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San Diego di Alcalá Religioso dei Frati Minori

Festa: 12 novembre

Alcalá del Puerto, Spagna, ca. 1400 - Alcalá de Henares, Spagna, 12 novembre 1463

È uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, addetto ai lavori vari per la comunità. Nel 1441 lo mandano nelle Canarie. E cinque anni dopo viene promosso guardiano del convento di Fuerteventura. La sua predicazione irrita i colonizzatori. Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste dalla quale fra Diego non fugge: assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli e cerca di organizzare distribuzioni di viveri a Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares.

Etimologia: Diego = istruito, dal greco

Martirologio Romano: Ad Alcalá de Henares in Spagna, san Diego, religioso dell’Ordine dei Minori, che sia nelle isole Canarie sia a Roma nel monastero di Santa Maria in Ara Coeli rifulse per umiltà e carità nella cura degli infermi.

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Dell’infanzia di Diego si hanno scarse notizie. Nasce intorno al 1400 in Spagna, a San Nicolas del Puerto (Andalusia), in una modesta famiglia. Diego, fin da giovane, sceglie di condurre una vita solitaria, non perché privo di senno. Al contrario, Diego è un uomo gradito a Dio. Prega e ha il dono di riuscire a guarire le malattie. Trova rifugio vicino al suo paese, in mezzo alla natura e per cibarsi coltiva un orticello. Svolge anche lavori umili e viene ripagato con vecchi vestiti che usa per coprirsi. La gente lo nota. Tutti parlano di lui. Diventa famoso. E questa è l’ultima cosa che il giovane, molto umile, avrebbe voluto. Allora decide di entrare in un convento nei pressi di Cordova, ad Arizafe. Indossa il saio francescano e, per le sue qualità, nel 1441 viene inviato missionario nelle Isole Canarie, situate accanto all’Africa Nord Occidentale, sull’Oceano Atlantico.
Diego si dà tanto da fare come guardiano del convento per aiutare e convertire il popolo, ed è così bravo da essere nominato superiore. È ben voluto dai religiosi e dai poveri indigeni. Non dai colonizzatori che preferiscono dominare gente analfabeta, superstiziosa e lontana da Dio. Così il bravo Diego nel 1449 deve ritornare in patria dove ricomincia a svolgere le sue mansioni di cuoco e portinaio. Un anno dopo si reca a Roma mentre infuria l’epidemia di peste. È un fuggi fuggi dal contagio. Lo stesso papa Niccolò V ripara a Fabriano (Ancona). Non Diego, ovviamente. Eroicamente, lui rimane con i poveri disperati, li cura, organizza in condizioni estreme, ma con coraggio e successo, la distribuzione di cibo per le strade. Si occupa dei frati ammalati e molti di loro, grazie a Diego, guariscono. Anche in Spagna, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita, Diego si rende protagonista di miracoli eclatanti. Un giorno cerca di portare fuori dal convento una cesta colma di pane per i poveri affamati. Il buon Dio, per agevolarlo nel compito, trasforma i panini in petali di rose. Quando, poi, il lavoro in cucina è troppo gravoso, ecco alcuni angeli aiutare con gioia il frate.
Termina la sua vita sulla Terra nel 1463 ad Alcalà de Henares (Madrid). San Diego è popolarissimo in Spagna e nell’America Latina. In California (USA), una città porta il suo nome, San Diego. Diventa santo nel 1588 anche grazie al sostegno del re Filippo II, riconoscente al conterraneo Diego, per aver ascoltato le sue preghiere e salvato il figlio don Carlos da un mortale rischio. Il santo spagnolo viene invocato contro ogni malattia.

Autore: Mariella Lentini
 


 

E' uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo: prega, coltiva un orto, fabbrica oggetti di uso domestico, che poi scambia con panni per vestirsi. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, senza gli Ordini, addetto ai lavori vari per la comunità.
Nel 1441 lo mandano nelle Canarie – lui che non è prete – a radicarvi meglio il cristianesimo, in un ambiente ancora percorso da vecchie superstizioni. E cinque anni dopo, sempre lì, eccolo promosso “guardiano” (cioè capo) del convento di Fuerteventura. Un segno dell’efficacia della sua missione tra la gente; ma la sua predicazione irrita i colonizzatori (le isole non sono ancora ufficialmente dominio della Spagna) ai quali gli “indigeni” vanno bene superstiziosi, disuniti, sottomessi.
Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste, che blocca l’afflusso di pellegrini e provoca diserzioni tra i vertici ecclesiastici: anche papa Niccolò V fugge (a Fabriano), e i dignitari della Curia "fuggono da Roma, come gli apostoli fuggirono da Gesù il Venerdì santo!": così scrive indignato un autorevole pellegrino tedesco.
Fra Diego non fugge. Assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli, e cerca di organizzare distribuzioni di viveri in mezzo al caos di Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares. Negli ultimi anni corrono fitte voci di suoi prodigi: il Signore lo avrebbe aiutato un giorno a far uscire dal convento il pane per i poveri, trasformando le pagnotte in rose; e quando il lavoro di cuoco si faceva pesante, ecco scendere in cucina degli angeli per aiutarlo...
Questi racconti saranno poi illustrati nei cicli pittorici di Bartolomé Estéban Murillo e Annibale Carracci. La fama di santità intanto perdura, e nel secolo successivo la causa canonica viene sostenuta anche da re Filippo II di Spagna; suo figlio don Carlos è sfuggito a un mortale pericolo, ed egli ne dà merito all’intercessione di frate Diego. Papa Sisto V lo proclama santo nel 1588.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2023-10-27

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