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> Home > Sezione G > Beati Giorgio Nichols, Riccardo Yaxley, Tommaso Belson e Humphred Pritchard Condividi su Facebook

Beati Giorgio Nichols, Riccardo Yaxley, Tommaso Belson e Humphred Pritchard Martiri

Festa: 5 luglio

† 5 luglio 1589

Martirizzati a Oxford, in Inghilterra, sotto il regno della regina Elisabetta I.
Giorgio Nichols era un sacerdote gesuita nato a Londra nel 1550. Entrò nel noviziato gesuita a Gand nel 1567 e fu ordinato sacerdote nel 1576. Tornò in Inghilterra nel 1578 per svolgere il suo ministero tra i cattolici. Fu arrestato nel 1581 e condannato a morte per tradimento. Fu impiccato a Tyburn il 2 febbraio 1583.
Riccardo Yaxley era un sacerdote gesuita nato a York nel 1557. Entrò nel noviziato gesuita a Roma nel 1574 e fu ordinato sacerdote nel 1581. Tornò in Inghilterra nel 1583 per svolgere il suo ministero tra i cattolici. Fu arrestato nel 1585 e condannato a morte per tradimento. Fu impiccato a Tyburn il 25 maggio 1585.
Tommaso Belson era un laico nato a Oxford nel 1547. Era un fervente cattolico e offrì la sua casa come rifugio ai sacerdoti gesuiti che perseguitati dal governo inglese. Fu arrestato nel 1585 e condannato a morte per tradimento. Fu impiccato a Oxford il 5 luglio 1585.
Humphred Pritchard era un laico nato a Brecon nel 1545. Era un fervente cattolico e aiutò i sacerdoti gesuiti a sfuggire alla cattura da parte delle autorità inglesi. Fu arrestato nel 1585 e condannato a morte per tradimento. Fu impiccato a Oxford il 5 luglio 1585.

Martirologio Romano: A Oxford in Inghilterra, beati martiri Giorgio Nichols, Riccardo Yaxley, sacerdoti, Tommaso Belson, destinato al sacerdozio, e Unfredo Pritchard, che, condannati sotto la stessa regina, i primi perché entrati in Inghilterra da sacerdoti, gli altri per averli aiutati, subirono il supplizio del patibolo.


Giorgio Nichols, Riccardo Yaxley
Nato ad Oxford nel 1550, George Nichols si immerse fin da giovane nel mondo accademico, frequentando il Brasenose College, dove conseguì la laurea nel 1571. La sua vocazione lo condusse oltre le mura universitarie, portandolo ad insegnare presso la prestigiosa St. Paul's School di Londra. Fu proprio in questo contesto che Nichols abbracciò la fede cattolica, scelta che avrebbe segnato indelebilmente il suo destino.
Nel 1581, spinto da un fervente zelo missionario, Nichols si recò al Collegio Douai a Reims, in Francia, per ricevere la formazione sacerdotale. Poco dopo l'ordinazione, tornò in Inghilterra, consapevole dei rischi che correva, per intraprendere una missione clandestina volta a diffondere la fede cattolica in un paese dominato dalla Chiesa Anglicana.
Ad Oxford, Nichols si distinse per il suo impegno missionario, convertendo numerose persone alla fede cattolica, tra cui un bandito condannato nel castello cittadino. La sua attività non passò inosservata alle autorità, che lo arrestarono nel 1589 insieme ad altri tre uomini: Richard Yaxley, Humphrey Pritchard e Thomas Belson.
Accusati di tradimento per via della loro fede cattolica e del loro status di sacerdoti ordinati all'estero, Nichols e i suoi compagni subirono un processo sommario e la condanna a morte. La severità della pena rifletteva il clima di intolleranza religiosa che pervadeva l'Inghilterra Elisabettiana, dove il Cattolicesimo era considerato una minaccia all'ordine costituito.
Il 5 luglio 1589, Nichols e Yaxley furono sottoposti all'esecuzione capitale a Holywell, Oxford. La loro morte, particolarmente efferata, che includeva impiccagione, squarciamento e decapitazione, servì da monito per chiunque osasse sfidare il potere religioso e politico dell'epoca.

Tommaso Belson e Humphred Pritchard
Thomas Belson emerge erge come un faro di fede e coraggio nella storia turbolenta dell'Inghilterra durante il regno di Elisabetta I. La sua vita, seppur breve e segnata da sofferenze, incarna la resilienza dei cattolici inglesi di fronte alle persecuzioni religiose dell'epoca.
Nato nel 1563 a Brill, nel Buckinghamshire, Belson immerse fin da giovane il suo animo nel nutrimento spirituale, frequentando la St Mary's Hall di Oxford e il seminario cattolico di Reims. Il suo desiderio di seguire i precetti della sua fede lo portò a sfidare le leggi imposte dal regime elisabettiano, che osteggiava apertamente il cattolicesimo.
Tornato in Inghilterra, Belson si rese protagonista di un atto di grande generosità offrendo rifugio a sacerdoti cattolici perseguitati. Questo gesto di compassione, considerato un crimine contro lo Stato, lo condusse all'arresto e alla prigionia nella Torre di Londra. Nonostante le torture e le minacce, Belson non vacillò nella sua fede, rimanendo fedele ai suoi principi morali e religiosi.
Nel 1586, Belson fu bandito dal regno, ma la sua devozione lo spinse a tornare in patria, dove continuò a sostenere la comunità cattolica clandestina. Nel 1589, a Oxford, fu nuovamente arrestato e processato per tradimento. La sua incrollabile fede lo condannò all'esecuzione il 5 luglio 1589.

Quasi quattro secoli dopo, nel 1987, Papa Giovanni Paolo II beatificò Giorgio Nichols, Riccardo Yaxley, Tommaso Belson e Humphred Pritchard ed i loro compagni, riconoscendo il loro sacrificio come testimonianza eroica della fede. La loro storia, raccontata nel libro "Blessed Thomas Belson: His Life and Times 1563 - 1589" di Christine Kelly, offre una preziosa finestra sulla persecuzione dei cattolici in Inghilterra e sulla forza interiore che animava la loro resistenza.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-06-06

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