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San Prospero di Reggio Emilia Vescovo

Festa: 25 giugno

Due omelie del X secolo raccontano la sua vita e la traslazione del suo corpo. Inizialmente tumulato nella chiesa di Sant'Apollinare, a causa di un'inondazione, il vescovo Ermenaldo lo trasferì nella Cattedrale di Santa Maria. Un nuovo santuario fu eretto nel secolo successivo da Teuzone e consacrato da papa Gregorio V nel 997. La venerazione per San Prospero si diffuse ampiamente nei secoli successivi, come testimoniato dalle numerose chiese e cappelle a lui dedicate in diverse città dell'Italia settentrionale. Il Concilio di Trento segnò un cambiamento, con la centralizzazione del culto verso Reggio Emilia, dove il santo è ancora oggi celebrato il 24 novembre.

Patronato: Reggio Emilia

Etimologia: Prospero = vegeto, florido, felice, significato chiaro

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Reggio Emilia, san Prospero, vescovo.


Di s. Prospero si sa ben poco, fu certamente vescovo di Reggio Emilia nel sec. V ma mancano documenti dell’epoca che lo attestino. D’altra parte il culto è antichissimo e ben radicato fra i fedeli per cui bisogna considerare che all’epoca, ai fedeli più che interessare la storia cronologica della vita di un santo, aveva importanza la narrazione delle sue virtù, che in questo caso non mancano.
Bisogna considerare che il culto così diffuso è certamente spontaneo e non suggerito o imposto dalla città di Reggio Emilia, allora non in grado di farlo dato il suo scarso rilievo.
Parlano di lui due omelie del sec. X, una per la vita e un’altra per la traslazione, riportate dalla “Bibliotheca
Hagiografica Latina” 2 voll. Bruxelles 1898-1901 e nel ‘Libro dei miracoli’ di M. Mercati del 1896.
Il suo corpo fu tumulato nella chiesa di s. Apollinare nelle vicinanze della città, successivamente ricostruita e dedicata poi allo stesso s. Prospero (inizio sec. VIII). Dopo la metà del X sec. essendo la chiesa invasa dalle acque, il vescovo Ermenaldo (962) trasportò il corpo nella Cattedrale di s. Maria nel centro della città in attesa di costruirne un’altra nuova. Il progetto fu realizzato dal suo successore vescovo Teuzone (979) e il papa Gregorio V nell’anno 997 di passaggio per Reggio diretto a Pavia, consacrò il nuovo tempio nella zona di Castello. Nel sec. XVI la chiesa fu ricostruita nelle forme attuali, il corpo riposa sotto l’altare maggiore.
Il culto fu così diffuso nei secoli XI a XIV tale da contare nelle province di Parma, Bologna, Lucca e altre città oltre Reggio ben 31 chiese o cappelle a lui dedicate; dopo il Concilio di Trento il culto si restrinse verso Reggio, scomparendo man mano le intestazioni di questi edifici sacri.
La diocesi di Reggio Emilia lo celebra il 24 novembre.
E’ raffigurato quasi sempre con un libro in mano ad attestare la sua qualità di teologo e in abito episcopale.
In molte chiese di Reggio Emilia vi sono statue e affreschi che lo raffigurano come anche in un ottima tela nella chiesa di s. Giacomo dell’Orio a Venezia.

Dal latino prosperus ‘fortunato, lieto, felice’.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-01-22

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