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Santa Giuliana di Cornillon o di Liegi Vergine

Festa: 5 aprile

Retinne, presso Liegi (Belgio), 1191/1192 - Fosses (Belgio), 5 aprile 1258

Nata nella Liegi del XIII secolo, fulcro culturale e religioso, Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana, ebbe visioni mistiche che la spinsero a promuovere la festa del Corpus Domini. Le sue rivelazioni, culminate nella visione di una luna offuscata simbolo della Chiesa senza una festa eucaristica, la portarono a confidarsi con due devote, dando inizio a un'alleanza per colmare questa lacuna liturgica. Nonostante le resistenze iniziali, il suo fervore coinvolse vescovi, comunità e clero, culminando nel 1246 con l'istituzione della festa nella diocesi di Liegi. L'influenza di Giuliana si estese ben oltre i confini locali, ispirando il futuro papa Urbano IV a estendere la celebrazione a tutta la Chiesa nel 1264 con la bolla Transiturus.

Martirologio Romano: Presso Fosses nel Brabante, nell’odierno Belgio, santa Giuliana, vergine dell’Ordine di Sant’Agostino, che fu dapprima priora di Cornillon presso Liegi e, sorretta da divino e umano consiglio, promosse la solennità del Corpo di Cristo e condusse vita di reclusa.


Santa Giuliana di Cornillon, conosciuta anche come Giuliana di Liegi, è stata una mistica belga vissuta tra il 1191/1192 e il 1258. Il suo nome è indissolubilmente legato all'istituzione della solennità del Corpus Domini, una delle feste liturgiche più importanti dell'anno. La sua vita, ricca di eventi e di insegnamenti spirituali, offre spunti di riflessione per tutti i cristiani.

Nascita e infanzia
Giuliana nacque nei pressi di Liegi, in Belgio, in un periodo in cui la diocesi era un fervido centro di devozione eucaristica. Rimasta orfana a soli cinque anni, fu affidata alle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon. L'ambiente di profonda spiritualità in cui crebbe influenzò notevolmente la sua formazione e il suo futuro percorso di fede.

Formazione e vita religiosa
Educata da una suora di nome Sapienza, Giuliana acquisì una notevole cultura, approfondendo le opere dei Padri della Chiesa, in particolare sant'Agostino e san Bernardo. Fin da giovane manifestò una spiccata propensione per la contemplazione e l'adorazione eucaristica, trascorrendo lunghe ore in preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

Le visioni e la "luna incompleta"
All'età di sedici anni, Giuliana iniziò ad avere una serie di visioni mistiche. In una di queste, le apparve una luna piena attraversata da una striscia scura. Il Signore le fece comprendere che la luna simboleggiava la Chiesa sulla terra, mentre la striscia oscura rappresentava l'assenza di una festa specifica per celebrare l'Eucaristia. Questa visione, che si ripeté più volte, divenne per Giuliana un mandato divino da portare avanti con tenacia e perseveranza.

La diffusione del culto eucaristico
Spinta da questa visione e dal suo profondo amore per l'Eucaristia, Giuliana confidò il suo segreto ad altre due ferventi adoratrici: la beata Eva e Isabella. Insieme, decisero di promuovere la devozione al Santissimo Sacramento e di ottenere l'istituzione di una festa in suo onore. Si adoperarono per coinvolgere sacerdoti, teologi e laici, diffondendo il loro messaggio di fede e di amore per l'Eucaristia.

L'istituzione della festa del Corpus Domini
Nonostante l'iniziale opposizione di alcuni ecclesiastici, che consideravano la proposta di Giuliana troppo innovativa, il vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, uomo di grande sensibilità spirituale, accolse la sua richiesta. Nel 1246, la solennità del Corpus Domini fu istituita per la prima volta nella diocesi di Liegi. La notizia si diffuse rapidamente e in breve tempo la festa venne adottata da altre diocesi in Europa.

L'opposizione e il ritiro a Fosses
L'iniziativa di Giuliana, pur avendo ottenuto il sostegno del vescovo, incontrò l'ostilità di alcuni membri del clero e del suo stesso superiore. Nel 1248, fu costretta a lasciare il convento di Mont-Cornillon e si ritirò in clausura a Fosses, presso Namur. Qui trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita in umiltà e preghiera, continuando a diffondere il culto eucaristico con il suo esempio e la sua intercessione.

La morte e la canonizzazione
Giuliana morì nel 1258, confortata dalla presenza del Santissimo Sacramento. La sua fama di santità si diffuse rapidamente e nel 1869 fu canonizzata da Papa Pio IX. La sua memoria liturgica è celebrata il 5 aprile.

Autore: Franco Dieghi
 


 

