Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione N > Santi Nicola e Trano Condividi su Facebook

Santi Nicola e Trano Anacoreti

Festa: 4 giugno

XII sec.

Una rivelazione indica il ritrovamento dei loro sepolcri nella selva di Caposoprano, dando origine a una devozione che persiste ancora oggi. La costruzione di tre chiese, dedicate alla Vergine, a Nicola e a Trano, segna questo evento. Le fonti storiche per la ricostruzione della loro vita sono frammentarie: un'antica pergamena del 1229 attesta la consacrazione delle chiese e il martirio di Trano, sebbene non confermato da altre testimonianze. Un condaghe di Luogosanto, un'antica scrittura e la tradizione orale, tramandata di generazione in generazione, offrono ulteriori spunti. La devozione verso i santi riceve un'ulteriore sanzione ufficiale con le indulgenze concesse dal cardinale Giovanni di Avignone.

Martirologio Romano: In Sardegna, santi Nicola e Trano, eremiti.


Soltanto nel XIII secolo i nomi di Nicola e Trano si affacciano alla storia, legati ad una rivelazione che avrebbe permesso il ritrovamento del loro sepolcro nella selva di Caposoprano e, conseguentemente, avrebbe determinato il sorgere di una devozione verso di loro, che è ancora viva ai nostri giorni. Due religiosi, ritrovarono i corpi santi e sul posto edificarono tre chiese, dedicandole una alla Vergine e le altre due a Nicola e a Trano.
Questi avvenimenti andrebbero situati intorno al 1229, nel quale anno sarebbero state consacrate le tre chiese, come si ricava dal fatto che, nell’altare maggiore di una, fu trovata una piccola pergamena, in cui il Vitale, che la riportò nei suoi Annali, lesse: «Ego Christophorus de Bagella, Episcopus Salubriensis consecravi Altare majus in honorem Sancti Petri, et reliquias Beatorum Sancti Nicolai Confessoris et Sancti Trani Martyris in eo inclusi, anno 1229 die XXV Novembris». Secondo questa iscrizione Trano avrebbe subito il martirio, ma di questo particolare manca qualunque cenno nella comune tradizione. Accanto a queste chiese venne costruito un cenobio, le cui rovine si potevano ancora vedere nel 1636.
Dal tempo della costruzione delle tre chiese, la devozione per i santi anacoreti andò sempre crescendo presso il popolo della Gallura, e fu proprio per dare a questa devozione un fondamento storico, che, nel 1519, il vescovo di Ampurias e Civita, Ludovico Gonzales, indirizzò ai vescovi sardi una lettera alla quale affidò il racconto della vita dei due santi. In questo documento, riportato dal Vitale, sono citate come fonti storiche: un antico condaghe di Luogosanto; "un’antica scrittura", non meglio determinata; e quindi si fa appello alla tradizione viva tra il popolo, secondo la quale "omnes affirmant se audivisse ita a sui maioribus, quemadmodum et ipso audiverant ab illis aliis antiquis, sui predecessoribus, a partibus in filius, usque ad nostra presente aetatem".
La devozione verso i santi avrebbe avuto anche una certa approvazione ufficiale da parte della Chiesa, quando Giovanni, cardinale di Avignone e legato pontificio, concedette alcune indulgenze, legate a particolari atti di culto nelle chiese ad essi dedicate.


Autore:
Ottorino Alberti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

______________________________
Aggiunto/modificato il 2018-10-08

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati