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San Benedetto di Hermillon (o di Avignone) Giovane pastore

Festa: 14 aprile

Hermillon, Savoia, 1163 circa - Avignone, Provenza, 1184

Nato nel 1165 a Hermillon nella Savoia, o, secondo altri, nella parrocchia di Burzet (Ardèche), Benedetto, chiamato «Bénézet» a causa della sua piccola statura, custodiva le greggi, unica ricchezza familiare. In seguito a una visione, quando aveva appena tredici anni, si recò ad Avignone per costruire un ponte sul Rodano, la cui traversata era allora molto difficoltosa. Cacciato via dal vescovo del luogo, Benedetto riuscì ugualmente a far decidere il prevosto della città a intraprendere la costruzione del ponte. Morì a diciannove anni, nel 1184, quando il ponte non era ancora ultimato. Queste vicende sono note attraverso una narrazione leggendaria, che risalirebbe alla fine del sec. XIII; il culto e i miracoli di Benedetto, invece, sono documentati con maggiore esattezza. Fu dapprima sepolto nella cappella costruita sopra il terzo arco del ponte, dove affluirono numerosi pellegrini che ottennero favori celesti: un processo verbale redatto fra il 1230 e il 1250 tramandò il ricordo di questi miracoli. Nel 1669 le reliquie di Benedetto furono tolte dalla cappella che minacciava rovina e trasportate nella cattedrale, poi nella chiesa dei Celestini. Disperse durante la Rivoluzione francese, esse furono in seguito ritrovate e trasferite nel 1854 nella chiesa di St-Didier.

Martirologio Romano: Ad Avignone nella Provenza, in Francia, san Benedetto, giovane pastore, grazie al quale, con l’aiuto di Dio, fu costruito un ponte sul Rodano di grande utilità per i cittadini.


«Sur le pont d’Avignon, on y danse, on y danse, sur le pont d’Avignon, on y danse tous en rond».
Il celebre ritornello, canticchiato dai bambini francesi, è legato alla leggendaria storia di un ponte, costruito sul fiume Rodano grazie a un pastorello. Benedetto nasce a Hermillon, in Savoia (Francia) nel 1165 circa. È piccolo di statura e per questo viene chiamato Bénézet (“piccolo Benedetto”). La sua è una famiglia povera che vive di pastorizia. Già da bambino Bénézet deve portare al pascolo le greggi.
Il pastorello ha tredici anni quando, un giorno, mentre si trova in montagna, a contatto con la natura, ha una visione che arriva dal Cielo e sente la voce di Dio indicargli una missione: deve convincere il popolo a costruire un ponte sul fiume Rodano, ad Avignone, nella Provenza. A quei tempi è molto difficile attraversare il fiume, anche a causa delle numerose piene che ne impediscono la navigazione, e la costruzione di un ponte significa offrire un passaggio che porta al mare, aiutare tanta gente a migliorare la propria condizione, rendere la vita più facile ai commercianti e ai pellegrini che viaggiano tra la Spagna e l’Italia.
Bénézet si reca ad Avignone per assolvere al compito assegnatogli dal Cielo, ma il suo proposito viene giudicato folle dal re e, per dare ascolto alle sue parole, esige una prova: Benedetto deve alzare un gigantesco masso di pietra e trasportarlo fino al fiume. Nessun essere umano è in grado di compiere una simile impresa e, a maggior ragione, un ragazzino così gracile e basso di statura come Benedetto. Il giovane, però, non ci pensa due volte. Aiutato da una forza divina, afferra il masso, lo mette in spalla e, di fronte allo stupore dei presenti, prima lo alza fin sopra la testa e, poi, sorretto da due angeli inviati dal Signore, lo butta nel fiume. Quella è la prima pietra utilizzata per costruire l’importante ponte iniziato nel 1177.
Bénézet muore nel 1184, quando la costruzione del ponte non è ancora completata, ma le sue gesta diventano leggendarie e il Ponte d’Avignone (ultimato nel 1185) rimane legato al suo nome per sempre. Il ponte è oggi un maestoso e suggestivo rudere di quattro arcate, visitato da migliaia di turisti e pellegrini, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.


Autore:
Mariella Lentini

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Aggiunto/modificato il 2024-02-22

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