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Sant' Ermanno Giuseppe di Colonia Sacerdote premostratense

Festa: 7 aprile

Colonia, Germania, 1150/1160 - Steinfeld, Germania, 1241/1252

Ermanno nacque a Colonia tra il 1150 e il 1160. Entrato giovanissimo nel monastero premostratense di Steinfeld, che allora si trovava nella diocesi di Colonia (oggi dipende da Aachen), fu ordinato sacerdote e da premostratense si trovò spesso a svolgere il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione. Morì nel 1241 o 1252, a Hoven, il giovedì dopo Pasqua. Il martedì dopo Pentecoste le sue spoglie furono portate a Steinfeld dove si trovano ancor oggi. Compose molti scritti ma di lui conserviamo solo «Duodecim gratiarum actiones» e «Precula de quinque gaudiis Beatae Mariae Virginis». Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa a Ubbergen. L'iconografia lo ritrae con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali. (Avvenire)

 

Etimologia: Ermanno = variante di Armando

Martirologio Romano: Nel monastero premostratense di Steinfeld in Germania, sant’Ermanno Giuseppe, sacerdote, che rifulse di tenero amore per la Vergine Maria e celebrò con inni e lodi la devozione verso il Sacro Cuore di Gesù.


Nato a Colonia tra il 1150 e il 1160, fin dalla infanzia si distinse per la devozione verso la Madre di Dio. A dodici anni entrò nel monastero premostratense di Steinfeld, allora nella diocesi di Colonia (da cui dista sessanta chilometri), oggi in quella di Aachen. Per ragioni di studio dimorò alcuni anni nel monastero di Mariengaarde, in Olanda, fondato dal beato Federico. Tornato a Steinfeld, fu addetto al servizio del refettorio e poi alla sagrestia. Divenuto sacerdote premostratense in un anno indeterminato, esercitò spesso il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione. Infine, nel 1241 o 1252, in Quaresima, essendo andato a esercitare il suo ministero a Hoven, assalito dalla febbre alcuni giorni prima di Pasqua, rese l'anima a Dio il giovedì entro l'ottava. Sepolto ad Hoven, le sue reliquie, il martedì dopo Pentecoste, furono portate con una solenne processione in Steinfeld e deposte nella chiesa, dove ancor oggi sono devotamente conservate e venerate dai fedeli.
E. si distinse per la sua tenera devozione verso il Bambino Gesù e verso la Vergine, che era solito invocare col nome di "Rosa". Compose molti scritti, fra cui Orationes et gratiarum action; Commentarium in Cantica Canticorum; Officium S. Ursulae et Sociorum, ecc. La maggior parte di queste opere è andata perduta, ad eccezione di Duodecim gratiarum actiones e di Precula de quinque gaudiis B. M. V.. Il famosissimo inno Summi regis cor aveto in onore del Salvatore, si disputa se sia da attribuirsi a Ermanno Alcuni gliene attribuiscono la paternità, altri lo giudicano di Arnolfo di Lovanio. La storia del culto reso a Ermanno è descritta accuratamente nella Positio super casu excepto (Roma 1954, pp. 68-177). Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa in Ubbergen, allora nella diocesi di Colonia; nel 1628 fu compilato a Steinfeld il processo super fama sanctitatis; le sue reliquie erano esposte alla venerazione del popolo con indulgenze in occasione della sua festa; gli erano dedicati altari e cappelle; lo stesso Benedetto XIII, nel 1728, consacrò a Roma un altare e lo dedicò ad Ermanno.
Finalmente, l'11 agosto 1958, fu pubblicato il decreto della S. Congregazione dei Riti con cui è stato confermato il culto a lui attribuito. Il 15 maggio 1960 la stessa Congregazione stabilì che Ermanno si può invocare come santo e che questo titolo può essere stampato nei calendari liturgici della diocesi di Aachen. Inoltre, Ia chiesa di Steinfeld, dove si conserva il corpo del santo, è stata dichiarata basilica minore. Con decreto del 7 gennaio 1961 è stato concesso che la sua festa si celebri in tutte le diocesi della Germania il 7 aprile.
L'arte raffigura il santo con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali dell'Ordine Premostratense. Questo modo di rappresentarlo deriva dalle apparizioni di cui egli godette durante la sua vita terrena. E' notissima la pittura di A. Van Dyck, conservata nel museo di Vienna, in cui è ritratto lo sposalizio di Ermanno con la S.ma Vergine.


Autore:
Giovanni Battista Valvekens


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2001-06-13

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