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Sant' Alessandro di Drizipara Martire

Festa: 27 marzo

Legionario romano, militava agli ordini del tribuno Tiberiano, sotto l'imperatore Massimiano (286-305), allorché si rifiutò di sacriIicare a Giove, essendo cristiano, in occasione dell'inaugurazione in Roma di un tempio al padre degli dei. Arrestato e condotto davanti all'imperatore, professò apertamente la sua fede, per cui venne crudelmente torturato, consegnato quindi a Tiberiano ed infine inviato in Tracia, dove subì nuove più atroci torture, sopportate peraltro tutte con grande coraggio. Trasferito da una località all'altra dell'Illiria e della Tracia, fu sottoposto dovunque ad ulteriori più estenuanti interrogatori ed a spietati supplizi, finché a Drizipara (non molto lungi dall'attuale Karistiran) Tiberiano lo fece mettere a morte mediante decapitazione, che venne eseguita in un luogo distante 18 miglia dalla città. Il corpo di Alessandro fu gettato quindi in un fiume, donde venne ripescato, con l'aiuto di quattro cani, dalla madre stessa del martire, Pemenia, che, miracolosamente avvisata da un angelo, aveva potuto seguire il figlio per tutto il suo doloroso itinerario. Il culto di Alessandro di Drizipara sembra risalire al sec. VI; intorno a quell'epoca, infatti, la pietà popolare aveva voluto innalzare, sul luogo dove la madre del martire aveva dato sepoltura al figlio morto per la fede, una magnifica chiesa in suo onore, che fu saccheggiata e distrutta all'inizio del 600 dagli Avari, i quali inoltre, secondo una testimonianza del cronista bizantino Teofilatto Simocatta, profanarono le reliquie del santo, subendo però l'immediato castigo divino: una peste che decimò le loro forze.

Etimologia: Alessandro = protettore di uomini, dal greco

Emblema: Palma


La figura di Alessandro di Drizipara, avvolta in un alone di leggenda e storia, emerge dalle pagine della sua "passio", ricca di elementi mirabolanti e fantastici. La narrazione ci presenta un Alessandro legionario romano, al servizio del tribuno Tiberiano sotto l'imperatore Massimiano (286-305). In occasione dell'inaugurazione di un tempio a Giove in Roma, Alessandro, cristiano convinto, si rifiuta di compiere il sacrificio pagano.
La sua ferma fede lo conduce davanti all'imperatore, dove professa apertamente il suo credo cristiano. Sottoposto a crudeli torture, viene poi consegnato a Tiberiano e inviato in Tracia, dove subisce ulteriori e atroci sofferenze, che sopporta con stoico coraggio.
Un itinerario doloroso lo porta da una località all'altra dell'Illiria e della Tracia, con continui interrogatori e spietati supplizi. Infine, a Drizipara (non lontano dall'odierna Karistiran), Tiberiano ordina la sua decapitazione, che avviene in un luogo distante 18 miglia dalla città.
Il corpo di Alessandro viene gettato in un fiume, ma grazie all'intervento miracoloso di quattro cani e all'aiuto della madre Pemenia, avvisata da un angelo, viene recuperato e sepolto. La pietà popolare erige una magnifica chiesa sul luogo del martirio, che però viene saccheggiata e distrutta all'inizio del VII secolo dagli Avari. Secondo la testimonianza di Teofilatto Simocatta, cronista bizantino, gli Avari profanarono le reliquie del santo, subendo la punizione divina: una peste che decimò le loro forze.
La memoria di Alessandro viene celebrata il 27 marzo nel Martirologio Romano, mentre il Sinassario Costantinopolitano menziona due Alessandro martiri, il 25 febbraio e il 13 maggio. Le notizie discordanti potrebbero far pensare a due figure distinte, ma è più probabile che si riferiscano allo stesso individuo.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-02-21

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