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Santi Quarantadue martiri di Siria Martiri di Amorio

Festa: 6 marzo

IX sec.

In un periodo di conflitto tra l'Impero bizantino e il Califfato abbaside, la città di Amorio, in Frigia, fu espugnata dai saraceni nel 838. Tra i prigionieri, 42 capi militari e alti funzionari furono deportati in Mesopotamia e costretti a convertirsi all'islam. Dopo sette anni di prigionia, rifiutarono ancora una volta di abiurare e furono decapitati sulle rive dell'Eufrate. Le loro reliquie furono recuperate dai cristiani e venerate come quelle di martiri.

Martirologio Romano: In Siria, passione di quarantadue santi martiri, che, arrestati ad Amorio in Frigia e condotti al fiume Eufrate, ottennero con un insigne prova la palma del martirio.


La storia di s. Ezio è inserita nel martirio dei 42 martiri di Amorio nella Frigia. Al tempo dell’imperatore d’Oriente Teofilo l’Iconoclasta (829-842) le scorrerie degli arabi e le battaglie che si effettuavano per arginarne l’invasione in Asia Minore, erano i fatti predominanti della vita dell’Impero.
Ma il 24 settembre dell’838 il mondo cristiano subì l’umiliazione di vedere espugnata dai Saraceni la città di Amorio, che in quell’epoca godeva di particolare splendore, essendo la patria di Michele II imperatore, padre di Teofilo. La caduta fu imputata al tradimento del cristiano apostata Baditze, i saraceni manifestarono tutta la loro ferocia, una moltitudine di soldati e civili fu uccisa senza risparmiare donne e bambini, gran parte della popolazione fu deportata.Furono risparmiati e tradotti in Mesopotamia 42 fra capi militari e alti funzionari della città, sono conosciuti alcuni nomi: Teodoro Cratere, Costantino, Callisto funzionari, Teofilo e Bassoe patrizi, Ezio e Melisseno patrizi e generali.
Essi portati prigionieri in Siria, furono custoditi in prigioni oscure e luride a solo pane ed acqua. Venivano sollecitati continuamente ad apostatare a favore della religione di Maometto e messi a confronto con sapienti musulmani, ma questi tentativi furono vani. La penosa prigionia durò sette anni, finché nel marzo 845 dopo l’ultimo invito risultato negativo furono portati sulle rive dell’Eufrate e lì decapitati da carnefici etiopi.
Nel racconto dello storico bizantino Simora il Logoteta si racconta che fu ucciso anche il traditore Baditze, i loro corpi furono gettati nel fiume, ma i coccodrilli divorarono solo il corpo dell’apostata, mentre gli altri corpi con la testa riunita emersero dalle acque senza essere divorati, i cristiani del luogo li raccolsero e con amore e venerazione gli diedero sepoltura.
Nella vita dell’imperatore d’Oriente Basilio IV il Macedone (867-886) si afferma che nel palazzo reale fu costruito un oratorio in loro onore. Nei menei greci, la memoria dei 42 martiri di Amorio è posta al 6 marzo, giorno della loro morte, nello stesso giorno sono ricordati anche nel Martirologio Romano e in quello siriaco di Rabban Sliba.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-01-22

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