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San Simeone 'Salos'

Festa: 21 luglio

VI secolo

Il Martyrologium Romanum, come i più antichi calendari, commemora in data odierna San Simeone detto “Salos”, cioè il folle (per Cristo). Per ispirazione divina desiderò essere considerato stolto per Cristo e ignobile davanti agli uomini.

Etimologia: Simeone = Dio ha esaudito, dall'ebraico

Martirologio Romano: Presso Homs in Siria, san Simeone, detto il Folle, che, mosso dallo Spirito Santo, desiderò essere ritenuto stolto per Cristo e disprezzato tra gli uomini. Insieme a lui si commemora san Giovanni, eremita, che fu per circa trent’anni compagno di san Simeone nella santa peregrinazione e nell’eremo presso il lago di Mareotide in Egitto.


Sui primi anni della vita del San Simeone venerato in data odierna non si hanno particolari notizie, se non le sue origini siriane e la provenienza di sua madre da Edessa. Recatosi in pellegrinaggio ai luoghi santi, incontrò un suo connazionale, Giovanni, anch'egli oggi festeggiato, con cui fece ritorno da Gerusalemme. Entrambi ben istruiti, erano particolarmente ferrati nella lingua greca. Attraversando Gerico videro i monasteri che sorgevano lungo il Giordano e si sentirono subito attratti dalla vita eremitica, tanto da optare subito per la vita monastica. Simeone si approcciò alla vita spirituale con umiltà, credendo non solo di dover accettare le umiliazioni mandateci da Dio nella vita quotidiana, ma anche cercare di mortificarsi e non lasciarsi influenzare dalla mentalità umana. Lasciò poi il deserto per trasferirsi nella siriana Emesa, attuale Homs, ove fu soprannominato “salos”, cioè “folle” per Cristo, in quanto deliberatamente prese ad simulare disturbi mentali per far credere di essere pazzo. Dio non tardò a ricompensare l'umiltà di Simeone conferendogli una grazia straordinaria e poteri miracolosi, anche se non è comunque da escludere che a quel tempo la mente del santo fosse effettivamente sconvolta.
Vi è però un'altra ipotesi secondo la quale l'assurdo comportamento, oltre al disagio e all'abuso di forze fisiche che lo accompagnavano, avesse nella spiritualità di Simeone il preciso scopo di mascherare la sua santità e trascendere il suo corpo con un'insolita forma di ascesi.
La traduzione in siriano della “Vita” greca sostiene che Simeone fosse monofisita, cioè che aderisse all'eresia secondo cui Cristo possedesse solo una natura divina, forse per annoverarlo a pieno titolo come membro della Chiesa siriaca, anch'essa monofisita.
Differiscono anche i racconti della sepoltura del santo: secondo la versione greca, infatti, quando l'amico Giovanni fece aprire la tomba per traslare il corpo in un posto più adatto, la trovò vuota per opera del Signore che in tal modo aveva glorificato il suo servo fedele. Ciò potrebbe spiegare l'effettiva assenza tutt'oggi di reliquie del santo da poter venerare. Tuttavia i siriani affermarono in passato che un loro religioso si sarebbe impossessato del corpo e lo avrebbe portato in un monastero alla periferia di Emesa, in cui già si venerava la testa di San Giovanni Battista.
Sin dai più antichi calendari San Simeone “Salos” fu commemorato al 21 luglio unitamente al suo compagno San Giovanni, finché nel XVI secolo il venerabile cardinale Cesare Baronio inspiegabilmente li separò, spostando la festa di Simeone al 1° luglio. La recente edizione del Martyrologium Romanum è però tornata all'antica data.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2006-01-07

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