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San Leonzio II, il Giovane Vescovo di Bordeaux
Festa:
11 luglio
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Bordeaux, Aquitania, 515-516 - Bordeaux, 567-570
Nato intorno al 515-516 in Aquitania, probabilmente a Bordeaux, san Leonzio II apparteneva a un'antica famiglia dell'aristocrazia galloromana. Da giovane partecipò a una spedizione militare in Spagna, verosimilmente quella del re Childeberto I nel 531. Sposò Placidina, pronipote di san Sidonio Apollinare; dopo la sua elezione a vescovo di Bordeaux, i due vissero in continenza, come fratello e sorella. Succedette a Leonzio I in una data non precisabile ed è documentato ai concili di Orléans (549) e di Parigi (552 e 560). Intorno al 561-563 si oppose, senza successo, all'ingerenza dei re Clotario I e Cariberto nella nomina del vescovo di Saintes. Fu soprattutto un grande costruttore: edificò la basilica di San Martino e la cattedrale di Notre-Dame a Bordeaux, completò opere avviate dai predecessori e promosse la costruzione o il restauro di numerose chiese in Aquitania, tra cui San Vincenzo a Mas d'Agenais, San Nazario presso Sainte-Foy, San Viviano e Sant'Eutropio a Saintes. Morì tra il 567 e il 570. Venanzio Fortunato gli dedicò tredici poemi, nei quali emerge la figura di un vescovo generoso e abile organizzatore.
Emblema: Vescovo con pastorale; modello di chiesa o cattedrale quale richiamo alla sua intensa attività edilizia.
Martirologio Romano: A Bordeaux in Aquitania, in Francia, san Leonzio, vescovo, che fu vanto del popolo e della città e rifulse quale costruttore di edifici di culto, restauratore del battistero e silenzioso benefattore dei poveri.
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Origini aristocratiche Leonzio nacque intorno agli anni 515-516 in Aquitania, probabilmente nella stessa Bordeaux. Apparteneva a una delle più importanti famiglie galloromane della regione, in un'epoca in cui l'antica aristocrazia romana continuava a esercitare un ruolo determinante nella società, pur sotto il dominio dei re merovingi. Le fonti ricordano che, ancora giovanissimo, partecipò a una spedizione militare in Spagna, verosimilmente quella guidata dal re franco Childeberto I nel 531. Questo episodio mostra come la sua formazione fosse inizialmente quella tipica di un giovane nobile destinato alla vita pubblica.
Il matrimonio con Placidina Successivamente sposò Placidina, appartenente anch'essa all'aristocrazia galloromana e pronipote di sant'Sidonio Apollinare, una delle maggiori figure culturali della Gallia tardoantica. Quando Leonzio fu chiamato all'episcopato, i due coniugi scelsero di vivere nella continenza perfetta, secondo una pratica allora non rara tra coppie dell'aristocrazia cristiana. Le fonti sottolineano che continuarono a condividere un profondo legame spirituale, dedicando insieme ingenti ricchezze alla costruzione di chiese e al sostegno dei poveri.
Vescovo di Bordeaux Succedette a Leonzio I sulla cattedra episcopale di Bordeaux, probabilmente negli anni Quaranta del VI secolo, anche se la data esatta rimane incerta. La sua presenza è documentata nei principali concili della Gallia merovingia: - V Concilio di Orléans (549); - Concilio di Parigi (552); - Concilio di Parigi (560). La partecipazione a queste assemblee testimonia il prestigio raggiunto da Leonzio, che era considerato uno dei principali metropoliti della Gallia occidentale. Egli intervenne nelle questioni disciplinari ed ecclesiastiche che interessavano l'intero regno franco, contribuendo al consolidamento dell'organizzazione della Chiesa in un periodo di profonde trasformazioni politiche.
Il difficile rapporto con il potere regio Tra il 561 e il 563 emerse uno degli episodi meglio documentati del suo episcopato. Alla morte del vescovo Eusebio di Saintes, i re Clotario I e Cariberto imposero come successore Emerio senza attendere il consenso del metropolita di Bordeaux, cui spettava un ruolo determinante nella procedura canonica. Leonzio protestò energicamente, ma il suo intervento rimase senza effetto. L'episodio mostra la crescente interferenza del potere politico nella nomina dei vescovi durante l'età merovingia e costituisce una preziosa testimonianza delle tensioni tra autorità ecclesiastica e monarchia.
Il grande costruttore L'aspetto che più colpì i contemporanei fu l'intensa attività edilizia promossa dal santo. A Bordeaux fece costruire la basilica di San Martino fuori dalle mura cittadine. Realizzò inoltre la nuova cattedrale dedicata a Notre-Dame, descritta da Venanzio Fortunato come un edificio luminoso e magnificamente ornato. Portò a termine diversi edifici iniziati dai predecessori e promosse nuovi cantieri in tutta la provincia ecclesiastica. Fra le opere attribuitegli figurano: - la basilica di San Vincenzo presso Mas-d'Agenais; - la ricostruzione della basilica di San Nazario presso Sainte-Foy; - il completamento della basilica di San Viviano a Saintes; - la ricostruzione della basilica di Sant'Eutropio. Placidina collaborò attivamente finanziando preziose decorazioni, fra cui un celebre soffitto d'argento impreziosito d'oro nella basilica di San Viviano.
Carità e governo pastorale Il Martirologio Romano sintetizza efficacemente il profilo spirituale del santo ricordandolo come "vanto del popolo e della città", restauratore del battistero e "silenzioso benefattore dei poveri". Questa breve ma significativa definizione mette in evidenza il tratto forse più caratteristico del suo episcopato: un governo pastorale fondato meno sui grandi gesti politici e più sull'amministrazione concreta della diocesi, sulla cura delle strutture ecclesiastiche e sull'assistenza ai più bisognosi.
Gli ultimi anni Negli ultimi anni della sua vita ricevette la visita del poeta e futuro santo Venanzio Fortunato, che gli dedicò ben tredici componimenti poetici insieme alla moglie Placidina. Sebbene il linguaggio di Fortunato sia ricco di immagini encomiastiche, gli storici ritengono che tali testi costituiscano una preziosa testimonianza contemporanea dell'autorevolezza e della generosità del vescovo. Leonzio morì probabilmente tra il 567 e il 570. Nel 574 il suo successore era già stabilmente insediato sulla cattedra di Bordeaux.
Autore: Giampietro Cattini
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