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Santa Trifina Martire

Festa: 5 luglio

Il Martirologio geronimiano commemora il 5 luglio i martiri Agatone e Trifina in Sicilia, senza aggiungere altro. La notizia passò di lì nei martirologi storici, in vari manoscritti siciliani e nel Martirologio romano. Di questi martiri tutto è ignoto eccetto le scarse notizie forniteci dai martirologi. Il Lanzoni ha supposto che sotto il nome di Agatone sia da riconoscere "la celebre martire di Catania Agathenis..., trasformata in Agathonis da un imperito copista", ipotesi accolta anche dal Delehaye nel commentario al Martirologio geronimiano. Si è pure pensato che il martire Agatone potrebbe identificarsi con Agatone I, vescovo di Lipari, di cui si parla negli Atti dei ss. Alfio, Filadelfio e Cirino, il quale, fuggendo per salvarsi dalla persecuzione, si recò a Lentini, dove visse nascosto in una grotta presso la città assieme ad Alessandro, vecchio persecutore convertito; questa supposizione sembra tuttavia improbabile, poiché gli autori dei martirologi non hanno conosciuto gli atti dei tre martiri venuti in Occidente dalla Sicilia, attraverso l'Oriente. Sicché le conclusioni che oggi si possono presentare alla critica non sono lontane da quanto diceva il Caetani nel Seicento, cioè che, nonostante tutti gli sforzi per identificare questo martire. Quanto a Trifina, il Delehaye e il Lanzoni pensano che sia una forma corrotta, derivata da un Trifone o Trofimo o Trofima.

Emblema: Palma


Santa Trifina, figura martiriale avvolta nel mistero, è commemorata il 5 luglio nel Martirologio geronimiano, menzionata insieme al compagno Agatone. Le informazioni su di lei sono estremamente scarne, tanto che la sua stessa identità rimane oggetto di dibattito tra gli studiosi. Nonostante la mancanza di dettagli concreti, la devozione a Santa Trifina persiste, in particolare in Bretagna, dove è venerata come patrona dei bambini malati e nati prematuri.
Le uniche testimonianze certe su Santa Trifina provengono dai martirologi, antichi testi che elencano i santi commemorati in ogni giorno dell'anno. Il Martirologio geronimiano, risalente al IV secolo, la menziona per la prima volta, associandola al martirio di Agatone in Sicilia. Questa notizia viene poi ripresa in martirologi successivi, in manoscritti siciliani e, infine, nel Martirologio romano.
L'oscurità che avvolge Santa Trifina riguarda innanzitutto il suo nome. Il Martirologio geronimiano riporta "Trifina", ma alcuni studiosi, tra cui Hippolyte Delehaye e Francesco Lanzoni, ipotizzano che si tratti di una deformazione di nomi maschili come Trifone, Trofimo o Trofima.
Anche l'identificazione del compagno di martirio, Agatone, è incerta. Lanzoni propone che si tratti di Agatene di Catania, una martire già nota, mentre altri ipotizzano una sovrapposizione con Agatone I, vescovo di Lipari. Tuttavia, nessuna di queste ipotesi ha trovato prove definitive.
L'assenza di informazioni concrete ha alimentato diverse speculazioni sulla vita e sul martirio di Santa Trifina. Alcuni la associano alla leggenda di Barbablù, vedendo in lei una delle mogli uccise dal barone sanguinario. Altri la collegano a tradizioni bretoni, ipotizzando un legame con San Tremeur, venerato come suo figlio.
Nonostante le incertezze agiografiche, il culto di Santa Trifina si è diffuso, in particolare in Bretagna. Qui è venerata come santa patrona dei bambini malati e nati prematuri, figura di riferimento e conforto per le famiglie che affrontano tali sfide. Diverse chiese le sono dedicate, come quella nel villaggio di Sainte-Tréphine, che porta il suo nome.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-06-06

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