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San Felice di Spalato (Salona) Vescovo e martire

Festa: 18 maggio

Il "Prologus Paschae" narra del suo martirio a Salona durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano. Il culto del santo è ancora vivo a Spalato, dove si conservano le sue reliquie e lo si commemora il 18 maggio. Tuttavia, il Martirologio di Usuardo del IX secolo menziona un omonimo San Felice, vescovo di Spello e martire sotto Massimiano, festeggiato anch'esso il 18 maggio. Questa coincidenza, unita ad altri elementi, ha indotto gli studiosi a ipotizzare che si tratti della stessa persona. L'equivoco potrebbe essere sorto a causa della somiglianza tra "Spalato" e "Spello". Inoltre, la "Passio" di San Felice di Martana, identica a quella di Spello salvo per i riferimenti topografici, ha contribuito all'erronea attribuzione di un vescovado a Martana, diocesi mai esistita.

Etimologia: Felice = contento, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Spalato in Dalmazia, nell’odierna Croazia, san Felice, martire durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.


Nel Prologus Paschae, scritto nel 395, si legge: "Diocletiano septies et Maximiano sexies consulibus, christiani persecutionem sextam passi sunt. In ea persecutione passi sunt Petrus et Marcellinus Romae et Domnius et Felix martyres passi sunt in Salona" La testimonianza del Prologus è, in questo punto, confermata da documenti sincroni e può essere accolta senza temerità, ad eccezione della data consolare, che evidentemente deve essere portata almeno all'anno 303, inizio della persecuzione.
Il culto di Felice è ancor vivo a Spalato, l'antica Salona, dove, nella chiesa dei Conventuali alla Marina, se ne conservano (o si crede di conservare) le reliquie, ed è festeggiato da tempo immemorabile il 18 maggio. Lo stesso giorno il santo, è onorato a Stobrec, già Epetium, a poche miglia da Spalato, nelle cui vicinanze sono tornati in luce i ruderi di una chiesa a lui intitolata. Stobrec lo considera un suo antico vescovo, ma a torto, perché, la cittadina non fu mai sede episcopale.
Nel Martirologio di Usuardo del sec. IX, al 18 maggio si trova questo elogio: "Ipso die sancti Felicis episcopi qui apud Spellantensem urbem sub Maximiano imperatore palmam martyrii adeptus est". Lo stesso nome e lo stesso giorno del culto (18 maggio) di Felice di Spalato. Questa ed altre circostanze, hanno indotto i migliori studiosi, quali il Delehaye e il Lanzoni a concludere che Felice di Spello non è, in realtà, che l'omonimo di Spalato, ed è probabile che l'assonanza delle parole abbia avuto, come si è verificato in tanti altri casi, la sua parte di colpa nella genesi dell'errore. Certamente è stato solo per la somiglianza di spalantesis con spoletensis che il Baronio (lo confessa lui stesso) ha creato Felice vescovo di Spoleto.
Oltre che di Epetium, di Spello e di Spoleto, Felice è stato ritenuto vescovo di Martana, altra diocesi mai esistita, dove è festeggiato il 30 ottobre. La passio di Felice di Martana è identica, salvo le note topografiche, a quella di Felice di Spello. Inoltre, poiché Martana sorge nel territorio di Todi, gli storici di quest'ultima città, non potendo Felice essere stato vescovo di Martana, gli assegnarono il seggio tudertino.


Autore:
Pietro Burchi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2001-09-07

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