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II o III sec.
La memoria di questo martire ricorre solamente nei sinassari greci.
Apollonio, secondo gli elogi, era nativo di Sardi nella Lidia e fu
crocifisso sotto il prefetto Perino a Iconio (Licaonia), essendosi
rifiutato di giurare per la fortuna dell'imperatore. Il Martirologio
Romano e i sinassari lo commemorano al 10 luglio.
Martirologio Romano: A Konya in Licaonia, nell’odierna Turchia, sant’Apollonio di Sardi, martire, che si tramanda abbia subito il martirio della crocifissione.
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Le notizie biografiche su sant'Apollonio sono estremamente frammentarie. Gli studi agiografici, condotti attraverso i martirologi antichi, confermano che il suo nome era già iscritto nei cataloghi dei martiri venerati in Asia Minore. Non sono giunti fino a noi gli Acta originali del suo martirio, un destino comune a moltissimi santi delle prime generazioni cristiane in Oriente, i cui documenti andarono perduti a causa delle distruzioni belliche o del disinteresse delle generazioni successive. Secondo la tradizione martyrologica, Apollonio subì il martirio a Sardi per aver confessato la fede cristiana, rifiutando di abiurare davanti ai magistrati romani. Le modalità del supplizio, il periodo esatto in cui avvenne (probabilmente tra la metà del III e l'inizio del IV secolo) e le circostanze del suo arresto sono avvolti nel silenzio delle fonti. Questo silenzio, tuttavia, non sminuisce la certezza del suo culto: la Chiesa locale lo ha sempre annoverato tra i suoi gloriosi testimoni, trasmettendo la memoria del suo dies natalis (il giorno della sua nascita al cielo) al 10 luglio. La memoria di sant'Apollonio è stata preservata grazie al Martirologio Geronimiano, il celebre catalogo martyrologico che, alla data del 10 luglio, registra la commemorazione del martire a Sardi (Sardis Apollonii martyris). Cesare Baronio, nella redazione del Martirologio Romano alla fine del XVI secolo, recepì questa indicazione con il rigore critico che lo contraddistingueva, inserendo sant'Apollonio tra i santi iscritti nel calendario universale della Chiesa.
Autore: Enrico Quiri
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