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San Mappalico Martire

Festa: 19 aprile

† 250

San Cipriano menziona Mappalico e i suoi compagni nell'Epistola X ad confessore, come martiri della persecuzione di Decio (anno 250). Dalla lettera di Luciano a Celerino si apprende che il santo morì sotto la tortura durante l'interrogatorio; a sua volta san Cipriano, in una lettera al clero di Roma, confronta la retta condotta di Mappalico con quella imprudente di Luciano. Infatti, mentre Luciano diede libelli di pace ai lapsi, Mappalico non osò fare un gesto simile nemmeno nei riguardi di sua madre e di sua sorella, cadute durante la persecuzione, limitandosi soltanto a supplicare che fosse data loro la pace.

Martirologio Romano: In Africa, san Mappálico, martire, che, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, mosso da pietà familiare, si era raccomandato che sua madre e sua sorella, che avevano rinnegato la fede sotto tortura, fossero lasciate in pace e per questo, trascinato davanti al tribunale, fu lui a conseguire la corona del martirio; a lui si unisce la memoria di molti altri santi martiri, che testimoniarono la loro fede in Cristo: Basso in una cava di pietra, Fortunio in carcere, Paolo in tribunale, Fortunata, Vittorino, Vittore, Eremio, Crédula, Eréda, Donato, Firmo, Venusto, Frutto, Giulia, Marziale e Aristone, morti tutti di fame in carcere.

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Santi MAPPALICO e compagni Basso, Fortunione, Paolo, Fortunata, Vittorino, Vittore, Eremio, Credula, Ereda, Donato, Fermo, Venusto, Fruto, Giulia, Marziale e Aristone, martiri in Africa.

La Chiesa celebra la memoria di San Mappalico e dei suoi compagni martiri il 14 marzo. Le loro storie, seppur frammentarie, offrono uno spaccato suggestivo della vita cristiana durante la persecuzione di Decio.
Le informazioni su San Mappalico sono piuttosto scarne. Sappiamo che era un cristiano vissuto in Africa durante il III secolo. Durante la persecuzione di Decio, egli si distinse per la sua pietà filiale. Sua madre e sua sorella, sottoposte a tortura, avevano rinnegato la fede. Mosso da compassione, Mappalico si recò al tribunale per implorare che le due donne fossero risparmiate. Il suo atto di coraggio, però, si ritorse contro di lui: fu arrestato e sottoposto a interrogatorio.
Dalla lettera di Luciano a Celerino apprendiamo che Mappalico subì atroci torture durante l'interrogatorio. Rimanendo saldo nella fede, egli ottenne la palma del martirio. La sua vicenda è ricordata da San Cipriano in una lettera al clero di Roma, dove la retta condotta di Mappalico viene contrapposta all'imprudenza di Luciano.

Il Martirologio Romano menziona, insieme a San Mappalico, altri santi martiri che subirono il martirio nello stesso periodo. Tra questi, ricordiamo:
- Basso, martirizzato in una cava di pietra;
- Fortunio, morto in carcere;
- Paolo, ucciso nel tribunale;
- Fortunata, Vittorino, Vittore, Eremio, Crédula, Eréda, Donato, Firmo, Venusto, Frutto, Giulia, Marziale e Aristone, tutti morti di fame in carcere.

Il Martirologio Romano li ricordava il 17 aprile ed, ora, al 19 aprile.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-03-12

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