Giuliana nacque tra il 1191 e il 1192 nei pressi di Liegi, in Belgio. E’ importante sottolineare questo luogo, perché a quel tempo la Diocesi di Liegi era, per così dire, un vero “cenacolo eucaristico”. Prima di Giuliana, insigni teologi vi avevano illustrato il valore supremo del Sacramento dell’Eucaristia e, sempre a Liegi, c’erano gruppi femminili generosamente dediti al culto eucaristico e alla comunione fervente. Guidate da sacerdoti esemplari, esse vivevano insieme, dedicandosi alla preghiera e alle opere caritative.
Rimasta orfana a 5 anni, Giuliana con la sorella Agnese fu affidata alle cure delle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon. Fu educata soprattutto da una suora, di nome Sapienza, che ne seguì la maturazione spirituale, fino a quando Giuliana stessa ricevette l’abito religioso e divenne anche lei monaca agostiniana. Acquisì una notevole cultura, al punto che leggeva le opere dei Padri della Chiesa in lingua latina, in particolare sant’Agostino, e san Bernardo. Oltre ad una vivace intelligenza, Giuliana mostrava, fin dall’inizio, una propensione particolare per la contemplazione; aveva un senso profondo della presenza di Cristo, che sperimentava vivendo in modo particolarmente intenso il Sacramento dell’Eucaristia e soffermandosi spesso a meditare sulle parole di Gesù: “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
A sedici anni ebbe una prima visione, che poi si ripeté più volte nelle sue adorazioni eucaristiche. La visione presentava la luna nel suo pieno splendore, con una striscia scura che la attraversava diametralmente. Il Signore le fece comprendere  il significato di ciò che le era apparso. La luna simboleggiava la vita della Chiesa sulla terra, la linea opaca rappresentava invece l’assenza di una festa liturgica, per l’istituzione della quale era chiesto a Giuliana di adoperarsi in modo efficace: una festa, cioè, nella quale i credenti avrebbero potuto adorare l’Eucaristia per aumentare la fede, avanzare nella pratica delle virtù e riparare le offese al Santissimo Sacramento.
Per circa vent’anni Giuliana, che nel frattempo era diventata la priora del convento, conservò nel segreto questa rivelazione, che aveva riempito di gioia il suo cuore. Poi si confidò con altre due ferventi adoratrici dell’Eucaristia, la beata Eva, che conduceva una vita eremitica, e Isabella, che l’aveva raggiunta nel monastero di Mont-Cornillon. Le tre donne stabilirono una specie di “alleanza spirituale”, con il proposito di glorificare il Santissimo Sacramento. Vollero coinvolgere anche un sacerdote molto stimato, Giovanni di Losanna, canonico nella chiesa di San Martino a Liegi, pregandolo di interpellare teologi ed ecclesiastici su quanto stava loro a cuore. Le risposte furono positive e incoraggianti.
Quello che avvenne a Giuliana di Cornillon si ripete frequentemente nella vita dei Santi: per avere la conferma che un’ispirazione viene da Dio, occorre sempre immergersi nella preghiera, saper attendere con pazienza, cercare l’amicizia e il confronto con altre anime buone, e sottomettere tutto al giudizio dei Pastori della Chiesa. Fu proprio il Vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, che, dopo iniziali esitazioni, accolse la proposta di Giuliana e delle sue compagne, e istituì, per la prima volta, la solennità del Corpus Domini nella sua Diocesi. Più tardi, altri Vescovi lo imitarono, stabilendo la medesima festa nei territori affidati alle loro cure pastorali.
Ai Santi, tuttavia, il Signore chiede spesso di superare delle prove, perché la loro fede venga incrementata. Accadde anche a Giuliana, che dovette subire la dura opposizione di alcuni membri del clero e dello stesso superiore da cui dipendeva il suo monastero. Allora, di sua volontà, Giuliana lasciò il convento di Mont-Cornillon con alcune compagne, e per dieci anni, dal 1248 al 1258, fu ospite di vari monasteri di suore cistercensi. Edificava tutti con la sua umiltà, non aveva mai parole di critica o di rimprovero per i suoi avversari, ma continuava a diffondere con zelo il culto eucaristico. Si spense nel 1258 a Fosses-La-Ville, in Belgio. Nella cella dove giaceva fu esposto il Santissimo Sacramento e, secondo le parole del biografo, Giuliana morì contemplando con un ultimo slancio d’amore Gesù Eucaristia, che aveva sempre amato, onorato e adorato.
Alla buona causa della festa del Corpus Domini fu conquistato anche Giacomo Pantaléon di Troyes, che aveva conosciuto la Santa durante il suo ministero di arcidiacono a Liegi. Fu proprio lui che, divenuto Papa con il nome di Urbano IV, nel 1264, istituì la solennità delCorpus Domini come festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedì successivo alla Pentecoste. Nella Bolla di istituzione, intitolata Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264) Papa Urbano rievoca con discrezione anche le esperienze mistiche di Giuliana, avvalorandone l’autenticità, e scrive: “Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: «Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)”.
Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennità del Corpus Domini a Orvieto, città in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Città si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena. Un sacerdote, mentre consacrava il pane e il vino, era stato preso da forti dubbi sulla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Miracolosamente alcune gocce di sangue cominciarono a sgorgare dall’Ostia consacrata, confermando in quel modo ciò che la nostra fede professa. Urbano IV chiese a uno dei più grandi teologi della storia, san Tommaso d’Aquino – che in quel tempo accompagnava il Papa e si trovava a Orvieto –, di comporre i testi dell’ufficio liturgico di questa grande festa. Essi, ancor oggi in uso nella Chiesa, sono dei capolavori, in cui si fondono teologia e poesia. Sono testi che fanno vibrare le corde del cuore per esprimere lode e gratitudine al Santissimo Sacramento, mentre l’intelligenza, addentrandosi con stupore nel mistero, riconosce nell’Eucaristia la presenza viva e vera di Gesù, del suo Sacrificio di amore che ci riconcilia con il Padre, e ci dona la salvezza.
Anche se dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa del Corpus Domini venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell’Ungheria e dell’Italia settentrionale, fu ancora un Pontefice, Giovanni XXII, che nel 1317 la ripristinò per tutta la Chiesa. Da allora in poi, la festa conobbe uno sviluppo meraviglioso, ed è ancora molto sentita dal popolo cristiano.


Autore:
Papa Benedetto XVI

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Aggiunto/modificato il 2024-02-29

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