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Sant' Efisio di Cagliari Martire

Festa: 15 gennaio

III-IV sec.

La popolarità del santo Efisio, martire orientale venerato in Sardegna, è dovuta principalmente alla Passio scritta da un certo prete Mauro, che narra in modo agiografico il suo martirio. Gli studiosi ritengono che questo testo sia un falso, ma ha avuto una straordinaria popolarità e ha fornito lo spunto a raffigurazioni pittoriche degne di ammirazione. Le reliquie di Efisio furono rimosse da una chiesa presso Capo Pula e trasportate a Cagliari per maggiore sicurezza durante le invasioni barbariche. Il culto di Efisio ebbe un grande ritorno di fiamma nel 1793, quando i sardi si opposero vittoriosamente ai Francesi, che tentavano di impadronirsi dell'isola. A Efisio venne attribuito quel grosso successo militare e fu proclamato comandante supremo dei combattenti.

Emblema: Palma

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La popolarità di questo santo, soprattutto in Sardegna e a Cagliari in particolare, dove il 1° maggio si svolge la solenne processione detta "il calendimaggio cagliaritano", dovuta al racconto del suo martirio scritto da un certo prete Mauro, che asserisce di essere stato tra i testimoni della gloriosa morte di S. Efisio "a principio usque ad finem", cioè dall'inizio dei terribili supplizi, ai quali il martire fu sottoposto, fino alla conclusione del cruento dramma. Gli studiosi non ne sono per nulla convinti e ritengono l'autore di questa Passio, scritta dopo la liberazione della Sardegna dai Saraceni, un insigne falsario.
E’ difficile infatti dargli credito là dove afferma di aver fatto il racconto del martirio di Efisio su preghiera di questi, perché la sua morte per Cristo fosse di esempio ai posteri. La scarsa originalità del suo racconto ha fatto pensare al plagio degli Atti del martirio di S. Procopio, martire palestinese. Il Martirologio Romano pone il martirio di S. Efisio a Cagliari, il 15 gennaio, durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano.
Pochi sono gli episodi originali e presumibilmente autentici narrati dal maldestro biografo di S. Efisio. Ciononostante questo testo ha avuto una straordinaria popolarità e ha fornito lo spunto a raffigurazioni pittoriche degne di ammirazione, come gli affreschi di Spinello Aretino, che in sette mesi, a partire dal settembre del 1391, dipinse nel Camposanto di Pisa l'intero ciclo della vita del martire cagliaritano.
Il Lanzoni, nel suo commento al Martirologio Romano, dice: "Al tempo delle invasioni barbariche le reliquie del santo sarebbero state rimosse da una chiesuola, che esiste ancora presso Capo Pula, non lungi dall'antica Nora, e trasportate dentro Cagliari per maggiore sicurezza. In verità quella chiesa ha restituito due iscrizioni cristiane antiche, quantunque non datate. Ma nulla si conosce del martire, fuori della sua passione.
Una volta S. Efisio era venerato dai sardi insieme con S. Potito di Sardica, questi il 13 gennaio e S. Efisio il 15. S. Potito, le reliquie del quale si venerano a Nora con quelle di S. Efisio, fu creduto sardo, mentre egli senza dubbio appartenne a Sardica. Fu martire orientale anche S. Efisio. Il culto di quest'ultimo ebbe nel 1793 un grande ritorno di fiamma, quando i sardi si opposero vittoriosamente ai Francesi, che tentavano di impadronirsi dell'isola. S. Efisio, al quale venne attribuito quel grosso successo militare, fu proclamato comandante supremo dei combattenti.

Autore: Piero Bargellini




Il Lanzoni, con l'acume e l'equilibrio che gli sono propri, ci informa che la passio di Efisio è assai tarda e che fu composta probabilmente «dopo la liberazione dell'isola dai Saraceni e sulla falsariga di quella di s. Procopio». Il suo martirio è posto a Cagliari sotto Diocleziano il 15 gennaio o il 13 novembre. «Al tempo delle invasioni barbarichele reliquie del santo sarebbero state rimosse da una chiesuola, che esiste ancora presso Capo di Pula, non lungi dall'antica Nora, e trasportate dentro Cagliari per maggior sicurezza. In verità quella chiesa ha restituito due iscrizioni cristiane antiche, quantunque non datate. Ma nulla si conosce del martire, fuori della sua passione. Una volta s. Efisio era venerato dai Sardi insieme cons. Potito di Sardica, questi il 13 gennaio e s. Efisio il 15. San Potito, le reliquie del quale si veneravano a Nora con quelle di s. Efisio, fu creduto sardo, mentre egli senza dubbio appartenne a Sardica. Fu martire orientale anche s. Efisio».
I Bollandisti, nel Commento al Martirologio Romano, dopo aver messo in rilievo che il prete Mauro, autore della passio, asserisce di essere stato presente al martirio del santo «a principio usque ad finem» e di averne fatto la narrazione su preghiera di lui ad esempio dei posteri,concludono che si tratta di un insigne falsario, che adattò al suo eroe gli Atti, a loro volta favolosi, di s. Procopio, martire in Palestina. Infine il Delehaye (Les légendes hagiographiques, Bruxelles 1953, pp. 135-36) nota che di originale negli Atti di Efisio non vi sono che alcuni episodi marginali mal cuciti tra loro e alcuni nomi di luogo. Il rimaneggiamento è così superficiale e grossolano che il racconto non ha neppure l'apparenza della verosimiglianza. Ciononostante a Cagliari esiste unaantica chiesa dedicata al nostro santo, restaurata nei secc. XVI e XVIII.
Fin dal Cinquecento sono sorte confraternite in onore di Efisio e dal 1657 egli è festeggiato il 1° maggio con una solenne processione detta «il calendimaggio cagliaritano». Nel 1793 i Sardi si opposero ai Francesi, che volevano impossessarsi dell'isola: la loro vittoria fu attribuita ad Efisio, proclamato comandante supremo dei combattenti.


Autore:
Pietro Burchi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2008-05-04

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