della Basilica Lateranense è celebrata il 9 novembre con il grado di festa; nella cattedrale stessa la ricorrenza possiede una particolare solennità locale. La distinzione tra il grado previsto nel calendario generale e quello della celebrazione nella propria chiesa è importante: i testi pontifici possono parlare della solennità lateranense senza modificare per questo la classificazione generale della festa.
Le letture bibliche scelte per la celebrazione illuminano il significato del tempio cristiano. La visione dell'acqua che scaturisce dal santuario nel libro di Ezechiele, il tema della comunità come edificio di Dio nella prima lettera ai Corinzi e l'episodio evangelico della purificazione del tempio secondo Giovanni collegano il luogo sacro a Cristo e al popolo dei credenti. La frase evangelica sul tempio del corpo di Gesù impedisce di interpretare la dedicazione come una sacralizzazione puramente materiale delle mura.
La liturgia insiste così su due livelli complementari. Il primo è storico: una basilica concreta, con una fondazione antica e una funzione episcopale. Il secondo è teologico: la comunità cristiana, unita a Cristo, è chiamata a essere tempio spirituale. La festa conserva il suo significato proprio quando entrambi i livelli restano visibili e nessuno annulla l'altro.
L'universalità della ricorrenza è singolare. Molte cattedrali celebrano il proprio anniversario di dedicazione nel calendario locale; quella lateranense è ricordata in tutto il rito romano per il legame con la sede del vescovo di Roma. Tale estensione non cancella le altre Chiese particolari, ma richiama la comunione tra esse.
Il Laterano tra Ottocento e contemporaneità
L'Ottocento portò ulteriori lavori alla basilica, fra cui il rifacimento dell'abside promosso sotto Leone XIII e realizzato da Virginio Vespignani. Questi interventi suscitarono e continuano a suscitare interrogativi sul rapporto tra conservazione del patrimonio medievale e aspirazione a un'immagine monumentale coerente. La storia del Laterano è anche storia delle diverse idee di restauro e del valore attribuito alle testimonianze del passato.
Nel 1929 i Patti Lateranensi, firmati nel palazzo lateranense, segnarono una svolta nei rapporti fra Santa Sede e Stato italiano. La coincidenza del nome non deve confondere il trattato politico con la festa liturgica: il primo riguarda la soluzione della questione romana e il quadro giuridico delle relazioni istituzionali; la seconda celebra la dedicazione della cattedrale. Il complesso lateranense continua tuttavia a essere un luogo nel quale storia religiosa e storia civile si incontrano.
Nel Novecento e nel XXI secolo il Laterano ha conservato la funzione di cattedrale del papa. Qui si celebrano liturgie proprie della diocesi romana, compresa la presa di possesso della cattedra da parte dei nuovi pontefici. Le visite e le omelie papali hanno ripetutamente richiamato il carattere della basilica come segno della Chiesa viva, non soltanto come monumento storico.
Il 9 novembre 2024 papa Francesco firmò una lettera con la quale incoraggiava le Chiese particolari a ricordare annualmente, proprio in questa data, i propri santi, beati, venerabili e servi di Dio, senza istituire una nuova memoria liturgica. L'iniziativa collega la festa della cattedrale romana alla ricchezza delle Chiese locali. Il 9 novembre 2025 Leone XIV presiedette nella basilica la celebrazione della dedicazione, interpretandola nuovamente come richiamo all'unità e alla costruzione della comunità ecclesiale.
Approfondimenti
Il titolo di madre e capo
Il primato simbolico della cattedrale romana non dipende dalla grandezza della sua cupola o dal numero dei pellegrini. La formula 'madre e capo' indica il riferimento alla sede episcopale del pontefice e alla comunione delle Chiese. Non cancella l'antichità di altre comunità cristiane, né trasforma la basilica in origine materiale di ogni edificio sacro. La sua specificità è istituzionale, liturgica e storica.
Una dedicazione, non una biografia personale
Il genere della festa richiede una particolare attenzione storico-critica. La memoria di un edificio consacrato non può essere descritta con categorie proprie di un santo: non vi sono nascita, morte, canonizzazione o patronati personali. Il contenuto agiografico consiste nella storia della comunità cristiana, del culto e delle testimonianze ecclesiali connesse al luogo. Questa distinzione aiuta anche a comprendere perché la festa abbia letture bibliche dedicate alla Chiesa come tempio vivente.
La memoria costantiniana e la data del 324
La tradizione ufficiale collega la dedicazione a Silvestro I e spesso al 9 novembre 324. La cronologia esatta della cerimonia originaria, però, non è sostenuta da una registrazione contemporanea universalmente riconosciuta. È storicamente solida la fondazione costantiniana nel IV secolo; la precisione del giorno e dell'anno appartiene alla memoria liturgica trasmessa. La distinzione non riduce il valore della festa, ma evita di attribuire alle fonti più di quanto consentano.
Curiosità
- La basilica di San Pietro in Vaticano non è la cattedrale di Roma: questo titolo spetta al Laterano.
- La facciata oggi più nota risale al XVIII secolo, mentre la fondazione della basilica appartiene al IV secolo.
- Nel palazzo lateranense furono firmati nel 1929 i Patti Lateranensi, distinti dalla ricorrenza liturgica del 9 novembre.
Cronologia
- 312 - Vittoria di Costantino su Massenzio e trasformazione del quadro politico romano.
- 313 - Accordi imperiali che garantiscono libertà di culto ai cristiani.
- Prima metà del IV secolo - Costruzione della basilica costantiniana del Laterano.
- 9 novembre 324 - Data tradizionale della dedicazione attribuita a Silvestro I.
- 1123-1517 - Celebrazione dei cinque concili ecumenici lateranensi.
- 1307 e 1361 - Gravi incendi e successive ricostruzioni.
- Fine del XVI secolo - Sistemazioni urbanistiche del complesso sotto Sisto V.
- Metà del XVII secolo - Rinnovamento dell'interno sotto Innocenzo X e Borromini.
- 1735 - Completamento della facciata di Alessandro Galilei.
- 1929 - Firma dei Patti Lateranensi nel palazzo lateranense.
Valutazione storico-critica
- La fondazione costantiniana e la funzione di cattedrale romana sono storicamente ben attestate.
- La data precisa del 9 novembre 324 e la cerimonia attribuita a Silvestro I appartengono alla tradizione liturgica; la loro precisione cronologica non è confermata da un verbale contemporaneo.
- Le varie dediche al Salvatore, al Battista e all'Evangelista riflettono fasi differenti della storia cultuale; le ricostruzioni dei singoli passaggi non sono sempre uniformi.
- La basilica attuale comprende strutture e opere di molte epoche: non coincide integralmente con l'edificio costantiniano.
- Le reliquie apostoliche sono oggetto di venerazione tradizionale, distinta dall'accertamento storico dell'identità dei resti.
- La celebrazione del 9 novembre è una festa di dedicazione e non una commemorazione di un santo canonizzato.
Fonti e bibliografia essenziale
- Benedetto XVI, Angelus, 9 novembre 2008.
- Giovanni Paolo II, Angelus, 9 novembre 1986.
- Francesco, Lettera per il ricordo nelle Chiese particolari dei propri Santi, Beati, Venerabili e Servi di Dio, 9 novembre 2024.
- Leone XIV, Omelia nella dedicazione della Basilica Lateranense, 9 novembre 2025.
- Vicariato di Roma, La festa della dedicazione di San Giovanni in Laterano, 9 novembre 2020.
- Arcibasilica Papale San Giovanni in Laterano, documentazione storico-artistica sulla navata centrale, portale della Santa Sede.
