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Santi Beinio, Fabio, Emanuele e Fermo Corpi santi

Festa: 21 maggio

Traslazione: XVII secolo

Nel 633 sorse a Vienna il monastero delle Carmelitane Scalze, dedicato a San Giuseppe. La prima priora fu Paola Maria di Gesù, genovese venerata come santa dopo la sua morte nel 1646. Il monastero divenne un ricco deposito di reliquie, provenienti da ogni dove. Tra queste, il bollandista Daniele Papebroech esaminò quelle di quattro martiri: Beinio, Fabio, Emanuele e Fermo. Papebroech, pur notando l'anomalia del nome Emanuele, non mise in dubbio l'autenticità delle reliquie, provenienti verosimilmente dalle catacombe romane. Tuttavia, l'assenza di prove documentali e l'attribuzione incerta dei nomi lasciano aperta la questione sulla loro reale identità.



Il 22 ottobre 1633 veniva posta la prima pietra del monastero delle Carmelitane Scalze di Vienna, dedicato a San Giuseppe. Fu eletta prima priora Paola Maria di Gesù, oriunda di Genova, che morì poi in concetto di santità il 15 gennaio 1646. Tale monastero fu dotato di un elevato numero di reliquie, pare oltre duecento, fatte pervenire da ogni parte.
Il bollandista Daniele Papebroech (1628-1714) fu pregato dal carmelitano scalzo Paolo di Tutti i Santi, definitore dell’Ordine in Germania, derogando alla solita regola di non trattare "operose ac singillatim" dei martiri "recentiori memoria Romae editis", di trattare circa alcuni dei martiri delle cui reliquie erano entrati in possesso. Fece dunque menzione di Beinio, Fabio, Emanuele e Fermo, la cui festa comune era celebrata al 21 maggio, ma singolarmente erano invece festeggiati rispettivamente il 21, il 27, il 30 maggio ed il 1° giugno.
Il dotto gesuita, osservando come il nome Emanuele non potesse appartenere ad un martire romano dei primi secoli e, di conseguenza, "ex designatione inventoris vel donatoris inditum credi possit", concluse dunque che "Quibus porro indiciis crediti sint illi, quorum sic translata sunt ossa, vere martyres Christi fuisse, tacentibus donationum instrumentis, dicere nequimus".
Era dunque evidente ci si trovasse di fronte a dei corpi santi, estratti dalle catacombe, ma ai quali arbitrariamente furono assegnati dei nomi per poter porre tali reliquie ala venerazione dei fedeli.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2007-06-18

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