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Sant' Onorato di Subiaco Abate

Festa: 23 maggio

† 598

San Gregorio Magno, nei suoi "Dialoghi", menziona San Onorato come abate di un monastero sublacense, forse San Clemente, fondato da San Benedetto. Onorato, pur non essendo il suo primo successore, risulta guidare il monastero già nel 593-94. La tradizione sublacense, seppur con basi incerte, narra di donazioni di San Gregorio Magno ai monaci e della consacrazione della chiesa dei Santi Cosma e Damiano da parte del pontefice. Poco si conosce di San Onorato: la data di morte (fissata al 598 dalla tarda tradizione) e il destino delle sue reliquie sono avvolti nel mistero. Il suo nome compare solo in recenti calendari benedettini. Nonostante l'assenza di prove concrete, la venerazione per San Onorato a Subiaco è attestata: cronache lo menzionano come santo e affreschi presso il Sacro Speco lo raffigurano con aureola. La sua festa, un tempo il 29 marzo, è stata spostata al 23 maggio per evitare la Quaresima.

Martirologio Romano: Presso Subiaco nel Lazio, commemorazione di sant’Onorato, abate, che fu a capo della comunità che era stata in precedenza di san Benedetto.


San Gregorio Magno, enumerando all’inizio del II libro dei Dialoghi i suoi informatori intorno alla vita di san Benedetto, colloca al quarto posto «Honorato etiam, qui nunc adhuc cellae eius, in qua prius conversatus fuerat, praeest». Il nome di Onorato ritorna ancora al capitolo XV a proposito del colloquio di san Benedetto col vescovo Sabino di Canosa relativo alle imprese di Totila e alla sorte di Roma, che Gregorio dice di aver appreso da Onorato, non però come testimonio diretto, ma informato a sua volta da confratelli. Queste sono le uniche notizie autentiche sul santo.
Dai testi gregoriani si ricava dunque che Onorato nel 593-94 governava ancora la cella, il monastero cioè, in cui san Benedetto prius conversatus fuerat. Tutti i commentatori son d’accordo nel vedere in questa cella uno dei monasteri sublacensi, quello in cui il grande patriarca aveva risieduto abitualmente prima della sua partenza per Montecassino. Dopo molte incertezze la critica più recente (Morghen, Carosi) indica questo monastero in quello ricavato da san Benedetto negli ambienti della villa neroniana sulla destra dell’Aniene che, secondo le cronache sublacensi, portava originariamente il nome di san Clemente, sostituito poi con quello dei santi Cosma e Damiano dallo stesso Onorato, dopo lavori di ampliamento e di ricostruzione della chiesa.
Anche sul problema se Onorato sia stato il primo successore di san Benedetto o meno, la critica più recente è giunta a una conclusione unanime: primo successore di san Benedetto dovette essere il discepolo Mauro; questo sembra risultare chiaramente dai Dialoghi II, VIII e tutto lascia credere che il «vir Dei discipulus Maurus nomine» di cui qui si parla sia il figlio di Equizio (per le leggende tardive che lo portano a Montecassino e quindi in Francia, vedi alla voce Mauro).
Secondo il Chronicon Sublacense del secolo XIV, prima di Onorato a san Clemente sarebbe stato abate un Leonas peraltro sconosciuto. Onorato quindi sarebbe il terzo successore di san Benedetto, cosa del resto ben comprensibile se si tien conto che quando questo lasciò Subiaco (verso il 529) Onorato doveva essere giovanissimo e ovviamente immaturo per la carica abbaziale. Precisare l’anno della sua elezione è impossibile, ma dall’inciso cronologico di san Gregorio nunc adhuc... praeest, si ha l’impressione che nel 593 Onorato già da lungo tempo fosse a capo del monastero.
La tradizione sublacense, rappresentata da un documento apocrifo del Regesto Sublacense del secolo XI, e dalle cronache, ritiene che san Gregorio Magno al tempo di Onorato, abbia fatto ai monaci sublacensi larghe donazioni di beni suoi e della madre santa Silvia; vuole anzi che il pontefice si sia portato a Subiaco e abbia consacrato la chiesa dei Santi Cosma e Damiano costruita da Onorato nell’ambito del monastero di san Clemente. Purtroppo la base documentaria è fragilissima, ma la tesi non manca di possibilità e di probabilità.
Di Onorato non sappiamo altro: la tarda tradizione sublacense ne fissa la morte al 598 a novantacinque anni di età. Incerta è la nascita e lo sviluppo del suo culto, incerta la sorte delle sue reliquie. L’oscurità più fitta del resto avvolge le vicende delle fondazioni sublacensi per i secoli VII e VIII: i documenti posteriori, fino alle tardive cronache, non menzionano mai il monastero di san Clemente, né fanno memoria di Onorato salvo il già ricordato apocrifo gregoriano.
Dalle cronache si apprende che san Clemente, col nuovo nome dei Santi Cosma e Damiano, sopravvisse fino agli inizi del secolo XIII quando un violento terremoto lo ridusse a un cumulo di rovine e a cava di marmi per là sovrastante abbazia di santa Scolastica.
Nelle cronache Onorato è detto santo, come pure nell’Index chronologicus abbatum del sinodo sublacense del 1675, il suo nome però manca nei più antichi libri liturgici sublacensi, come in tutti i martirologi, menologi e calendari benedettini fino a quello, recentissimo, dello Zimmermann, il quale lo recensisce al 16 gennaio attingendolo dal Lechner che per primo lo riportava a tale data, attratto forse dalla festa dell'omonimo abate di Fondi, venerato in tal giorno.
Alla metà del secolo scorso l’abate sublacense, P. Casaretto, credette di ritrovare le ossa di Onorato nella sacrestia di santa Scolastica e racchiusele in una piccola urna marmorea le collocò nella cripta di santa Scolastica, sul fondo di una grotta, erigendo di fronte un altare in onore del santo e a poca distanza ponendo una statua in stucco che lo rappresenta giacente in qualche meditazione.
Qualche tempo prima, però, e il fatto è sfuggito allo Zimmermann, Onorato era entrato nel Proprio sublacense con Messa ed Ufficio al 29 marzo e con l'approvazione della santa Congregazione dei Riti, come risulta dal Proprio del 1841 e dal Messale monastico del 1892.
Oggi la festa è stata trasferita al 23 maggio per toglierla al periodo quaresimale.
Sul piano iconografico Onorato è rappresentato più volte con l'aureola e l'appellativo di santo al santo Speco, a volte accanto a san Benedetto, sia nelle pitture della chiesa inferiore, del secolo XIII, sia nella seconda crociera della chiesa superiore, negli affreschi del secolo XV.


Autore:
Benedetto Cignitti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-10-09

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