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San Giacomo il Confessore Martire

Festa: 21 marzo

† 824 circa

Nato a Costantinopoli intorno al 750, entrò a far parte del monastero di Studium, noto per la sua rigorosa osservanza della regola benedettina e per la sua dedizione alla difesa delle immagini sacre. Sotto la guida del suo mentore, San Teodoro Studita, Giacomo si distinse per la sua profonda conoscenza della teologia e per il suo zelo apostolico. Nel 787, l'imperatore bizantino Leone V l'Armeno diede inizio a una campagna di persecuzione contro il culto delle icone, considerate come idolatria. San Giacomo si oppose con fermezza all'iconoclastia, scrivendo trattati teologici e predicando in difesa della venerazione delle immagini sacre. La sua resistenza lo portò ad essere imprigionato, torturato e infine esiliato nell'isola di Proconneso, dove morì intorno all'824.

Martirologio Romano: A Costantinopoli, passione di san Giacomo, detto il Confessore, che lottò strenuamente per il culto delle sacre immagini e concluse la sua vita con un glorioso martirio.


La Chiesa celebra il 21 marzo la memoria di San Giacomo il Confessore, un uomo la cui vita è stata un esempio di incrollabile fede e dedizione a Dio. Vissuto nel IX secolo, egli si distinse per il suo coraggio nel difendere il culto delle sacre immagini durante un periodo di iconoclastia, ossia di opposizione all'uso di immagini religiose.
Nato in una famiglia di profondi credenti, fin dalla giovane età si immerse negli insegnamenti cristiani. Attratto dalla vita monastica, si unì alla comunità di San Saba in Palestina, dove si dedicò alla preghiera, allo studio e al lavoro manuale. La sua devozione e il suo rigore ascetico lo fecero presto emergere all'interno della comunità.
Quando l'imperatore bizantino Leone V l'Armeno scatenò la persecuzione contro i veneratori delle icone, Giacomo si schierò con tenacia a difesa di questa pratica, che considerava fondamentale per la fede cristiana. Le immagini, per lui, non erano semplici idoli, ma rappresentazioni visibili della realtà divina, capaci di elevare l'anima a Dio e di nutrire la devozione dei fedeli.
Per la sua resistenza all'iconoclastia, Giacomo fu duramente perseguitato. Imprigionato, flagellato e sottoposto a diverse torture, egli non rinunciò mai alla sua fede e alle sue convinzioni. In esilio a Costantinopoli, continuò a predicare e a difendere il culto delle immagini, diventando un punto di riferimento per i cristiani perseguitati.
Dopo anni di sofferenze e privazioni, morì intorno all'anno 824.

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Aggiunto/modificato il 2024-02-17

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