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San Bardone (Bardo) di Magonza Vescovo

Festa: 11 giugno

† 1051

Nato da nobile famiglia nel 981, si distinse fin dalla giovinezza per la sua umiltà, carità e spirito di sacrificio. Entrato nel monastero di Fulda, divenne presto decano e poi prevosto di Neumünster, dove conquistò la stima dell'imperatore Corrado II che gli affidò le abbazie di Werden e Hersfeld. Nel 1031, nonostante l'opposizione del clero di corte, Bardone fu eletto arcivescovo di Magonza.Nonostante le critiche iniziali, Bardone si rivelò un abile principe e un pastore zelante, dedicandosi con particolare cura ai poveri e bisognosi. Conosciuto per la sua eloquenza, completò la costruzione del duomo di Magonza e celebrò sinodi importanti. Morì nel 1049 e fu subito venerato come santo.

Martirologio Romano: A Magonza nella Franconia in Germania, beato Bardone, vescovo, che fu dapprima abate di Heresfeld, elevato poi alla dignità episcopale, curò egregiamente la sua Chiesa con instacabile sollecitudine pastorale.


Nacque nel 981 a Oppertshofen da famiglia di antica nobiltà, imparentata con l'imperatrice Gisela, moglie di Corrado II. Entrato ancor giovane nel monastero di Fulda, si distinse soprattutto per l'umiltà, l'amore verso il prossimo e la prontezza al sacrificio, virtù che, già presenti nella sua mite natura, egli non mancò di sviluppare con esercizio perseverante. Il suo abate lo nominò ben presto decano e poi prevosto di Neumünster. Qui fu conosciuto dall'imperatore Corrado II, che ne riportò una impressione così favorevole da conferirgli qualche tempo dopo l'abbazia imperiale di Werden nella Ruhr, cui nel 1031 unì anche quella di Hersfeld, che era rimasta vacante. Nello stesso anno 1031 Bardone fu eletto arcivescovo di Magonza, e questa nomina contrariò il clero di corte, non certo disposto a tollerare che un monaco d'aspetto meschino e che non mostrava di avere qualità particolari, fosse stato promosso alla prima sede vescovile dell'Impero. Alcuni, anzi, lo ritennero un uomo inetto, con cui si potesse osare tutto, e tra questi Erchembaldo, podestà della città, che fece passare al santo ore amare. Nonostante il disprezzo di cui era oggetto, Bardone ottemperò in maniera esemplare ai suoi doveri di principe dell'Impero e nel 1040 prese anche parte alla guerra contro i Boemi. Ma la sua occupazione prediletta fu sempre la cura per i poveri e per i bisognosi: in Magonza li conosceva tutti per nome ed essi avevano libero accesso alla sua casa. Persino i giocolieri e i suonatori ambulanti trovarono in lui un protettore, non perché egli approvasse il loro mestiere, ma perché aveva compassione della loro condizione di girovaghi. Tali erano la sua generosità e la sua mitezza che regalò una moneta d'oro al custode che, avendolo una notte scambiato per un ladro nell'oscurità della chiesa, lo aveva percosso duramente. Il santo, infatti, aveva l'abitudine di pregare a lungo di notte, prima che avessero inizio le vigilie. Non si ha notizia di un eventuale incremento dei possessi temporali della diocesi di Magonza durante il governo di Bardone, mentre invece si sa che egli completò la costruzione del duomo della città e lo consacrò solennemente nel 1036. Godé sempre fama di zelante pastore e di illustre predicatore tanto da essere paragonato a san Giovanni Crisostomo. Una prova della sua eloquenza è il sermone per la festa di san Giovanni Evangelista, condotto sul versetto In conspecto eius nubes transierunt, in cui Cristo è paragonato al sole e i santi alle nuvole e alle stelle. Dopo aver assistito al sinodo tenuto da Leone IX nel 1049 a Magonza, l'11 giugno dello stesso anno Bardone morì a Dornloh, presso Paderborn. Con l'invocazione sancte Bardo Bardone è già nominato nella litania di Exeter del sec. XI, introdottovi forse dal vescovo Leofric. Dal sec. XVII la festa di Bardone ricorre a Magonza e ad Oppertshofen il 10 giugno, per evitare la concorrenza con san Barnaba (cf. Der Katholik, II, Magonza 1870, pp. 686 sg.); ma dal 1915 nel duomo della stessa città si celebra il 15 giugno con la liturgia dei Dottori della Chiesa, titolo spesso attribuito al santo in passato. Se ne fa memoria nei martirologi dell'Ordine benedettino il 10 giugno. Sino al sec. XIV si ha memoria della venerazione delle sue reliquie, ma alla fine del Medio Evo se ne persero le tracce, e neppure negli ultimi restauri del duomo, antecedenti al 1934, furono ritrovate. Una grande statua barocca di Bardone troneggia nella cripta di San Bonifacio a Fulda.


Autore:
Alfonso M. Zimmermann


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-24

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