Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione I > Sant' Ildemarca (Childomarca) di Fecamp Condividi su Facebook

Sant' Ildemarca (Childomarca) di Fecamp Badessa

Festa: 19 giugno

† 682 circa

Nella metà del VII secolo, la foresta di Fécamp divenne teatro di una fondazione monastica femminile per opera di Vaneng, signore locale. La badessa Ildemarca, già esperta direttrice di un convento a Bordeaux, assunse la guida della comunità sotto la tutela di Vandregisilo, abate di Fontenelle. Il monastero prosperò rapidamente, contando oltre trecento religiose e divenendo un importante centro religioso e culturale. La fama di Fécamp crebbe ulteriormente quando accolse come prigioniero il vescovo Leodegario, vittima delle persecuzioni di Ebroino, mastro di palazzo. Ildemarca e le sue consorelle si presero cura di lui con dedizione, permettendogli di celebrare la Messa e tenere conferenze. Tuttavia, la tranquillità fu spezzata dal rapimento e dal successivo assassinio di Leodegario, avvenuti per ordine di Ebroino. Morì qualche anno dopo.

Martirologio Romano: Nel monastero di Fécamp in Neustria, in Francia, santa Ildemarca, badessa, che accolse benignamente e curò san Leodegario mutilato da Ebroíno.


A metà del VII secolo, un signore chiamato Vaneng, governatore del paese di Caux, decise di fondare un monastero femminile nella foresta di Fécamp, dove egli aveva l’abitudine di andare a caccia. Ottenne il benestare di sant'Audoeno (frate Ouen), vescovo di Rouen, e di san Vandregisilo (frate Wandrille), abate di Fontenelle. Un monaco di Fontenelle, il diacono Sindard, si recava qualche volta a Bordeaux per gli affari del monastero e riceveva ospitalità in un convento governato dalla badessa Ildemarca. Sindard convinse Ildemarca (fr. Childemarque, Hildemarque), già avvertita da una visione celeste, a mettersi a disposizione di Vandregisilo. Questi la presentò a Vaneng che le affidò la direzione del suo monastero (664). La comunità fiorì rapidamente; come altri monasteri fondati in quel tempo, Fécamp contò ben presto oltre trecento religiose e vi si organizzò una latis perennis.
Verso il 675, il maestro di palazzo Ebroino avendo fatto tagliare le labbra e la lingua a san Leodegario (frate Léger), vescovo di Autun, incaricò Vaneng di custodirlo; questi trattò il suo prigioniero con ogni riguardo e gli assegnò Fécamp come residenza. Ildemarca e le sue suore fecero del loro meglio nell’assisterlo e ben presto egli poté riprendere la celebrazione della Messa e fare delle conferenze alla comunità. Questo soggiorno durò circa due anni; Ebroino, furioso nel vedere il suo nemico sopravvissuto alle ferite lo fece rapire da Fécamp e dopo poco lo fece assassinare (verso il 677). Ildemarca morì qualche anno più tardi, in data sconosciuta. Il suo culto si diffuse ad opera dei monaci di Fontenelle, che iscrissero il suo nome al 19 giugno nella loro redazione del Martirologio Geronimiano.
Ella figura al 20 giugno in un antico Calendario del priorato di Perrecy, nella diocesi di Autun. Le sue reliquie andarono probabilmente disperse nell’842, al tempo della distruzione del monastero ad opera dei Normanni.


Autore:
Philippe Rouillard


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

______________________________
Aggiunto/modificato il 2018-03-12

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati