Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione G > Beato Giuseppe Allamano Condividi su Facebook

Beato Giuseppe Allamano Sacerdote, Fondatore

Festa: 16 febbraio

Castelnuovo Don Bosco, Asti, 21 gennaio 1851 - Torino, 16 febbraio 1926

Giuseppe Allamano nacque a Castelnuovo d’Asti, poi Castelnuovo Don Bosco, il 21 gennaio 1851. A sei anni incontrò san Giuseppe Cafasso, suo zio da parte di madre. Frequentò gli studi ginnasiali all’Oratorio di Valdocco, dove ebbe come insegnante e direttore spirituale il suo compaesano san Giovanni Bosco. Ordinato prete a Torino a ventidue anni, il 20 settembre 1873, nel 1880 divenne rettore del Santuario della Beata Vergine Consolata: nei suoi quarantasei anni di servizio, lo rese di nuovo un punto di riferimento spirituale per i torinesi. Consapevole che la missione era la massima realizzazione della vocazione sacerdotale (lui stesso aveva desiderato partire, ma gli fu impedito perché di salute fragile), il 29 gennaio 1901 fondò l’Istituto dei Missionari della Consolata, seguito, il 29 gennaio 1910, dalle Suore Missionarie della Consolata. Seguì lo sviluppo dei due Istituti e il Santuario della Consolata fino alla morte, avvenuta a Torino, nella sua abitazione accanto alla Consolata, il 16 febbraio 1926. Fu beatificato dal Papa san Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990. Il 23 maggio 2024 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo preso in esame per la canonizzazione. I resti mortali di don Giuseppe Allamano, la cui memoria liturgica ricorre al 16 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo, riposano nella casa madre dei Missionari della Consolata, a Torino, in corso Francesco Ferrucci 14.

Martirologio Romano: A Torino, beato Giuseppe Allamano, sacerdote, che, animato da instancabile zelo, fondò due Congregazioni delle Missioni della Consolata, l’una maschile e l’altra femminile, per la diffusione della fede.


È concittadino di due santi: don Bosco, che l’ha avuto studente a Torino, e Giuseppe Cafasso, che è anche suo zio materno. Ordinato sacerdote in Torino a 22 anni, laureato in teologia a 23, direttore spirituale del seminario a 25, a 29 diventa rettore del santuario più caro ai torinesi (la “Consolata”) e del Convitto ecclesiastico per i neosacerdoti. Però il santuario è da riorganizzare e restaurare, il Convitto è in crisi gravissima. Con fatiche che non cesseranno mai, lui rivitalizza il santuario e fa rifiorire il Convitto, come quando vi insegnava il Cafasso.
Come il Cafasso, è un eccezionale formatore di caratteri, maestro di dottrina e di vita. Vede uscire dai seminari molti preti entusiasti di farsi missionari, ma ostacolati dalle diocesi, che danno volentieri alle missioni l’offerta, ma non gli uomini. E decide: i missionari se li farà lui. Fonderà un istituto apposito, ci ha già lavorato molto. Il suo progetto è apprezzato a Roma, ma poi ostacoli e contrattempi lo bloccano, per dieci anni. Pazientissimo, lui aspetta e lavora. Arriva poi il primo “sì” vescovile per il suo Istituto dei Missionari della Consolata nel 1901, e l’anno dopo parte per il Kenya la prima spedizione. Otto anni dopo nascono le Suore Missionarie della Consolata.
Lui sente però che sull’evangelizzazione bisogna scuotere l’intera Chiesa. E nel 1912, con l’adesione di altri capi di istituti missionari, denuncia a Pio X l’ignoranza dei fedeli sulla missione, per l’insensibilità diffusa nella gerarchia. Chiede al Papa di intervenire contro questo stato di cose e in particolare propone di istituire una giornata missionaria annuale, "con obbligo d’una predicazione intorno al dovere e ai modi di propagare la fede". Declinano le forze di Pio X, scoppia la guerra nei Balcani... L’audace proposta cade.
Ma non per sempre: Pio XI Ratti realizzerà l’idea di Giuseppe Allamano, istituendo nel 1927 la Giornata missionaria mondiale. Lui è già morto, l’idea ha camminato. E altre cammineranno dopo, come i suoi missionari e missionarie (oltre duemila a fine XX secolo, in 25 Paesi di quattro Continenti). Da vivo, rimproverano a lui (e al suo preziosissimo vice, il teologo Giacomo Camisassa) di pensare troppo al lavoro “materiale”, di curare più l’insegnamento dei mestieri che le statistiche trionfali dei battesimi.
Lui è così, infatti: Vangelo e promozione umana, perseguiti con passione e con capacità. "Fare bene il bene": ecco un altro suo motto. I suoi li vuole esperti in scienze “profane”. E anche quest’idea camminerà fino al Vaticano II, che ai teologi dirà di "collaborare con gli uomini che eccellono in altre scienze, mettendo in comune le loro forze e i loro punti di vista" (Gaudium et spes). E lui, Giuseppe Allamano, che dal 7 ottobre 1990 è beato e che sarà canonizzato dopo che, il 23 maggio 2024, papa Francesco ha promulgato il decreto relativo alla guarigione di Sorino, indio del popolo Yanomami, ripete biblicamente ai suoi: "Il sacerdote ignorante è idolo di tristezza e di amarezza per l’ira di Dio e la desolazione del popolo".


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

______________________________
Aggiunto/modificato il 2024-05-27

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati