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San Deodato di Nola Vescovo

Festa: 26 giugno

† 26 giugno 473

Fu arciprete di Nola al tempo del vescovo Paolino il giovane, morto nel 442. Era così prudente e circospetto «Ut omnibus presbyterorum et clericorum consensu totius Ecciesiae Nolanae administratio in redditus exigendis ac dispensandis [ei] committeretur: et sic quodam modo episcopus erat». Accusato da malevoli presso l'imperatore Valentiniano III di disporre dei predetti beni «pro arbitrio et ad proprium usum», prima fu incarcerato, indi esiliato, e, infine, non senza l'intervento di Dio, rimesso in libertà. Due anni dopo successe a Paolino. La sua morte avvenne il 26 giugno 473 e fu sepolto nella sua città.

Martirologio Romano: A Nola in Campania, san Deodato, vescovo, succeduto a san Paolino.


La vita di San Deodato, pur ricca di virtù e opere meritorie, è giunta a noi frammentata e compendiata. Le fonti principali sono:
- Un compendio di Ferdinando Ferrari
- La biografia completa di Ferdinando Ughelli
- Un'opera del bollandista Daniel Papebroch, il quale la data al 1117 o a una successiva trascrizione.

Da queste fonti apprendiamo che Deodato fu dapprima arciprete della città di Nola durante l'episcopato di San Paolino il Giovane, scomparso nel 442. La sua saggezza e prudenza erano tali che "con il consenso di tutti i presbiteri e chierici dell'intera Chiesa Nolana, gli fu affidata l'amministrazione delle rendite da riscuotere e da distribuire: e così in un certo senso era vescovo".
Tuttavia, la sua integrità morale fu messa alla prova da accuse calunniose. Malevoli individui lo denunciarono all'imperatore Valentiniano III, accusandolo di disporre dei beni ecclesiastici "a suo piacimento e per uso proprio". In seguito a queste accuse, Deodato fu incarcerato, esiliato e solo grazie all'intervento divino poté riottenere la libertà.
Due anni dopo la morte di San Paolino, nel 444, Deodato fu eletto vescovo di Nola, assumendo la guida della diocesi con dedizione e saggezza.
Il suo episcopato fu caratterizzato da un'intensa attività pastorale e da una profonda attenzione ai bisogni dei fedeli. Deodato si distinse per la sua umiltà e carità, guadagnandosi l'affetto e la stima di tutti. Morì il 26 giugno 473 e fu sepolto nella sua città natale.
Già in vita, Deodato era venerato per la sua santità. Ancora arciprete, si era preparato un cenotafio con un'iscrizione che ne sottolineava l'umiltà: "Deodato, indegno arciprete della Santa Chiesa Nolana, riposa qui". Dopo la sua morte, gli fu dedicata un'altra epigrafe che ne esaltava le virtù: "Amato da Dio e dagli uomini nel sacerdozio".
Nonostante il bollandista Papebroch interpretasse "sacerdotium" come "episcopato" e non come "arcipresbiterato", diverse fonti storiche, tra cui l'autore stesso della Vita, confermano che Deodato fu sia arciprete che vescovo di Nola.
Intorno all'840, le sue reliquie furono trasportate a Benevento, dove sono ancora oggi venerate.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-28

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