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San Bertrando (Betrando) Abate di Grand-Selve

Festa: 11 luglio

† Grand-Selve, presso Tolosa, Francia, 11 luglio 1149

Uno dei suoi monaci attesta che «era uomo di incomparabile semplicità e purezza di cuore, a tutti amabile per la dolcezza e mitezza, forte nelle avversità, grande nell'amore». Bertrando si dedicò alla predicazione, e si recò spesso nella Francia meridionale per combattere gli errori degli Albigesi, che lo perseguitarono e lo costrinsero ad abbandonare la sua abbazia e a vivere per due anni in Italia. Il 31 marzo 1145, Bertrando e i monaci della comunità di Grandselve, fondata nel 1117 e osservante la regola di san Benedetto alla maniera cistercense, furono associati formalmente all'Ordine, specialmente per opera di san Bernardo, che tanto stimava il beato. Bertrando, fin dagli inizi della sua vita monastica, ebbe cura di meditare ogni giorno il Vangelo e di mantenersi in uno stato di grande purezza, tanto che nessuno osava riportargli notizie di avvenimenti estranei alla vita religiosa. Al solo udire il nome di Gesù le lagrime scaturivano dai suoi occhi e durante la Messa, come raccontò egli stesso, aveva spesso apparizioni celesti. Morì l'11 luglio 1149 e fu venerato a Grandselve il 20 novembre, fino a quando il monastero non fu distrutto.

Etimologia: Dal germanico Berht-rand = scudo splendente

Emblema: Abate con pastorale, abito cistercense, libro della Regola o del Vangelo

Martirologio Romano: Nel monastero di Grand-Selve nel territorio di Tolosa in Francia, beato Betrando, abate, che, desideroso di stabilire nel suo monastero l’osservanza di una regola, lo aggregò all’Ordine Cistercense.


L'abbazia di Grand-Selve
L'abbazia di Grand-Selve, situata nel territorio di Tolosa, era stata fondata nel 1117 come monastero benedettino. Fin dalle origini mostrò una particolare attenzione alla vita austera e all'osservanza della Regola di san Benedetto, anticipando per molti aspetti gli ideali che stavano caratterizzando il nascente movimento cistercense. In questo ambiente maturò la vocazione monastica di Bertrando, del quale le fonti non tramandano notizie sulla famiglia o sulla giovinezza.

Abate e riformatore
Bertrando fu eletto abate intorno al 1128. Convinto che il monastero dovesse aderire pienamente agli ideali di semplicità, povertà e fedeltà alla Regola, lavorò per inserirlo ufficialmente nella famiglia cistercense.
Il momento decisivo giunse il 31 marzo 1145, quando Grand-Selve venne aggregata formalmente all'Ordine Cistercense. L'operazione avvenne con l'appoggio determinante di san Bernardo di Chiaravalle, che nutriva grande stima nei confronti dell'abate e della sua comunità. Da allora Grand-Selve divenne uno dei principali centri cistercensi della Francia sud-occidentale.

Predicatore contro l'eresia
Pur profondamente legato alla vita contemplativa, Bertrando non rimase confinato nel monastero. Le cronache ricordano le sue frequenti missioni di predicazione nella Francia meridionale, allora interessata dalla diffusione del catarismo o eresia albigese.
Secondo la tradizione monastica, la sua attività suscitò l'ostilità degli eretici, che lo costrinsero persino ad abbandonare temporaneamente Grand-Selve. Bertrando trascorse circa due anni in Italia prima di poter rientrare nella propria abbazia. Sebbene i particolari dell'episodio siano poco documentati, gli studiosi ritengono storicamente plausibile il suo coinvolgimento nella predicazione antiereticale tipica del periodo precedente alla crociata albigese.

Una spiritualità di semplicità
La testimonianza più preziosa proviene da uno dei suoi monaci, che lo descrive come un uomo «di incomparabile semplicità e purezza di cuore, amabile con tutti per dolcezza e mitezza, forte nelle avversità e grande nella carità».
Le fonti riferiscono inoltre che meditasse quotidianamente il Vangelo e desiderasse custodire il raccoglimento con tale attenzione da evitare qualsiasi notizia estranea alla vita spirituale. È una caratteristica tipicamente cistercense: concentrare tutta l'esistenza sull'ascolto della Parola di Dio e sulla ricerca dell'unione con Cristo.

Le esperienze mistiche
La tradizione monastica racconta che il solo pronunciare il nome di Gesù gli provocasse abbondanti lacrime e che durante la celebrazione della Messa fosse favorito da frequenti visioni celesti.
Questi episodi appartengono alla tradizione agiografica e riflettono il linguaggio spirituale del XII secolo. Più che documentare eventi storicamente verificabili, intendono esprimere la profondità della sua vita interiore e della sua contemplazione.

Morte e culto
Bertrando morì l'11 luglio 1149 nella sua abbazia.
Per secoli fu venerato localmente anche il 20 novembre, probabilmente anniversario della traslazione delle reliquie o di una celebrazione propria della comunità. Tale culto scomparve dopo la distruzione del monastero, mentre la sua memoria rimase nel Martirologio Romano all'11 luglio, che lo ricorda come l'abate che volle inserire Grand-Selve nell'Ordine Cistercense.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-11

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