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Santi Filemone e Donnino di Roma Martiri

Festa: 21 marzo

Nativi di Roma, ai tempi delle persecuzioni si diedero a percorrere l'Italia predicando il Vangelo e battezzando gli infedeli che, alla loro infiammata parola, si convertivano in gran numero. Tutto ciò, come era naturale, suscitò l'ira dei culti degli idoli, i quali li presero, li legarono e li consegnarono al preside della provincia. Questi tentò dapprima di indurli a negare Cristo con promesse di onori e doni, indi, non essendosi quelli piegati, li fece distendere nudi in terra e battere ferocemente da quattro littori. Vennero, quindi, chiusi in carcere, poi di nuovo sottoposti a duri tormenti, e infine decapitati un 21 marzo, data alla quale sono ricordati nei sinassari greci e nel Martirologio Romano. Queste notizie sono, come avvertono i Bollandisti nel Commento al Martirologio Romano, il compendio di una più antica passio perduta. Si trattava, in ogni modo, di un documento apocrifo, di nessun valore storico. Infatti, le notizie nebulose e generiche e i due personaggi, non hanno alcuna connessione reale con Roma, per cui è lecito dubitare della loro stessa esistenza.

Emblema: Palma


Il 21 marzo la Chiesa celebra la memoria di Santi Filemone e Donnino, martiri romani la cui esistenza, avvolta nella nebbia della leggenda, affascina e incuriosisce gli studiosi.
Secondo i menologi greci, entrambi originari di Roma, durante le persecuzioni imperiali si dedicarono con ardore alla predicazione del Vangelo, percorrendo l'Italia e battezzando numerosi infedeli. La loro infiammata parola, capace di toccare i cuori e di accendere la fede, non mancò di attirare l'ira dei cultori degli idoli. I due santi furono catturati, legati e condotti al cospetto del preside della provincia.
Il tentativo di indurli a rinnegare la fede cristiana mediante promesse di onori e doni si rivelò vano. Di fronte alla loro incrollabile fermezza, il preside ordinò di sottoporli a un crudele supplizio: distesi nudi a terra, furono flagellati ferocemente da quattro littori. Incarcerati e nuovamente tormentati, Filemone e Donnino non cedettero mai, testimoniando con impareggiabile coraggio la loro fede in Cristo. Infine, il 21 marzo, subirono il martirio mediante la decapitazione.
La loro memoria è stata tramandata nei sinassari greci e nel Martirologio Romano, sebbene la scarsità di informazioni storiche concrete renda la loro vicenda incerta. I Bollandisti, nel loro commento al Martirologio, sottolineano come le notizie su Filemone e Donnino siano perlopiù nebulose e generiche, prive di un solido legame con la realtà storica romana.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-02-17

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