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San Barsimeo (Barsamya) Vescovo di Edessa

Festa: 30 gennaio

II-III sec.

Fu martirizzato sotto l'imperatore Traiano, secondo la tradizione, nel 106 o 112. Tuttavia, secondo un'analisi critica degli atti siriaci che raccontano la sua vita, la data più probabile è il 249, durante la persecuzione di Decio. In ogni caso, Barsimeo fu un fervente evangelizzatore che si prodigò per la conversione dei suoi concittadini, in particolare di Sarbil, prete pagano, e di Bebaia, sua sorella. La sua attività missionaria attirò l'attenzione delle autorità romane, che lo accusarono di sedizione e lo sottoposero a numerosi supplizi. Grazie a un editto di tolleranza emanato dall'imperatore, Barsimeo fu rilasciato dal carcere e poté riprendere la guida della sua Chiesa, che governò fino alla morte. Il culto di Barsimeo fu molto diffuso nella Chiesa siriaca, dove è venerato come santo il 30 gennaio o l'8 ottobre.

Martirologio Romano: A Edessa nell’Osroene, oggi in Turchia, san Barsimeo, vescovo: si tramanda che per la fede in Cristo sia stato battuto con verghe sotto l’imperatore Decio; terminata la persecuzione e rilasciato dal carcere, si dedicò per il resto della sua vita con sommo impegno al governo della Chiesa a lui affidata.


Il Martirologio Romano ha introdotto il 30 gennaio la commemorazione di Barsimeo (Barsamya), vescovo di Edessa, martirizzato sotto l'imperatore Traiano (nel 106 o 112, secondo i dati discordanti dei suoi Atti), per aver manifestato uno zelo troppo ardente nella conversione dei suoi concittadini, in particolare di Sarbil, prete pagano e di Bebaia, sua sorella.
Nel Sinassario Costantinopolitano, del resto, si fa menzione di Barsimeo lo stesso giorno, ma si accenna solo alla sua comparsa davanti al governatore Lisia. Grazie a un editto di tolleranza emanato dall'imperatore, Barsimeo, dopo avere già subito diversi supplizi, sarebbe ritornato alla testa della sua Chiesa, che avrebbe continuato a governare fino alla morte. La notizia del Sinassario Costantinopolitano dipende completamente dagli Atti siriaci. Questi Atti, trovandosi in siriaco dopo gli Atti di Sarbil, sono stati pubblicati da Bedjan. Secondo Duval, che ne ha fatto uno studio critico, il redattore di questi Atti ha utilizzato gli Atti di Habib (martirizzato sotto Licinio verso il 309). Allo scopo ben determinato di allacciare l'origine della Chiesa di Edessa agli apostoli, come pretende la dottrina di Addai, egli avrebbe retroceduto di circa un secolo e mezzo il pontificato di Barsimeo che avrebbe in realtà sofferto per la fede durante la persecuzione di Decio (249-51). Inoltre, le espressioni teologiche conformi alle decisioni del concilio di Nicea costringono a ritardare la redazione degli Atti di Barsimeo verso la metà del sec. IV.
Testimonianza del culto di Barsimeo nella Chiesa siriaca sono il Menologio del manoscritto siriaco del British Museum add. 14504 (copia del sec. IX-X di un originale del sec. VI) e il Vat. Syr. 69 (datato dal 1547) che ne fanno memoria all'8 ottobre.


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-24

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