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Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e compagni Martiri di Saragozza

Festa: 16 aprile

† Saragozza, Spagna, 304

Il 16 aprile il Martyrologium Romanum commemora tre distinti gruppi di martiri di Saragozza, accomunati dal martirio durante la persecuzione di Diocleziano: Ottato con 17 compagni, la vergine Engrazia e Caio e Crescenzio. Il poeta Prudenzio, loro concittadino, li celebra in un inno, descrivendo le torture subite da Engrazia, "giovane veemente" nella difesa della fede. La sua sopravvivenza alle torture la rende "santuario di una martire vivente" fino al sopraggiungere della morte. Probabilmente Engrazia subì il martirio in un periodo successivo ad Ottato e più vicino a quello di Prudenzio. Il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e sui Pirenei, mentre Ottato e i suoi compagni furono venerati nella chiesa a lei dedicata. Il sinodo di Saragozza del 592 consacrò un santuario alla loro memoria e redasse una Messa propria, celebrata il 3 novembre fino all'adozione della data odierna nel nuovo Martirologio Romano.

Emblema: Palma

Martirologio Romano: A Saragozza in Spagna, commemorazione dei santi Ottato e diciassette compagni, martiri, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano furono sottoposti a tortura e uccisi; il loro nobile martirio fu celebrato in versi da Prudenzio.


Il Martyrologium Romanum riporta in data odierna, 16 aprile, ben tre distinte commemorazioni a dei santi che subirono il martirio presso la città spagnola di Saragozza durante la medesima persecuzione indetta dall'imperatore Diocleziano:
- Ottato con 17 compagni: Luperco, Successo, Marziale, Urbano, Giulia, Quintiliano, Publio, Frontone, Felice, Ceciliano, Evodio, Primitivo, Apodemio e quattro di nome Saturnino;
- la vergine Engrazia;
- Caio e Crescenzio.
Talvolta questo gruppo viene definito “Innumerevoli Martiri di Saragozza”.
Il poeta Prudenzio (circa 348-410), originario proprio di Saragozza, scrisse un inno dedicati ai martiri suoi concittadini, elencando tutti i loro nomi, ma senza specificare come vennero uccisi. L'inno tratta anche di una certa Santa Encratis (o Engrazia), vergine, che durante tale persecuzione patì orribili torture, dettagliatamente descritte da Prudenzio. Questi la definisce “giovane veemente” per il modo in cui difese la propria fede, da quanto risulta, sopravvisse alle torture, in quanto il poeta definisce la sua casa “santuario di una martire vivente”, fino a quando il suo corpo piagato non si arrese. Agli storici pare probabile che Engrazia abbia subito la persecuzione in un tempo successivo ad Ottato e probabilmente visse in un'epoca più vicina a quella di Prudenzio. Il nome della santa, senza dubbio la più famosa del gruppo, è talvolta riportato in varie forme ed il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e sui Pinerei.
Sant'Ottato ed i suoi compagni furono venerati in special modo proprio nella chiesa a lei dedicata. In occasione del sinodo di Saragozza del 592, il santuario dedicato alla memoria dei santi martiri fu riconsacrato e fu redatta una Messa propria, nota come “Messa di Santa Engrazia o dei diciotto martiri”. La nuova consacrazione fu celebrata il 3 novembre e proprio in tale anniversario, per un certo periodo, venne celebrata la festa di questi santi, anche se è più consona la data odierna indicata dal nuovo Martirologio cattolico.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2006-04-10

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