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Santi Memnone e Severo Martiri

Festa: 3 luglio

Centurioni romani convertitisi al cristianesimo, subirono il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano e Massimiano. La loro storia, narrata il 3 luglio nel Martirologio Romano, è un esempio di coraggio, coerenza e incrollabile fede. Memnone, inizialmente incaricato di far rispettare gli editti anti-cristiani, fu toccato dalla fede di Severo, suo compagno d'armi. Convertitosi, i due divennero amici inseparabili, sostenendosi a vicenda nella fede. La loro fede li condusse all'arresto e alla tortura. Memnone e Severo resistettero con tenacia, rifiutando di rinnegare il loro credo. Condannati a morte, subirono il martirio con serenità, offrendo la loro vita in testimonianza.

Martirologio Romano: A Wiza in Tracia, ora in Turchia, san Memnóne martire, che, centurione convertito alla fede da san Severo, fu sottoposto insieme a lui ad atroci supplizi al tempo di Diocleziano e Massimiano ed entrò per primo in cielo da vincitore.


Nella schiera dei santi martirizzati durante l'imperversare delle persecuzioni romane, spiccano i nomi di Memnone e Severo, due figure la cui vicenda intrecciata testimonia la forza incrollabile della fede e la speranza inalienabile nella vittoria del bene sul male. Celebrati il 3 luglio, questi santi offrono un esempio luminoso di coraggio e perseveranza di fronte alle avversità, ergendosi a baluardo di ispirazione per i credenti di ogni epoca.
Memnone, originario della Tracia, era un centurione dell'esercito romano, incaricato di far rispettare gli editti imperiali contro i cristiani. Tuttavia, la sua rigida osservanza del dovere militare vacillò quando si trovò di fronte alla tenacia e alla serenità dei fedeli condannati al martirio. In particolare, rimase profondamente toccato dalla figura di Severo, un compagno d'armi che, pur di fronte alla tortura e alla morte imminente, professava la sua fede con incrollabile fermezza.
Severo, anch'egli centurione romano, era un uomo di profonda fede cristiana. La sua devozione non era passata inosservata ai suoi superiori, che lo avevano sottoposto a continui rimproveri e minacce. Tuttavia, Severo non vacillò mai, anzi, la sua fede si rafforzò di fronte alle avversità. Divenne un esempio di coerenza e coraggio per i suoi compagni cristiani, incitandoli a rimanere saldi nella loro fede di fronte alle persecuzioni.
La testimonianza di Severo ebbe un impatto profondo su Memnone, il quale iniziò a mettere in discussione la legittimità delle persecuzioni contro i cristiani. Attratto dalla luce della fede, Memnone chiese il battesimo a Severo, divenendo così cristiano egli stesso. La loro conversione segnò l'inizio di un'amicizia profonda e sincera, basata sulla fede condivisa e sul reciproco sostegno.
Tuttavia, la loro nuova fede non li salvò dalla crudeltà degli imperatori Diocleziano e Massimiano. Entrambi furono arrestati e sottoposti a torture atroci per costringerli a rinnegare la loro fede. Memnone e Severo resistettero con tenacia, rifiutando di cedere alle pressioni dei loro persecutori. La loro incrollabile fede divenne una testimonianza vivente del potere del Vangelo, anche di fronte alla morte.
Dopo aver sopportato indicibili sofferenze, Memnone e Severo furono condannati a morte. Affrontarono il supplizio con serenità e coraggio, offrendo la loro vita in testimonianza della loro fede. Secondo la tradizione, Memnone spirò per primo, entrando per primo "in cielo da vincitore". Severo lo seguì poco dopo, raggiungendo il suo fedele compagno nella gloria eterna.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-06-04

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